02 gennaio 2019

BMW rilancia sulla i8





Mancavano solo loro. Tra le Case con Dna sportivo e ambizione di costruire auto edge, solo BMW non aveva ancora materializzato progetti in tal senso, come Mercedes, tanto per fare un nome della concorrenza. Attualmente al vertice di gamma sta la i8, ibrida sportiva che non ha riscosso particolare successo, ma, stando alle dichiarazioni di Klaus Fröhlich, capo dello sviluppo di prodotto, la lacuna sarà colmata presto. Entro il 2023 lo chassis della i8 sarà rielaborato per dar vita a una nuova ibrida che per la parte tradizionale dovrebbe salire di architettura e cubatura rispetto al 3 cilindri 1,5 attuale e adottare (questo almeno si spera) un 6 in linea, per una potenza complessiva di oltre 700 CV. La nuova vettura non sarà quindi una ipercar, ma si collocherà piuttosto nell'ambito di vetture come le McLaren di fascia minore e la Honda NSX, anche se sarà realizzata in numero limitato per non incorrere nello stesso problema di forte svalutazione dell'usato della i8. La vettura si collocherà al vertice della gamma M, che nel prossimo futuro sarà composta sempre più da ibride. Una soluzione vista come ideale per le M data la grande disponibilità di coppia istantanea dei motori elettrici che li rende ideali per la guida sportiva. Si tratta di vedere se il peso addizionale delle batterie non compensi la maggiore prontezza con minore agilità.

27 dicembre 2018

Troppo avanti o troppo furba?







Date un'occhiata all'interno della Tesla Model 3. Minimalista? Forse. Di sicuro un approccio diverso all'automobile, dato che praticamente ogni cosa si aziona tramite lo schermo touch da 15" che troneggia al centro della plancia. Pure la regolazione degli specchietti o i tergi o ancora le luci. Un approccio friendly, nelle ipotesi di chi usa un computer, assai meno per chi usa un'auto normale. Ma questa è una Tesla, deve distinguersi se vuol essere l'auto del futuro. Per aprirla usi lo smartphone e se il tuo non è paired devi usare una card che avvicini al montante centrale, la stessa che devi piazzare davanti al poggiabraccio per avviare l'auto. Scelte d'immagine che fanno assai figo, salvo ti scippino telefono e auto allo stesso tempo. Il sedile elettrico grazie a dio si regola alla vecchia maniera, ma il volante no, c'è un apposito sottomenu che navighi con i bottoni sul volante o sullo schermo con le dita. Ma, al di là delle impostazioni di comando, è sullo stile che mi faccio delle domande. La plancia sembra un incrocio tra l'eleganza nordica di qualche Volvo e una economica russa, i materiali non sono all'altezza del prezzo da 60K. Ah già, perché di quella che doveva essere l'auto di massa, quella da 35.000 $, non c'è ancora traccia. Troppo avanti? Oppure la riedizione del re nudo di Andersen?

21 dicembre 2018

FCA rispolvera il 6L





Il travaso transatlantico ha finora riempito l'area motori a 6 cilindri del gruppo FCA con il vecchio Chrysler Pentastar, un V6 nelle cilindrate di 3, 3.2 e 3,6 litri che nella suo migliore configurazione, con turbo e iniezione diretta, raggiunge 309 CV e 366 Nm; incidentalmente il motore adottato dalle Challenger in versione base. Ma il gruppo ha deciso di cambiare e manda in pensione l'unità, sostituendola, pare, con un 6 in linea parimenti turbo a iniezione diretta che dovrebbe avere una cilindrata attorno ai 3 litri, nome di progetto Tornado. La soluzione manca dal 1936 dalla linea Fiat (progetti aeronautici a parte) e la progettazione moderna e le canne sottili della nuova unità ne riducono la lunghezza (tipico punto dolente di questa architettura, che presenta un albero motore lungo che rende già difficile la collocazione longitudinale e quasi impossibile quella trasversale) a soli 7,62 cm più del 2.4 a 4 cilindri attuale, mentre le ambizioni di cavalleria sarebbero tali da pensare addirittura alla sostituzione del 5.7 Hemi V8. Nella versione twin scroll potrebbe poi equipaggiare modelli Alfa e Maserati, il debutto dovrebbe però avvenire sulla nuova Jeep Wagoneer. Un motore in linea è meno costoso da produrre di uno a V e nell'ottica di modernozzazione e riduzione dei costi passivi che FCA sta portando avanti la scelta ci sta. Il motore è inoltre progettato per consumare parecchio meno del predecessore, cosa che, ecotasse dell'ultim'ora a parte, potrebbe favorine l'uso anche sui modelli destinati all'Europa.

