21 ottobre 2015
1000 Hp per la RapidE
La nuova versione della Aston Martin Rapide sarà elettrica e si chiamerà RapidE. Il prototipo della vettura è stato mostrato stamattina al presidente cinese Xi Jinping, presente agli stabilimenti di Gaydon in occasione della visita ufficiale in Gran Bretagna che sta compiendo in questi giorni. La presentazione all'insegna del Dragone ha lo scopo di celebrare la firma dell'agreement tra la Casa (a controllo italiano) e il gruppo di investimento ChinaEquity, che metterà le basi per lo sviluppo di una nuova generazione di auto elettriche di lusso e grande potenza che, nonostante la recente frenata delle importazioni, troverebbero un consistente mercato in Cina, ma anche in Usa e (buona ultima) in Europa. La vettura, che sarà comunque costruita a Gaydon, si basa sulla scocca della V12 "tradizionale" da 558 CV, nella quale sarà installato un motore elettrico di analoga potenza con autonomia attorno ai 360 km. E' però prevista una versione più performante con un motore per ruota che dovrebbe superare i 1.000 CV, dotata quindi di trazione integrale e di torque vectoring, il cui sviluppo sarà però posticipato al lancio della RapidE standard. L'investimento complessivo è attualmente di 50 milioni di sterline, circa 68 milioni di euro, mentre il prezzo della prima RapidE, quella a trazione posteriore, dovrebbe collocarsi attorno alle 200.000 sterline, 50.000 più della versione a benzina. Per l'integrale si vedrà.
La regina dei semafori
Agli americani piace andar forte... sul dritto. Facile, direte voi. Perché è sulle curve che si vede l'abilità di un pilota. Vero; ma se l'auto da lanciare, pure sul dritto, ha una cavalleria mooolto sostenuta, diciamo attorno ai 2.000 CV, le cose si fanno più spesse e l'impresa può non essere delle più facili. In ogni caso, a vedere questo video girato all'edizione 2015 del King of the Street Texas Invitational di Dallas, drag contest per supervitaminizzate di tutte le razze, sembra invece tutto facile per questa Audi R8 con la bellezza di 2.100 HP (2.129 CV), ottenuti sovralimentando il V10 originale. Tanto da vincere, pur nella sua livrea praticamente stradale, anche il confronto diretto con una Nissan GT-R da 2.200 HP (2.230 CV), pesantemente equipaggiata da dragster con gomme specifiche e tanto di paracadute, staccando 213.06 mph, 342.81 km/h, sul quarto di miglio. Le regole del contest prevedono una partenza lanciata a 60 mph, 96 km/h circa, con le vetture appaiate, per aggirare la difficoltà dello start da fermo dato che i piloti non sono professionisti. Ma l'accelerazione è comunque stratosferica e gestita alla perfezione dalla R8.
20 ottobre 2015
La prossima sarà wagon
Le McLaren sono supercar decisamente prestazionali e competitive nel loro segmento, pur prive dell'aura di mito di qualche concorrente. In comune con tutte le altre hanno però la carenza di spazio a bordo, particolarmente avvertibile nelle auto di Woking, ove lo spazio destinato ai bagagli in pratica non esiste mentre anche nell'abitacolo i sedili sono così vicini tra loro da rendere difficile anche il trasporto di una borsa. Chi quindi volesse acquistare una di queste sportive british e magari usarla oltre che per la sparata ventre a terra anche per un week end alle terme, si trova decisamente in difficoltà. Eco perché il brand sta pensando per questa clientela a una shooting brake, una semi-wagon che consenta di stivare a bordo almeno un trolley, tipo la Ferrari FF. La "soffiata" viene dall'Australia, dal sito di Drive, e scaturisce da un colloquio con il capo del design McLaren, Frank Stephenson, che si è detto intrigued da uno styling di questo genere e ha spiegato come la linea della vettura debba essere necessariamente diversa da quello della serie esistente per evitare una cannibalizzazione interna. Basata sulla meccanica della 570 S, l'auto potrebbe debuttare già a Ginevra 2016.16 ottobre 2015
Viper: zombie o fenice?
