23 marzo 2016
La MX-5 diventa roadster
Già così com'è è un'icona, per il suo passato ma pure per il presente. Certo il fatto di dover mantenere un legame con l'antenata aveva imposto (si fa per dire) il mantenimento del tetto in tela, una scelta che, vista dal punto di vista di un marchio molto techno come Mazda era in un certo senso una limitazione, oltre a far da schermo verso una clientela che vuole sì un'auto emozionale, ma anche comoda e "facile". Quindi all'apertura per la stampa del salone di New York ecco che Mazda porta la MX-5 RF, dove la sigla in coda sta per Retractable Fastback. Così facendo la Miata è diventata più una roadster che una spider pura e semplice, dato che la sezione (rigida) a scomparsa è quella centrale, ma ciò in un certo senso ha dato alla gamma una marcia in più. Apertura e chiusura avvengono in soli 12 secondi fino a una velocità di 10 km/h e il vano bagagli non soffre rispetto alla versione con tetto in tela. I motori sono gli stessi, il millecinque e il duemila SKYACTIVE, abbinati al solito cambio manuale a 6 marce oppure, in esclusiva per la MF, a un automatico pure a 6 rapporti. La MX-5 RF inaugura anche un nuovo colore, il Machine Grey, studiato con le stesse trasparenze e riflessioni del Soul Red già impiegato per le auto Mazda e di grande successo sul mercato.
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