02 aprile 2016

Techno diversità





Per qualcuno i musei dell'auto sono una perversione, per altri un godimento. Credo che la verità stia nel mezzo e che non si possa accorparli tutti quanti ma occorra distinguerli per varietà, gusto e stile. Facile che quelli delle grandi Case siano quantomeno belli, quando vi si investono milioni, ma che poi abbiano realmente un significato... è da vedersi. Ce ne sono altri,invece, piccoli e poco noti ma ricchi di quella che amo definire la biodiversità tecnologica, quella varierà di pensiero tecnico e creativo che è purtroppo in esaurimento non solo nella grande industria, ma nel mondo intero, che in nome della globalizzazione spegne inesorabilmente gli intenti che devino dall'immediato profitto. Tutta 'sta storia per introdurre un piccolo museo che ho scoperto a Schramberg, nella Foresta Nera, in Germania, in quella che è stata la fabbrica di orologi Junghans. In una cornice del tutto adatta a una mostra di oggetti meccanici, negli shop floor dove si respira ancora odore di macchinari, un'ampia collezione (peraltro privata) di quelle piccole auto (ma non solo) che hanno motorizzato la Germania del dopoguerra, Gutbrod, Messerschmitt, Goggomobil, Glas e altre ancora meno note. In più parecchie moto rare o particolari (alcune con il rimorchio!) e il tutto in perfetto stato di conservazione, con pochissimi restauri. Insomma un museo per chi ama l'auto come concetto creativo, che evoca l'epopea di una tecnologia brillante e in crescendo che ormai ha lasciato il posto a un mondo più funzionale e sicuro (mah!) ma decisamente meno affascinante.




















































































 
























































01 aprile 2016

Pesce d'aprile



I britannici sono da sempre affezionati cultori del pesce d'aprile e lo dimostrano con questa notizia fake, diffusa stamattina dalla Honda UK. La Casa avrebbe celebrato la prima targa emoticon, sull'onda della possibilità in Gran Bretagna di registrazioni "emoji", (come le chiamano là) dal 2017 e sulla scorta di indagini di mercato che mostrano come i trentenni gradiscano più tali disegnini delle classiche registrazioni alfanumeriche. Una notizia ben confezionata ma palesemente falsa, non fosse altro per ragioni legali e giudiziarie. Comunque bravi.

Tanto tuonò che piovve








Dopo una lunga attesa (anni) e molteplici rumors, è stata finalmente presentata la nuova Tesla, la Model 3. Il reveal ufficiale è avvenuto ieri a Hawtorne, California e, seguendo la tipica "puntuta" politica commerciale del marchio, i preordini sono già piazzabili e pare ce ne siano già 115.000 (!), dato notevole visto che la produzione non inizierà prima dell'autunno del 2017. Tesla ha deciso di produrre da sola gli accumulatori (nella Gigafactory in Nevada) e ciò consente il risparmio di costi necessario a ridurre il prezzo di vendita, che dovrebbe aggirarsi negli Usa attorno ai 35.000 $ , dai quali detrarre gli incentivi erogati dai diversi Stati. L'auto è quindi un'avversaria della BMW i3 ma mostra un interno meno accessoriato, nel quale campeggia il (solito) schermo touch da 15 pollici destinato a sovrintendere a ogni comando, guida automatica compresa (futura, molto futura). Le minori dimensioni e la previsioni di produzione di 500.000 vetture all'anno sono tali da determinare il balzo di Tesla da produttore di nicchia ad attore sul mercato internazionale e per quanto si tratti ancora di wishful thinking, danno corpo alle promesse visionarie di Elon Musk . La Model 3 versione base, la Es, ha un'autonomia di 346 km, la trazione posteriore e fa lo 0-60 mph (96 km/h) in meno di 6 secondi; dovendo contenere i costi la scocca non impiega solo alluminio ma un mix del metallo leggero e di acciaio. La linea mostra chiaramente il family feeling della Casa ma risulta un po' anonima, in stile Jaguar per intenderci. La versione base dovrebbe poi evolvere con modelli 4x4, maggiori potenze e maggiore autonomia.

23 marzo 2016

La MX-5 diventa roadster



Già così com'è è un'icona, per il suo passato ma pure per il presente. Certo il fatto di dover mantenere un legame con l'antenata aveva imposto (si fa per dire) il mantenimento del tetto in tela, una scelta che, vista dal punto di vista di un marchio molto techno come Mazda era in un certo senso una limitazione, oltre a far da schermo verso una clientela che vuole sì un'auto emozionale, ma anche comoda e "facile". Quindi all'apertura per la stampa del salone di New York ecco che Mazda porta la MX-5 RF, dove la sigla in coda sta per Retractable Fastback. Così facendo la Miata è diventata più una roadster che una spider pura e semplice, dato che la sezione (rigida) a scomparsa è quella centrale, ma ciò in un certo senso ha dato alla gamma una marcia in più. Apertura e chiusura avvengono in soli 12 secondi fino a una velocità di 10 km/h e il vano bagagli non soffre rispetto alla versione con tetto in tela. I motori sono gli stessi, il millecinque e il duemila SKYACTIVE, abbinati al solito cambio manuale a 6 marce oppure, in esclusiva per la MF, a un automatico pure a 6 rapporti. La MX-5 RF inaugura anche un nuovo colore, il Machine Grey, studiato con le stesse trasparenze e riflessioni del Soul Red già impiegato per le auto Mazda e di grande successo sul mercato.

