31 maggio 2016

Una Levorg con i fiocchi









Quando nella mia prova di ottobre della Subaru Levorg apprezzavo le eccellenti doti dinamiche della vettura, facevo notare anche che con tanto ben di dio ci sarebbe stato bene un motore assai più prestante di quello da 170 CV di serie; per esempio il turbo da 300 CV disponibile (allora) soltanto in Giappone. Bene, La Casa è tornata su suoi passi e ha deciso di allestire una versione cattiva della Levorg, denominata STI Sport, che attinge al più puro dna sportivo del marchio. L'auto è stata sviluppata infatti dalla divisione sportiva interna Subaru Tecnica International e mostra inediti paraurti, un kit aerodinamico dedicato e ruote da 18 pollici, con ammortizzatori Bilstein regolabili, nuove molle e una taratura più sportiva del servosterzo elettrico. Dentro nuovi il volante alcuni rivestimenti e il pomello del cambio, peraltro sempre quello a variazione continua, nessuna opzione manuale. Ma è sotto il cofano la vera novità. Accanto a una versione di maniera, che ospita quindi il "solito" millesei da 170 CV è possibile dotare l'auto di un 2 litri  turbo da 300 CV, lo stesso usato su certi mercati per la STI. L'auto sarà in vendita in Giappone dall'estate; quanto al nostro mercato, al debutto era stata categoricamente esclusa ogni variante. Ora però una possibilità di avere questa che in pratica è una STI Station anche dalle nostre parti potrebbe concretizzarsi. Incrociamo le dita.

27 maggio 2016

Insieme alla iCar, Apple studia anche la rete di ricarica





Dello dello stato dell'arte della iCar dicevo il mese scorso. Ma, come tutti sanno, il vero problema dell'auto elettrica è la struttura di ricarica, intesa come network di colonnine diffuso e accessibile. In pratica oggi nel settore si rivive in un certo senso la situazione di inizio novecento, quando la benzina si comprava in farmacia, ed è proprio per superare questa impasse che Apple sta lavorando intensamente alla implementazione delle strutture di ricarica. Secondo la Reuters, infatti, l'azienda di Cupertino ha in corso contatti con numerose aziende specializzate di settore e ha già assunto diversi esperti per garantire il successo al progetto Titan, successo che dipende ovviamente dalla effettiva fruibilità delle proprie vetture. La complessità dell'intera questione è evidente: non basta infatti stringere agreement con i produttori di colonnine ma occorre anche trattare con i network energetici per garantire l'approvvigionamento di elettricità, affrontando il costoso argomento delle linee dedicate e della loro disponibilità nell'intero arco della giornata. Una vera e propria ragnatela di gestori di produzione e trasporto energetico, peraltro in costante lotta tra loro per l'acquisizione della clientela in un mercato che di anno in anno diventa sempre più volatile quanto a tariffe. Il successo di Apple potrebbe quindi rappresentare una sorta di piattaforma stabile che darebbe ai suoi utenti la tranquillità dell'uso facile, peraltro il tradizionale atout del prodotti della mela californiana.

Arriva dalla Cina il treno-tunnel









All'esposizione high tech di Pechino, conclusasi domenica scorsa, è stato presentato il TEB, Transit Elevated Bus, un curioso modello di trasporto pubblico su rotaia a piattaforma fortemente rialzata che ha lo scopo di impegnare solo marginalmente la carreggiata lasciando lo spazio sottostante alla circolazione degli altri veicoli. Si tratta di un'idea che permette lo sfruttamento più intensivo dello spazio esistente e che forse ha una razio nel congestionato ambiente stradale cinese, ma che pone molti interrogativi legati al costo di realizzazione delle singole unità e alla loro flessibilità d'uso in città nelle quali la circolazione sia il risultato di sovrapposizioni di strutture effettuate in tempi più o meno recenti piuttosto che oggetto di (costose) progettazioni ad hoc. Secondo i progettisti il TEB rappresenta però una alternativa conveniente a una metropolitana: ha una capacità di 1.200 passeggeri per convoglio, mentre il tempo di completamento di una linea è attorno all'anno (in Cina, forse; dalle nostre parti si sa come vanno queste cose) e il costo è meno di un quinto. Comunque, nell'ex Celeste Impero, come sempre fanno molto in fretta a implementare i concetti progettuali: entro il 2016 è infatti prevista la costruzione di una linea prototipo a Qinhuangdao, nella provincia di  Hebel.

