Nella città cinese di Dallan, collocata nel nordest del Paese, un centro commerciale ha deciso di offrire posti auto dedicati al pubblico femminile. Quella che d'acchito sembra una semplice cortesia, di fatto potrebbe però configurarsi come una provocazione: i posti sono infatti più larghi del 50% rispetto agli altri, un po' come quelli per i disabili insomma. Individuati dal colore rosa e dalle scritte che li identificano come riservati, sono però soltanto 8 su un totale di 400 spazi disponibili, il che li qualifica più come un vettore pubblicitario che come un effettivo servizio. L'iniziativa ha però aperto una querelle sulle doti di abilità alla guida del pubblico femminile, pur in una nazione non certo paritaria come la Cina. Un sondaggio effettuato localmente ha mostrato una lieve prevalenza dei favorevoli, mentre risulta tutta da provare la tesi che un'area maggiore sia affettivamente necessaria alle automobiliste piuttosto che ai guidatori dell'altro sesso. E dalle nostre parti come sarebbe presa l'iniziativa? Un fiorire di "pass donna" farlocchi?
06 giugno 2016
Posti auto più larghi per le clienti cinesi
Nella città cinese di Dallan, collocata nel nordest del Paese, un centro commerciale ha deciso di offrire posti auto dedicati al pubblico femminile. Quella che d'acchito sembra una semplice cortesia, di fatto potrebbe però configurarsi come una provocazione: i posti sono infatti più larghi del 50% rispetto agli altri, un po' come quelli per i disabili insomma. Individuati dal colore rosa e dalle scritte che li identificano come riservati, sono però soltanto 8 su un totale di 400 spazi disponibili, il che li qualifica più come un vettore pubblicitario che come un effettivo servizio. L'iniziativa ha però aperto una querelle sulle doti di abilità alla guida del pubblico femminile, pur in una nazione non certo paritaria come la Cina. Un sondaggio effettuato localmente ha mostrato una lieve prevalenza dei favorevoli, mentre risulta tutta da provare la tesi che un'area maggiore sia affettivamente necessaria alle automobiliste piuttosto che ai guidatori dell'altro sesso. E dalle nostre parti come sarebbe presa l'iniziativa? Un fiorire di "pass donna" farlocchi?
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