19 febbraio 2019
Dal distributore di carburante a quello di auto
Citroën torna alle origini. Niente nostalgia, ma una riscrittura in ottica da terzo millennio del concetto di auto popolare. E se negli anni '50 la 2CV era indirizzata al pubblico rurale, oggi la Ami One Concept guarda ai cittadini. Al prossimo salone di Ginevra debutta così una vetturetta elettrica urbana che si guida senza patente ed è disponibile secondo una formula d'uso che comprende tanto l'acquisto quanto il noleggio e il car sharing. Le Ami One, infatti, sempre connesse e legate a una app specifica, saranno disponibili da 5 minuti a 5 ore con la struttura Free2Move di Citroën, che prevede l'apertura nei centri urbani dei Comptoirs Ami One, distributori automatici delle vetture utilizzabili anche per un test drive. Ma per chi vuole l'uso personalizzato c'è il noleggio breve di 5 giorni, uno di 5 mesi o uno a lungo termine di 5 anni, che comprende batteria, manutenzione e parcheggi compresi nel canone mensile. Realizzata per l'utilizzo prevalentemente urbano, Ami One è lunga solo 2,5 m e larga e alta 1,5, pesa 425 kg ed è dotata di batterie al litio che si ricaricano in 2 ore con un'autonomia di 100 km; raggiunge una V max di 45 km/h, dato che formalmente è un ciclomotore. In ottemperanza alla normativa in vigore dallo scorso 1° gennaio, Ami One produce un suono che è una sorta di chiacchiericcio maschile e femminile per far sì che se ne avverta la presenza. Le sue linee squadrate destinate a massimizzare lo spazio nell'abitacolo prevedono Airbump a protezione dei piccoli urti; in più l'auto ha il tetto apribile ed è stata realizzata una linea di accessori dedicati che vanno dalle borse di varie dimensioni a capi d'abbigliamento e gadget specifici. Dal vivo al salone.
18 febbraio 2019
Macan S, aggiornamento soft
La nuova Macan S mantiene gli stilemi e la politica di rinnovo nella tradizione Porsche, con l’aggiunta di luci a led (anche adattive a matrice in opzione) e di una striscia luminosa tridimensionale nella coda, oltre ai cerchi ora disponibili anche da 21 pollici con gli anteriori da 245/55 e i posteriori da 305/40. All’interno tutte le funzioni di infotainment del Porsche Communication Management sono gestite tramite lo schermo touch da 10,9 pollici; il sistema è connesso permanentemente al web, così la navigazione e le info sul traffico sono sempre in tempo reale. La Macan non adotta però il nuovo layout della 911 per i comandi e
mostra ancora una pletora di tasti sulla consolle centrale, soluzione
che richiede un minimo di apprendistato per non confondersi. I sistemi di assistenza sono stati aggiornati con l’introduzione del nuovo Traffic Jam Assist che aiuta a evitare gli ingorghi, mentre le ormai tradizionali assistenze alla traiettoria e gli avvisi anticollisione sono tutti implementati.
All’interno spiccano la cura dell’abitacolo, con i sedili ampiamente regolabili, e il volante sportivo GT uguale a quello della 911 (optional), con il selettore rotante della modalità di guida che fa parte del pacchetto a richiesta Sport Chrono. Lo spazio è buono davanti, ma assai meno dietro, specie in senso longitudinale; il comfort adatto anche a lunghi viaggi con il selettore su Normal, altrimenti le sospensioni si irrigidiscono.
Salgo sulla mia Macan S verde coleottero, uno dei quattro nuovi colori in gamma, e accendo il V6 da 354 CV e 480 Nm, che si sente appena. Il V6 turbo da 3 litri adotta la configurazione Central Turbo Layout,che prevede la sua collocazione al centro della V dei cilindri. Ciò riduce il percorso dei gas di scarico dai cilindri alla turbina e rende più immediata l’erogazione di potenza alla pressione dell’acceleratore. Sempre allo stesso scopo è stata adottata la struttura twin scroll, che sdoppia i condotti di adduzione alla chiocciola per accordarli agli scoppi delle bancate, sfruttando così anche le onde di pressione oltre al flusso dei gas di scarico per accelerare la girante. La potenza specifica è cresciuta da da 113 a 118 CV/litro.
