06 giugno 2016

Posti auto più larghi per le clienti cinesi









Nella città cinese di Dallan, collocata nel nordest del Paese, un centro commerciale ha deciso di offrire posti auto dedicati al pubblico femminile. Quella che d'acchito sembra una semplice cortesia, di fatto potrebbe però configurarsi come una provocazione: i posti sono infatti più larghi del 50% rispetto agli altri, un po' come quelli per i disabili insomma. Individuati dal colore rosa e dalle scritte che li identificano come riservati, sono però soltanto 8 su un totale di 400 spazi disponibili, il che li qualifica più come un vettore pubblicitario che come un effettivo servizio. L'iniziativa ha però aperto una querelle sulle doti di abilità alla guida del pubblico femminile, pur in una nazione non certo paritaria come la Cina. Un sondaggio effettuato localmente ha mostrato una lieve prevalenza dei favorevoli, mentre risulta tutta da provare la tesi che un'area maggiore sia affettivamente necessaria alle automobiliste piuttosto che ai guidatori dell'altro sesso. E dalle nostre parti come sarebbe presa l'iniziativa? Un fiorire di "pass donna" farlocchi?

Adrenalina per gatti senza coda












Quando si parla di TT l'associazione agli hot laps delle due ruote è automatica. La pista più pericolosa del mondo (è un tracciato che gira intorno all'isola con poche e velleitarie protezioni per i piloti) richiede "un pelo" incredibile, oltre che una conoscenza profonda e non sono pochi i professionisti che dichiarano di aver timore nell'affrontarla. Oggi però vi propongo un approccio differente al circuito dell'isola di Man (famosa anche per una specie di gatti) : un giro a manetta a bordo di una Subaru WRX pesantemente modificata, che eroga 600 CV e dispone di un kit aerodinamico ad hoc. Il pilota di rally brit Mark Higgins ci dà dentro di brutto e stacca un tempo di 17'49.75" sul tracciato di 60,708 km, corrispondente a una media di 204,3 km/h. Mica male, anche se il record assoluto è quest'anno di Michael Dunlop (ma va?) che in sella a una BMW S1000 Superbike ha girato in 16,58.254 alla media di 214,63 km/h. Il video è lungo e parlato alla yankee (cioè troppo), ma il sound del boxer è musica per le orecchie.

31 maggio 2016

Dalla Hyundai sportive "abbordabili"





Hyundai ha deciso di competere su tutti i fronti con i costruttori europei, non escludendo quelli in cui gli avversari sono più consolidati. Così nel 2017 ci sarà il debutto del primo modello della N performance division, la Motorsport coreana. Gestita da Albert Bierman, appunto un ex BMW, la struttura metterà sul mercato una i30 supervitaminizzata, dotata di un motore 2 litri turbo da 263 CV e 308 Nm capace di spingerla a 250 km/h, ma caratterizzata da un prezzo alla portata di molti appassionati, decisamente meno elevato, quindi, di quello delle naturali concorrenti, VW Golf GTI e Ford Focus ST in testa. L'auto sarà dotata inizialmente della sola trasmissione manuale, mentre quella automatica seguirà, così come la dotazione della trazione integrale, e dispone di un look decisamente più aggressivo e di sospensioni realizzate ad hoc. Non è escluso poi che in futuro si aggiunga alla gamma N anche qualche modello ibrido.

Mercedes mette il filtro ai benzina



Sinora i filtri antiparticolato, quelli con o senza l'iniezione di ossido di cerio (brevetto del gruppo PSA) li abbiamo visti soltanto sulle auto Diesel. Ne consegue sia comune pensiero che questo tipo di inquinante venga emesso soltanto dalle auto a gasolio. E invece no, il particolato si origina anche dalla combustione della benzina, pur se in quantità e struttura chimica diverse. E la situazione è diventata critica con il diffondersi dell'iniezione diretta che, come nel caso di motori ad accensione per compressione, ha determinato una salita esponenziale delle emissioni di questo tipo anche sui motori ad accensione comandata, un tempo poco problematici su questo versante. Le prossime regolamentazioni Euro 6C prevedono limiti stringenti in questo senso ed è per questo che la Mercedes inizierà a montare i filtri antiparticolato anche sui motori a benzina. Si comincia con i V8 della S 500 ma in prospettiva ogni motore dovrà esserne dotato. E gli altri costruttori dovranno a loro volta adeguarsi, a meno delle solite gabole legali o di passare all'elettrico integrale. Decisamente il futuro dei motori a combustione è sempre meno roseo, perché tanto più se ne cerca l'aumento di efficienza, tanto meno se ne ottiene la compatibilità ambientale. Pensateci: alla fine le cose andavano meglio con sistemi di iniezione più semplici e meno costosi.

