05 novembre 2015

In pista con l'ultima





Fatto salvo che ogni volta che una sportiva "con i numeri" viene rinnovata, dalle dichiarazioni dei progettisti si direbbe sempre che la precedente faceva schifo, visti gli incredibili aumenti in rigidità e tenuta che vengono comunicati (vedi le dichiarazioni nel video), ecco la nuova Viper che, pur destinata alla scomparsa dal 2017, si presenta qui in anteprima (debutta in primavera) con una track edition che ha staccato le bellezza di 13 record su altrettante piste in Usa, migliorando i tempi ottenuti dalle varie McLaren P1 o Porsche 918 Spyder, le avversarie da battere in questo ambito. Questa Dodge Viper ACR 2016 è quindi decisamente il canto del cigno di questo modello, ma devo dire che comunque si tratta di un prodotto nato assai bene, con tutte le cose al posto giusto nonostante l'enorme V10 8.4 litri di origine commerciale, che comunque pompa 654 CV e 814 Nm. Inoltre, dalla sua ha il prezzo, meno di 123.000 dollari, certamente non pochi ma che se vengono rapportati alle prestazioni...

Mazda spakka











Grande vitalità alla Mazda, che dopo il ritorno del Wankel celebrato a Tokyo ha portato al SEMA, che chiude domani, due concept, la MX-5 Speedster e la MX-5 Spyder, basate ovviamente sull'ultima scoperta "rievocativa" del marchio. Le due vetture confermano il buongusto del brand e hanno un sapore vintage decisamente attraente, che comprende, per la prima, un piccolo deflettore al posto del parabrezza e la dotazione di particolari in fibra di carbonio come le portiere e i sedili, per ridurre così il peso complessivo a 943 kg; assetto ribassato di 30 mm e sospensioni regolabili completano la realizzazione. La Spyder invece ha una capottina ridotta, la verniciatura brillante Mercury Silver, ruote da 17 pollici e un kit aerodinamico in carbonio che la rendono più cattiva e grintosa. Una volta di più la dimostrazione che Mazda ha idee brillanti e "plasmabili", che si estrinsecano in vetture belle così come sono ma che strizzano l'occhio anche alla crescente nicchia degli hipster.

04 novembre 2015

LA COPO 2016 di Camaro



Anche quest'anno ci siamo. Al SEMA, intendo, il salone dell'elaborazione e dell'aftermarket di Las Vegas, dov'è scontata la partecipazione delle muscle car e, ovviamente, quella di Chevrolet, che ha portato qui una nuova versione della Camaro, la COPO Courtney Force, dove COPO sta per Central Office Production Option, ossia dotata di accessori della Casa ma non disponibili nelle normali opzioni, e il nome è quello della brillante pilota di Funny Car che corre appunto per Chevrolet nell'omonimo campionato. L'auto è di fatto la stessa che sarà in vendita tra poco: una vettura pronto corse che sarà costruita in soli 69 esemplari e che gli interessati possono prenotare da subito sul sito chevrolet.com/performance/copo-camaro. Basata sulla piattaforma 2016 della popolare sportiva americana, è stata irrigidita del 28% con strutture ad hoc, mentre il peso scende di 60 kg (appena?); molto lavoro sull'aerodinamica e sulle sospensioni, che sono di tipo regolabile, con montanti in alluminio anteriori e un bell'assale rigido posteriore al posto delle sospensioni indipendenti di serie. Niente servo sullo sterzo, differenziale autobloccante al 40% e un bel V8 robusto sotto il cofano completano la dotazione, con tre motori in opzione: un 5.7 litri con compressore, un aspirato da 7 litri oppure il nuovo LT basato su un basamento da 6.2 litri; le potenze dipendono dal grado di preparazione, ma siamo attorno ai 700 CV. Ultima differenza dalla serie la trasmissione, che qui è una Turbo 400 semiautomatica a tre marce, poche in assoluto ma sufficienti con le coppie devastanti in gioco. Ah, se invece di una pronto corsa vi interessa proprio la COPO Courtney Force del SEMA, sappiate che sarà battuta all'asta per beneficenza.

