Per qualcuno i musei dell'auto sono una perversione, per altri un godimento. Credo che la verità stia nel mezzo e che non si possa accorparli tutti quanti ma occorra distinguerli per varietà, gusto e stile. Facile che quelli delle grandi Case siano quantomeno belli, quando vi si investono milioni, ma che poi abbiano realmente un significato... è da vedersi. Ce ne sono altri,invece, piccoli e poco noti ma ricchi di quella che amo definire la biodiversità tecnologica, quella varierà di pensiero tecnico e creativo che è purtroppo in esaurimento non solo nella grande industria, ma nel mondo intero, che in nome della globalizzazione spegne inesorabilmente gli intenti che devino dall'immediato profitto. Tutta 'sta storia per introdurre un piccolo museo che ho scoperto a Schramberg, nella Foresta Nera, in Germania, in quella che è stata la fabbrica di orologi Junghans. In una cornice del tutto adatta a una mostra di oggetti meccanici, negli shop floor dove si respira ancora odore di macchinari, un'ampia collezione (peraltro privata) di quelle piccole auto (ma non solo) che hanno motorizzato la Germania del dopoguerra, Gutbrod, Messerschmitt, Goggomobil, Glas e altre ancora meno note. In più parecchie moto rare o particolari (alcune con il rimorchio!) e il tutto in perfetto stato di conservazione, con pochissimi restauri. Insomma un museo per chi ama l'auto come concetto creativo, che evoca l'epopea di una tecnologia brillante e in crescendo che ormai ha lasciato il posto a un mondo più funzionale e sicuro (mah!) ma decisamente meno affascinante.
02 aprile 2016
Techno diversità
Per qualcuno i musei dell'auto sono una perversione, per altri un godimento. Credo che la verità stia nel mezzo e che non si possa accorparli tutti quanti ma occorra distinguerli per varietà, gusto e stile. Facile che quelli delle grandi Case siano quantomeno belli, quando vi si investono milioni, ma che poi abbiano realmente un significato... è da vedersi. Ce ne sono altri,invece, piccoli e poco noti ma ricchi di quella che amo definire la biodiversità tecnologica, quella varierà di pensiero tecnico e creativo che è purtroppo in esaurimento non solo nella grande industria, ma nel mondo intero, che in nome della globalizzazione spegne inesorabilmente gli intenti che devino dall'immediato profitto. Tutta 'sta storia per introdurre un piccolo museo che ho scoperto a Schramberg, nella Foresta Nera, in Germania, in quella che è stata la fabbrica di orologi Junghans. In una cornice del tutto adatta a una mostra di oggetti meccanici, negli shop floor dove si respira ancora odore di macchinari, un'ampia collezione (peraltro privata) di quelle piccole auto (ma non solo) che hanno motorizzato la Germania del dopoguerra, Gutbrod, Messerschmitt, Goggomobil, Glas e altre ancora meno note. In più parecchie moto rare o particolari (alcune con il rimorchio!) e il tutto in perfetto stato di conservazione, con pochissimi restauri. Insomma un museo per chi ama l'auto come concetto creativo, che evoca l'epopea di una tecnologia brillante e in crescendo che ormai ha lasciato il posto a un mondo più funzionale e sicuro (mah!) ma decisamente meno affascinante.
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