Più V8 cattivi nel futuro





Cosworth, nome mitico per appassionati di corse e vetture esagerate, tipo la Ford Sierra. Un marchio sinora caratterizzato da piccole produzioni di alta qualità che però sta per fare il balzo verso i grandi numeri: è stata annunciata infatti l'apertura di uno stabilimento a Detroit per la costruzione di V8, che si aggiunge agli impianti in Indiana e North Carolina, allo scopo di aumentare la produzione in vista di contratti di fornitura che sembra interesseranno tutte le Case yankee, dalla Ford, per anni proprietaria del marchio, alla Chrysler, passando per GM, oltre alle forniture specializzate, come quella per la rinata TVR. Il nuovo stabilimento è destinato principalmente ai V8, come dicevo, ma sono in programma ampliamenti di gamma verso motori meno frazionati, che seguiranno specifici programmi di sviluppo e downsizing sviluppati insieme ai partner coinvolti. La scelta del Michigan e dunque legata alla vicinanza agli headquarters delle big three, ma anche ai sostanziosi contributi del governo locale, che risulta molto generoso con chi crei posti di lavoro in una delle zone più depresse degli States. La produzione inizierà ad agosto 2018.

Niente cavalli per la BRZ










Un po' più di anno fa sembrava che il sodalizio Subaru-Toyota avesse deciso di dare finalmente alla BRZ/GT-86 quell'iniezione di cavalli che ne avrebbe fatto una sportiva con i fiocchi. E invece niente, peccato. La versione 2017 della BRZ (che prefigura di fatto anche la variante Toyota), infatti, si presenta unicamente con varianti stilistiche e aerodinamiche e un leggero aumento di potenza, da 200 a 208 CV e di coppia, da 205 a 212 Nm; un buon inizio ma ben lontano dai 300 cavalli che trasformerebbero la bilanciata e bassa coupé in una sportiva davvero tosta. Rimane anche il cambio manuale a 6 marce con l'opzione dell'automatico, mentre il rapporto di riduzione dello sterzo passa da 4,1:1 a 4,3:1 e la taratura delle sospensioni viene rivista con una aumento di rigidità delle molle e una barra stabilizzatrice di maggior sezione. Un nuovo pacchetto Performance sarà però offerto: comprende freni Brembo, ammortizzatori Sachs e ruote nere da 17 pollici; in milanese si dice "l'è come ciuccià un ciod" e rende bene il deal di maniera. Ci sono invece modifiche estetiche; paraurti più basso e largo con gruppi ottici a Led e all'interno, con un nuovo schermo da 4,2 pollici con display multifunzione che incorpora un cronometro per i tempi sul giro e un cruscotto rivestito in pelle. Sul mercato da settembre.

25 maggio 2016

La BBC raddoppia con Extra Gear













Un po' più di un anno fa la BBC decise di far fuori Clarkson per l'ennesimo eccesso dovuto alla sua protervia. Al di là del prosieguo di carriera del trio, ormai definito con il debutto di The Grand Tour in autunno su Amazon Prime, la BBC ha annunciato il suo nuovo show di motori: nato come uno spin off interno, si chiamerà Extra Gear e raddoppia il numero di conduttori che passano da 3 a 6, Sabine Schmitz compresa (prima donna nel programma). Un'impresa impegnativa per un format nato con la metà dei partecipanti, ma il network intende indirizzare il programma più agli storici appassionati del concetto di spettacolo con vetture a latere (quindi show ed esagerazioni sceniche) che a chi voglia realmente sentir parlare di automobili e di prestazioni. In ogni caso BBC trasmetterà Extra Gear a partire da domenica prossima 29 maggio sulla terza rete e non sulla seconda, che ospitava abitualmente Top Gear; una scelta forse prudenziale in attesa di esaminare i report sugli ascolti. A Chris Harris e Rory Reid, il promo del programma in partenza.

Mach 1 al litio per cominciare



La Formula E c'è già; ora attendiamo gli e-kart. Beh, ma ci sono già, direte voi. Vero, ma quelli di cui parlo sono davvero da corsa, con uno 0-100 sotto i 5 secondi e una ripresa fulminante. Come quello prodotto dalla Bosch, che ha collaborato con la FIA e la DMSB (l'associazione tedesca per le corse automobilistiche) nella progettazione e con la Mach 1 Kart per il telaio e ha così presentato a Berlino il suo nuovo prodotto, capace di raggiungere una velocità di punta di 130 km/h grazie ai suoi due motori da 10 kW che sparano la bellezza di 300 Nm sulle ruote posteriori fin dal primo giro di ruota. Il progetto si basa su accumulatori al litio che lavorano alla tensione di 48 V ed è previsto un sistema di recupero dell'energia in frenata, dato che i motori fungono anche da generatori in rilascio. Il nuovo e-kart è ancora in fase di sviluppo e le prestazioni potrebbero aumentare ulteriormente; nel frattempo continuano test e accordi per realizzare un vero e proprio campionato ad hoc, che Bosch mira a far diventare un entry level per piloti professionisti.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...