22 marzo 2016

Torna la R 18 per Le Mans








Al debutto la nuova Audi R18 per il campionato Endurance 2016. Ridisegnata secondo criteri aerodinamici più radicali, sfoggia una volta di più la progettazione ibrida, con l'ormai immancabile motore V6 turbodiesel (in gara non controllano gli NOx, vero?) da 4 litri con angolo di 120° tra le bancate che mantiene la coppia massima di 850 Nm nonostante la limitazione della pressione di sovralimentazione, generata da un unico turbo collocato come gli scarichi al centro della V. Il sistema ibrido si basa su un sistema motore/generatore collegato tramite un differenziale autobloccante sulle ruote anteriori, che è in grado di erogare una potenza massima di 350 kW (476 CV), ma che per Le Mans non andrà oltre i 300 kW, 408 CV e che accumula energia in un pacco batterie al litio dotato di un sistema di raffreddamento dedicato; niente più volano, dunque. La potenza complessiva supera i 1.000 CV e il sistema di illuminazione, strategico su auto destinate alle gare di durata, combina la struttura a matrice di led con i diodi laser per fornire un campo visivo adeguato anche a velocità superiori ai 340 km/h.

Dagli orologi alla supercar















 

Nicolas Hayek (rip), patron di Swatch, voleva l'auto low cost ma Mercedes l'ha trasformata nella smart. Bell & Ross invece, che non costruisce orologi di plastica ma costosi ed esclusivi oggetti per militari, piloti, sommozzatori e astronauti, per il suo ingresso nel mondo dell'auto ha scelto invece di fare il botto. Con la AeroGT, presentata a Baselworld (la fiera svizzera dell'oreficeria e degli orologi) lo scorso weekend, infatti, la Casa francese entra nel mondo delle supercar con una vettura dotata di un V8 di 4.2 litri (sarà mica Audi per caso?) da 610 cavalli, che agisce sulle ruote posteriori per il tramite di un cambio automatico a 8 marce. Per ora si sa che va da 0 a 100 km/h in circa 3 secondi, che raggiunge i 360 km/h e che pesa circa 1.300 kg. L'aerodinamica impone regole; la AeroGT non è quindi un mostro di personalità, ma devo dire che la coda è molto aeronautica e ha un certo fascino, con gli scarichi che sembrano i coni di coda di due turboreattori. Nessun dato su prezzo e disponibilità; trattative riservate.

21 marzo 2016

Per Mercedes il Diesel è ancora über alles





Tetragoni e ostinati come sempre, i tedeschi. Mentre l'orientamento politico europeo (e sappiamo tutti quanto conti, alla fine) passa globalmente ai carburanti alternativi e all'elettrico, penalizzando (vedi Francia e Gran Bretagna) il motore a gasolio, la Mercedes presenta una nuova famiglia di Diesel. La nuova unità, definita internamente OM 654 ha una cilindrata di 1.950 cm3 con i 2.143 della edizione precedente ed eroga in questa versione base (perché ce ne saranno altre più potenti) 195 CV a 3.800 giri (prima erano 170 tra 3.000 e 4.200), con coppia massima "stazionaria" a 400 Nm tra 1.600 e 2.400 giri (prima erano tra 1.400 e 2.800). Deduco che la maggiore potenza derivi da una coppia comunque più sostenuta dell'antenato anche dopo i 2.400 giri, ma in assoluto il motore pesa molto meno, 168 kg contro 199 ed è realizzato completamente in alluminio ma con pistini in acciaio. Ora, in genere non si adotta questo materiale perché ha un minore coefficiente di dilatazione rispetto alle leghe leggere, ma Mercedes ribalta la questione perché proprio questa caratteristica invece di determinare trafilaggi dalle fasce consente una forte riduzione degli attriti meccanici (bestia nera dei Diesel) e quindi contribuisce attivamente al maggior rendimento. Ovviamente l'unità è Euro 6 e per ottenere senza "trucchi" il risultato si basa sulla presenza del complesso sistema di scarico con catalizzatore ad accumulo SCR per gli ossidi di azoto, che prevede un serbatoio supplementare con l'additivo AdBlue (quello dei TIR puliti), in pratica un composto di urea. I consumi sono minori del 13% e le emissioni sono state calcolate sulla base dei test RDE, quelli in guida reale, quindi più affidabili degli attuali ottenuti al banco prova. Il motore debutta per ora sulla Classe E 220d.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...