Si chiama Redeye la nuova vedette SRT









Il Natale animale è decisamente yankee, parlando di muscle car. E notoriamente tra le abitanti del serraglio la Dodge Challenger SRT spicca come un assoluto della bestialità su quattro ruote. La Hellcat è una droga, provare per credere, e nel più puro stile a stelle e strisce, non c'è limite alla sua esuberanza, vedi le Demon riviste e corrette da Hennessey, per quelli che 840 CV sono pochi. Ovviamente la Casa madre ci tiene a tener vivi attenzione ed entusiasmo sull'articolo, facendo ogni anno variazioni di gamma. Per il 2019 al vertice esce di scena propio la Demon, quella con le ruote da drag race e il paracadute in option, sostituita dalla SRT Hellcat Redeye, che pompa un filo meno ponies della precedente, 797 Hp, pari a 808 CV, oltre a 959 Nm sparati rigorosamente sul retro. La dotazione è ancora di primo piano, sospensioni a controllo elettronico e freni Brembo compresi, ma in più c'è l'opzione widebody, che aggiunge 8,89 cm alle dimensioni in larghezza già da pullmann della Redeye. Non sarà in serie limitata come la Demon e comunque fa lo 0-60 mph (96 km/h) in 3,4 s, il quarto di miglio in 10,8 uscendo a 211 orari e raggiunge i 327 km/h. Sì, lo so che a confronto con una sportiva vera ha dei limiti e che i cavalli Usa sono erogati più lentamente di quelli europei, ma è tutto l'insieme che è magico. Alla faccia di CO2 e supertasse, per chi può. Gli yankee può.

20 dicembre 2018

Primo successo per Ghosn





La corte distrettuale di Tokyo stamane ha respinto la richieste dell'accusa di prolungare la detenzione di Carlos Ghosn in carcere. Il tycoon brasiliano/libanese è sotto accusa per irregolarità finanziarie insieme con Greg Kelly, al tempo membro del board di Nissan, e i suoi avvocati presenteranno ora la richiesta di libertà su cauzione. L'accusa ha già dichiarato però che presenterà ricorso e, dato che i tempi della giustiza jap non sono geologici come i nostri, le cose potrebbero ancora cambiare in peggio. L'affaire con ogni proabilità durerà ancora a lungo, nella battaglia tra l'ammnistrazione fiscale nipponica, che contesta a Ghosn introiti non dichiarati, e la difesa del manager, che sostiene trattarsi di pagamenti differiti che non richiedevano la menzione nelle dichiarzioni fiscali. Questioni di lana caprina, che tipicamente sono long lasting.

Bavarese rinforzato









In attesa del reveal a Detroit, Toyota ha rilasciato un teaser sonoro della Supra, per farci ascoltare il sound del suo 6 cilindri in linea. Due commenti. Primo, era ora. Il lancio della sportiva jap è stato con ogni probabilità il più tirato in lungo della storia dell'automobile e non se ne può più. Anche perché non è che Toyota abbia tutto 'sto blasone in ambito prestazionale da far ritenere la Supra un masterpiece. Secondo. Dato che attualmente Toyota non produce un sei cilindri in  linea, il motore è il 3 litri BMW della Z4, della quale la Supra condivide la scocca. Ma c'è stato un tuning piuttosto accurato sul sound, che risulta più coinvolgente di quello della sorella bavarese. Bravi. D'altronde se non puoi batterla e hai buona parte di pezzi in comune, cerca almeno di aumentare il suo appeal, no?

19 dicembre 2018

Occhio all'Oriente...





La marcia della Cina verso la dominazione del mondo dell'auto (e non solo) prosegue a tappe forzate. A fronte di un'apertura ufficiale ai costruttori di tutto il mondo, pianficando grandi somme per la costruzione di impianti in joint venture, la NDRC, la commissione statale che si occupa dello Sviluppo e della Riforma, ha promulgato una norma secondo la quale non saranno più ammessi insediamenti che producano esclusivamente veicoli con motori a combustione. Ergo per accedere ai ricchi incentivi occorrerà produrre elettrico, almeno in parte. Di fatto l'intento è quello di sfruttare il know how europeo e Usa per supplire ai numerosi fallimenti di industrie cinesi che sono entrate nel settore delle auto elettriche, a causa della loro incapacità di realizzare prodotti di qualità accettabile in un mercato che per la prima volta quest'anno ha mostrato segni di flessione. La norma entrerà in vigore il prossimo 10 gennaio e ha creato allarme in tutti i grandi gruppi, poiché è evidente l'intento di piegare le capacità progettuali estere agli interessi cinesi a lungo termine, che con l'accaparramento delle risorse di litio e cobalto nel mondo mirano al monopolio delle materie prime destinate alle batterie nei prossimi decenni. E di fatto a scalzare i Paesi del Medio Oriente dalla loro sovranità economica con il petrolio passando alla trazione elettrica.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...