11 febbraio 2019

Ah, les français!





Una volta si diceva che quello che distingue l'uomo dagli animali è l'intelligenza. Una volta, perché oggi si può dire manchino i presupposti per una verifica sul campo. Traslando l'argomento nel nostro campo, quello delle quattro ruote, potremmo almeno tracciare una linea tra chi fa una castroneria colossale ma a seguito di verifiche e prove scientifiche si ravvede e chi invece prosegue sulla sua strada inossidabile a ogni critica, incurante di provocare disastri che peseranno per anni su economia e capacità produttiva. E se gli enti locali italiettani stanno sicuramente nella seconda categoria, i nostri nemici francesi (almeno secondo alcuni) hanno mostrato invece di appartenere al novero di chi usa il cervello e, se sbaglia, ci ripensa. Ecco dunque la marcia indietro di Parigi sul divieto di circolazione ai motori a gasolio, quantomeno per i più recenti Euro 6D TEMP, che il ministero dell'economia sta cercando addirittura di far classificare con il bollino viola, quello che secondo il Crit'Air, la recente normativa anti-inquinamento d'Oltralpe,  individua i veicoli meno inquinanti in assoluto dopo quelli elettrici. Una scelta dettata sia dall'evidenza scientifica dei fatti quanto dalla necessità di evitare tracolli a un'industria che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, ma soprattutto guardando al futuro, dato che il motore Diesel è quello che produce meno CO2. Che dite, speriamo nel contagio transalpino?

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