La Macan è disponibile anche con un motore a quattro cilindri di 2
litri, che eroga 245 CV ed evita quindi l’applicazione del superbollo;
ha una coppia massima di 370 Nm e raggiunge i 225 km/h con un uno 0-100
in 6,5 secondi. La dotazione può essere equivalente a quella della
sorella maggiore ma il costo di gestione è assai più basso, anche se per
il peso della vettura il motore si mostra un po’ al limite; sarebbe
stato meglio adottare l’unità da 300 CV della Golf R, trattandosi di
disponibilità “in casa”. Ma immagino che poi il salto di meno 60 CV con
la S sarebbe stato troppo limitato. Tutto va comunque parametrato sui
criteri Porsche: se il paragone con il 3 litri è stridente, quello con
altre vetture di analoga cubatura e stile risulta invece del tutto
adeguato e più prestazionale, dato che anche con la “normale” Macan si
finisce per tenere con naturalezza in autostrada andature sopra i 180.
Il percorso di prova si snoda attorno a Lisbona , in Portogallo, ma il traffico si dirada subito e presto si può spingere. Il 6 cilindri ha un’erogazione di coppia da Diesel, dato che la coppia massima è costante da 1.360 a 4.800 giri. E’ accoppiato al PDK a doppia frizione a 7 rapporti, che si aziona anche manualmente tramite le palette al volante; i passaggi di rapporto sono veloci ma non velocissimi e si evidenza presto un eccessivo salto di regime tra la seconda e la terza, così se vuoi andare forte in un bel misto (come viene naturale con una Porsche) ti trovi impiccato in alto oppure troppo basso di giri. Il motore è sì potente, ma non “cattivo” come ti aspetteresti da un’unità di Stoccarda e per ottenere il meglio è inutile spingere agli alti, meglio tenersi tra 4 e 5.000 giri. In Sport Plus il regime viene tenuto sempre tendenzialmente elevato, forse troppo per le caratteristiche del propulsore, che comunque non delude a forte andatura, anche se per raggiungere i 254 km/h indicati come velocità massima (che si toccano in quinta) occorre un lungo lancio. L’accelerazione è comunque notevole: i 100 orari si toccano in 5,1 secondi, ma solo con il pacchetto Sport Chrono.
L’auto è molto reattiva nei percorsi misti grazie all’ottimo comportamento delle sospensioni pneumatiche a controllo elettronico e si guida con naturalezza anche escludendo completamente il controllo di stabilità, con un comportamento prevedibile e sicuro. La ripartizione della trazione integrale varia con continuità, come si osserva dalla schermata selezionabile nel cruscotto, e collabora a mantenere sempre efficaci trazione e stabilità di marcia. Trattandosi di una Porsche, si finisce però per tenere con naturalezza medie molto elevate, ben coadiuvati dai freni perfettamente dosabili con il pedale duro e sensibile grazie al nuovo cinematismo di azionamento, ma pericolose… per la patente. Occhio quindi ai limiti, che si infrangono quasi senza volerlo. A voler fare i pignoli la tonalità del V6 è poco coinvolgente e fin troppo educata rispetto ad altri modelli del marchio, ma in compenso con la Macan S si può affrontare un moderato fuoristrada in tutta tranquillità, grazie alla modalità Off Road che adatta le caratteristiche della vettura allo scopo. Anche se il meglio si ottiene sull'asfalto.
12 febbraio 2019
L'India elettrica parte dal pubblico
Ci sono Paesi dei quali qui in Europa si percepiscono tradizioni e conservativismo, ma sfugge invece la spinta al cambiamento. E' il caso dell'India, che se da un lato è indubbiamente uno degli stati a più alta diffusione di motori a gasolio privi di dispositivi anti-inquinamento (scelti per il basso consumo), dall'altro prosegue sulla strada dell'elettrificazione, che per ora si concentra sul trasporto pubblico. In almeno quattro grandi città infatti, Delhi, Hyderabad, Sabarimala e Luknow sono stati inaugurati servizi di autobus a trazione elettrica. Il più recente è proprio quello di Luknow, che è ora dotata di 40 mezzi realizzata dalla Tata e di una stazione di ricarica veloce installata nel deposito. Gli autobus, denominati Ultra 9m AC Electric, hanno un'autonomia di 150 km e sono dotati di un pacco batterie litio-ione che prevede un sistema di raffreddamento a liquido capace di mantenerlo entro l'ottimale range di tempertura di funzionamento anche in clima tropicale. I veicoli sono dotati di climatizzazione e sospensioni ad aria e dispongono di un singolo motore elettrico capace di una potenza di picco di 333 CV e continua di 197. Tata ha già all'attivo contratti di fornitura per 255 autobus elettrici con sei compagnie di trasporto pubblico e sta sviluppando un minibus adatto al trasporto interurbano.