Una Levorg con i fiocchi









Quando nella mia prova di ottobre della Subaru Levorg apprezzavo le eccellenti doti dinamiche della vettura, facevo notare anche che con tanto ben di dio ci sarebbe stato bene un motore assai più prestante di quello da 170 CV di serie; per esempio il turbo da 300 CV disponibile (allora) soltanto in Giappone. Bene, La Casa è tornata su suoi passi e ha deciso di allestire una versione cattiva della Levorg, denominata STI Sport, che attinge al più puro dna sportivo del marchio. L'auto è stata sviluppata infatti dalla divisione sportiva interna Subaru Tecnica International e mostra inediti paraurti, un kit aerodinamico dedicato e ruote da 18 pollici, con ammortizzatori Bilstein regolabili, nuove molle e una taratura più sportiva del servosterzo elettrico. Dentro nuovi il volante alcuni rivestimenti e il pomello del cambio, peraltro sempre quello a variazione continua, nessuna opzione manuale. Ma è sotto il cofano la vera novità. Accanto a una versione di maniera, che ospita quindi il "solito" millesei da 170 CV è possibile dotare l'auto di un 2 litri  turbo da 300 CV, lo stesso usato su certi mercati per la STI. L'auto sarà in vendita in Giappone dall'estate; quanto al nostro mercato, al debutto era stata categoricamente esclusa ogni variante. Ora però una possibilità di avere questa che in pratica è una STI Station anche dalle nostre parti potrebbe concretizzarsi. Incrociamo le dita.

27 maggio 2016

Insieme alla iCar, Apple studia anche la rete di ricarica





Dello dello stato dell'arte della iCar dicevo il mese scorso. Ma, come tutti sanno, il vero problema dell'auto elettrica è la struttura di ricarica, intesa come network di colonnine diffuso e accessibile. In pratica oggi nel settore si rivive in un certo senso la situazione di inizio novecento, quando la benzina si comprava in farmacia, ed è proprio per superare questa impasse che Apple sta lavorando intensamente alla implementazione delle strutture di ricarica. Secondo la Reuters, infatti, l'azienda di Cupertino ha in corso contatti con numerose aziende specializzate di settore e ha già assunto diversi esperti per garantire il successo al progetto Titan, successo che dipende ovviamente dalla effettiva fruibilità delle proprie vetture. La complessità dell'intera questione è evidente: non basta infatti stringere agreement con i produttori di colonnine ma occorre anche trattare con i network energetici per garantire l'approvvigionamento di elettricità, affrontando il costoso argomento delle linee dedicate e della loro disponibilità nell'intero arco della giornata. Una vera e propria ragnatela di gestori di produzione e trasporto energetico, peraltro in costante lotta tra loro per l'acquisizione della clientela in un mercato che di anno in anno diventa sempre più volatile quanto a tariffe. Il successo di Apple potrebbe quindi rappresentare una sorta di piattaforma stabile che darebbe ai suoi utenti la tranquillità dell'uso facile, peraltro il tradizionale atout del prodotti della mela californiana.

Arriva dalla Cina il treno-tunnel









All'esposizione high tech di Pechino, conclusasi domenica scorsa, è stato presentato il TEB, Transit Elevated Bus, un curioso modello di trasporto pubblico su rotaia a piattaforma fortemente rialzata che ha lo scopo di impegnare solo marginalmente la carreggiata lasciando lo spazio sottostante alla circolazione degli altri veicoli. Si tratta di un'idea che permette lo sfruttamento più intensivo dello spazio esistente e che forse ha una razio nel congestionato ambiente stradale cinese, ma che pone molti interrogativi legati al costo di realizzazione delle singole unità e alla loro flessibilità d'uso in città nelle quali la circolazione sia il risultato di sovrapposizioni di strutture effettuate in tempi più o meno recenti piuttosto che oggetto di (costose) progettazioni ad hoc. Secondo i progettisti il TEB rappresenta però una alternativa conveniente a una metropolitana: ha una capacità di 1.200 passeggeri per convoglio, mentre il tempo di completamento di una linea è attorno all'anno (in Cina, forse; dalle nostre parti si sa come vanno queste cose) e il costo è meno di un quinto. Comunque, nell'ex Celeste Impero, come sempre fanno molto in fretta a implementare i concetti progettuali: entro il 2016 è infatti prevista la costruzione di una linea prototipo a Qinhuangdao, nella provincia di  Hebel.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...