03 novembre 2015

Never ending story



Come per il film (peraltro tedesco) citato nel titolo, l'affaire di Volkswagen che ha truccato le centraline per rientrare nei limiti delle norme EPA, quelle Usa, si complica ulteriormente e sembra non aver fine. L'agenzia americana ha infatti comunicato ufficialmente alla Casa tedesca che la ritiene responsabile di un'altra violazione, questa volta compiuta a carico del V6 di 3 litri turbodiesel, nella cui centralina ci sarebbe un software analogo a quello rilevato per il motore 2 litri, capace cioè di ridurre le emissioni durante il ciclo di prova che risultano invece "normalmente" di oltre 9 volte il consentito. La contestazione riguarda i modelli VW Touareg, Audi A6, A7, A8 e Q5 e Porsche Cayenne per un totale di circa 10.000 unità. Il gruppo ha subito negato l'esistenza di un software illegale, ma qui le cose si fanno di lana caprina. In America è infatti consentito l'uso di programmi che modifichino le emissioni dei veicoli in determinate condizioni, ma occorre, primo, dichiararlo, secondo, non adottare alcuna misura che influisca sulle misurazioni durante le prove di emissione. Ora, secondo l'agenzia, per queste vetture non è stato dichiarato nulla, quindi il sofware (rilevato) che secondo la Casa serve solo a proteggere il motore in determinate condizioni è per la rigissima EPA illegale. Che è talmente convinta del rilevato da aver anche chiarito come funzioni il "programma segreto": non appena i diversi sensori avvertono che sì stia iniziando un ciclo di prova (cosa più facile di quanto si pensi, perché tali condizioni sono del tutto diverse da quelle della normale cicolazione) la centralina provvede a ridurre gli NOx, per tornare al settaggio precedente appena un secondo dopo la misurazione. Tira una brutta aria da quelle parti per VW.

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