11 febbraio 2019
Ah, les français!
Una volta si diceva che quello che distingue l'uomo dagli animali è l'intelligenza. Una volta, perché oggi si può dire manchino i presupposti per una verifica sul campo. Traslando l'argomento nel nostro campo, quello delle quattro ruote, potremmo almeno tracciare una linea tra chi fa una castroneria colossale ma a seguito di verifiche e prove scientifiche si ravvede e chi invece prosegue sulla sua strada inossidabile a ogni critica, incurante di provocare disastri che peseranno per anni su economia e capacità produttiva. E se gli enti locali italiettani stanno sicuramente nella seconda categoria, i nostri nemici francesi (almeno secondo alcuni) hanno mostrato invece di appartenere al novero di chi usa il cervello e, se sbaglia, ci ripensa. Ecco dunque la marcia indietro di Parigi sul divieto di circolazione ai motori a gasolio, quantomeno per i più recenti Euro 6D TEMP, che il ministero dell'economia sta cercando addirittura di far classificare con il bollino viola, quello che secondo il Crit'Air, la recente normativa anti-inquinamento d'Oltralpe, individua i veicoli meno inquinanti in assoluto dopo quelli elettrici. Una scelta dettata sia dall'evidenza scientifica dei fatti quanto dalla necessità di evitare tracolli a un'industria che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, ma soprattutto guardando al futuro, dato che il motore Diesel è quello che produce meno CO2. Che dite, speriamo nel contagio transalpino?
La VW ID è in dirittura d'arrivo
VW va avanti con il rinnovo sostanziale della sua gamma e i primi modelli della nuova serie ID sono stati ufficialmente ripresi nel corso dei test stradali in corso in Sudafrica. Lo stile è quello della concept ID Neo del 2016 e la produzione dovrebbe iniziare nel corso del 2019. L'auto è più convenzionale del prototipo nelle scelte produttive, come confermato da specchietti e porte tradizionali, mentre le dimensioni sono grosso modo quelle di una Golf, ma con un'abitabilità maggiore dato il minor ingombro dell'unità motrice posta al retrotreno. VW prevede che il prezzo di mercato della ID sarà paragonabile a quello di una Golf Diesel con equipaggiamento ricco, quindi attorno ai 33-35.000 euro.
Prima l'upgrade della standard
Alla Toyota sono strani. Prima ci mettono anni per far debuttare un'auto sulla quale c'è attesa poi, praticamente prima che il modello sia in vendita, ne presentano l'upgrade. Parlo della Supra, della quale sono già in circolo le foto della versione TRD, la sigla del preparatore semi-ufficiale Usa che attualmente sta andando forte e lavora addirittura con Gazoo Racing, visto che è stata presentata una GR Supra Performance Line concept TRD. Le modifiche riguardano però soltanto aerodinamica e parti esterne, come si vede dall'ultima foto, mentre sul motore, quello BMW, non c'è nulla di diverso. Con ogni probabilità la Casa di Monaco non ha dato il permesso per le modifiche su una sua unità e soprattutto non intende concedere alla sorella in jont venture della Z4 la primogenitura che spetta alle M. Il risultato estetico della TRD comunque non è male; aspettiamo di vedere se questo modello arriverà anche in Europa, magari insieme alla vettura standard.
08 febbraio 2019
La prima volta di Seat
Poteva VW venir meno alla secolare politica di share dei modelli tra i diversi brand? Domanda retorica, perché anche nel passaggio alla mobilità elettrica la tradizionale politica commerciale teutone sarà mantenuta. Ne è prova la ventura auto elettrica di Seat, che debutterà prima del salone di Ginevra, reralizzata sulla scocca modulare MEB che in pratica è il clone spagnolo della ID Hatch di VW. Il range sarà di 500 km, lo stesso della/e sorella/e, e la vettura sembra precederà nel lancio la Mii elettrica che sinora pareva destinata a celebrare il battesimo a batteria di Seat. Seguirà in sequenza una Suv elettrica a dare maggior corpo alla nuova gamma del marchio.
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