03 novembre 2015

Never ending story



Come per il film (peraltro tedesco) citato nel titolo, l'affaire di Volkswagen che ha truccato le centraline per rientrare nei limiti delle norme EPA, quelle Usa, si complica ulteriormente e sembra non aver fine. L'agenzia americana ha infatti comunicato ufficialmente alla Casa tedesca che la ritiene responsabile di un'altra violazione, questa volta compiuta a carico del V6 di 3 litri turbodiesel, nella cui centralina ci sarebbe un software analogo a quello rilevato per il motore 2 litri, capace cioè di ridurre le emissioni durante il ciclo di prova che risultano invece "normalmente" di oltre 9 volte il consentito. La contestazione riguarda i modelli VW Touareg, Audi A6, A7, A8 e Q5 e Porsche Cayenne per un totale di circa 10.000 unità. Il gruppo ha subito negato l'esistenza di un software illegale, ma qui le cose si fanno di lana caprina. In America è infatti consentito l'uso di programmi che modifichino le emissioni dei veicoli in determinate condizioni, ma occorre, primo, dichiararlo, secondo, non adottare alcuna misura che influisca sulle misurazioni durante le prove di emissione. Ora, secondo l'agenzia, per queste vetture non è stato dichiarato nulla, quindi il sofware (rilevato) che secondo la Casa serve solo a proteggere il motore in determinate condizioni è per la rigissima EPA illegale. Che è talmente convinta del rilevato da aver anche chiarito come funzioni il "programma segreto": non appena i diversi sensori avvertono che sì stia iniziando un ciclo di prova (cosa più facile di quanto si pensi, perché tali condizioni sono del tutto diverse da quelle della normale cicolazione) la centralina provvede a ridurre gli NOx, per tornare al settaggio precedente appena un secondo dopo la misurazione. Tira una brutta aria da quelle parti per VW.

30 ottobre 2015

Kikai, il non-futuro di Toyota







Nel (parziale) resoconto da Tokyo di Toyota (gruppo) ho tralasciato, vista la copertura completa del prodotto automobile da loro mostrata, un'altra vettura interessante: la Kikai. E' una concept e allo stesso tempo non lo è per nulla: non ingloba nessuna nuova tecnologia, difficilmente potrebbe fare trend, non c'entra nulla con lo stile conservativo del marchio. Di fatto è una buggy con tutto di fuori, che strizza l'occhio alle auto-costruite americane con quelle gommine strette su cerchi che ricordano i Kenworth. Da notare la fascia bianca degli pneumatici all'interno. Andrà mai in produzione? Naa!

Gli Usa rivedono i crediti di VW



Il dissesto economico aperto alla Volkswagen dallo scandalo delle centraline truccate è ben lontano dalle battute finali e il passivo registrato nell'ultimo trimestre, pari a 3,48 miliardi di euro di perdite operative e a 1,67 miliardi netti è fatalmente destinato ad aumentare nel prossimo futuro. Negli States, infatti, la situazione si complica: il senatore del Massachusetts Edward Markey ha spedito mercoledì una lettera alla NHTSA, l'ente che sovrintende alla sicurezza e alla "pulizia" delle auto, chiedendo la rivalutazione di milioni di crediti attribuiti alla Casa di Wolfsburg. Negli Usa c'è infatti una forma di remunerazione per le auto che consumano meno del massimo stabilito dalle norme CAFE. Il meccanismo attribuisce un credito per ogni decimo di mpg (miglia al gallone) al di sotto del massimo consumo ammesso per la categoria e lo moltiplica per il numero di veicoli della flotta in esame. Non si guadagna nulla, ma i crediti diventano fondamentali quando "non" si rispettano le norme; per esempio, tanto per restare in gamma VW, con la Audi R8. In tal caso i più compensano i meno, ma se si arriva a zero oppure se si sono venduti i crediti ad un'altra azienda (pratica consentita) occorre pagare multe salate. La revisione della situazione VW potrebbe quindi portare ad altre sanzioni; per esempio Porsche tra il 2008 e il 2012 ha pagato oltre 8 milioni di dollari per questo. Se al computo totale aggiungiamo poi le migliaia di azioni legali dei singoli per truffa e quelle dei diversi Stati per riavere (con interessi e multe) gli sgravi concessi per le basse emissioni la cosa si fa davvero spessa.

L'alternativa a stelle e strisce















Arrivano sul mercato dal prossimo anno le nuove Cadillac ATS-V e CTS-V, concorrenti yankee delle muscle car europee, leggi M e AMG. La prima monta un V6 biturbo di 3.6 litri da 470 CV a 5.850 giri e 603 Nm a 3.500, la seconda il V8 di 6.2 litri sovralimentato a compressore delle Corvette con 648 CV a 6.400 giri e 855 Nm a 3.500. Sono numeri di notevole peso che, pur facendo i conti con la differente erogazione di potenza dei propulsori americani rispetto ai "nervosi" europei, collocano le due vetture vicino al vertice del settore. Tanto più che l'equipaggiamento è di prim'ordine, dalle sospensioni a controllo elettronico ai freni Brembo e alla trasmissione automatica a 8 rapporti con cambiate ultraveloci. Certo, forse la linea non fa l'effetto della concorrenza, ma considerato che i prezzi partono da 73.200 euro (per la ATS-V berlina) per arrivare ai 102.519 (della CTS-V) se si guarda alle prestazioni pure l'effetto concorrenza c'è. C'è da dire anche che chi pensa che le auto prestazionali Usa non tengano la strada si sbaglia di grosso: gli americani hanno il loro bel know how al riguardo e se costruiscono anche i cassoni è perché al loro mercato di riferimento piace così. Ma quando vogliono far bene sono anche capaci di spakkare.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...