A volte il mito non si abbina al successo: è il caso della SRT Viper, la supersportiva (con il V10 da truck, remember) prodotta negli Usa da FCA, che nonostante il ribasso di prezzo di ben 15.000 dollari ha costretto la Casa a chiudere per qualche tempo le linee produttive di Conner Avenue, a Detroit, per la scarsa domanda. Complice anche il complesso (e probabilmente più costoso del previsto) rinnovo contrattuale (peraltro ancora in alto mare) con la UAW, la carriera della Viper potrebbe terminare nel 2017 a causa della chiusura dell'impianto. Nulla di certo, comunque, anche perché nel 2010 c'è già stato un precedente, quando la produzione fu sospesa ma venne ripresa due anni dopo.
Lambo Diesel?
Mentre quello che ormai quello che tutti chiamano "lo scandalo Volkswagen" evolve con l'impegno della Casa a mettere in regola tutte le auto coinvolte a sue spese mediante quello che sarà il richiamo più colossale della storia dell'automobile, in ambito locale si registrano delle piqûre decisamente divertenti, se viste con l'occhio distaccato del cronista. Nell'ambito dell'inchiesta italiana sugli eventi, infatti, nella quale vengono sospettati vari reati a carico dei vertici italiani dell'azienda che potrebbero arrivare addirittura al disastro ambientale (beh, forse è un po' eccessivo, non credete?), sono state effettuate alcune perquisizioni dalla Guardia di Finanza, sia nella sede veronese del marchio, sia... a Sant'Agata Bolognese, ovvero alla Lamborghini. Ora, con buona pace dell'appartenenza del brand alla Audi, non mi risulta sia mai stata prodotta né progettata una Lambo Diesel: trovo quindi perlomeno curiosa l'ispezione all'azienda in relazione allo scandalo della Casa madre, dato che in nessun modo le vetture sportive là prodotte potrebbero esserne coinvolte poiché il gasolio non ha mai alimentato una sportiva del marchio. Beh, se non altro gli agenti incaricati avranno avuto l'occasione di rifarsi gli occhi con le belle sportive emiliane.
Tutte modulari le nuove Volvo
Volvo sta cambiando radicalmente la sua produzione. Ai nuovi motori a tre e quattro cilindri, sviluppati da un lato per le applicazioni ibride volte a ridurre consumi ed emissioni e dall'altro per ottenere grandi potenze e comportamento sportivo, fa ora riscontro una nuova piattaforma modulare destinata alle vetture compatte, la CMA (Compact Modular Platform), che si aggiunge alla SPA riservata alle auto più grandi. L'intera produzione del marchio cino/svedese si baserà quindi su queste architetture "flessibili" che consentono di risparmiare sui costi di sviluppo di nuovi modelli e di integrare le soluzioni ibride in modo automatico. La struttura, come si evince dal video, è dotata infatti di una struttura centrale atta ad accogliere il gruppo di accumulatori, mentre ci sono ampie possibilità di variazione dei parametri geometrici, tali da consentire una gamma che va dalle cabrio ai Suv. Le nuove serie 40 basate su questa architettura saranno vendute sul mercato globale, ma con la produzione concentrata nello stabilimento Volvo acquisito da tempo in Belgio, quello che un tempo sfornava le Daf; è possibile però che vista la proprietà sia prevista anche la produzione in Cina, con buona pace della recente contrazione del mercato interno locale.
14 ottobre 2015
La tua auto in cash
Vendere subito; è questo il principale desiderio di chi abbia deciso di disfarsi per qualunque motivo della propria auto. Ma sappiamo come vanno queste cose: bisogna fare l'annuncio, poi attendere un possibile compratore e nella migliore delle ipotesi sottoporsi a lunga trafila di incontri con diversi personaggi in attesa di trovare quello giusto, tanto ad accordo sul prezzo quanto all'effettiva disponibilità di denaro, cosa che di questi tempi... Oggi però nasce Car2Cash, una startup italiana che consta di una piattaforma web che consente di vendere subito la propria auto senza attese e ottenendo un pagamento immediato. Il servizio è gratis, basta collegarsi a www.car2cash.it e seguire le semplici istruzioni per la valutazione preliminare; poi viene fissato un appuntamento per l'esame diretto e il ritiro dell'auto, che viene acquistata con la contemporanea esecuzione del passaggio di proprietà. Il pagamento avviene con un assegno circolare. Ora, l'idea è senz'altro interessante, ma poiché siamo tutti grandi e non crediamo più a Babbo Natale, credo che la società per avere un utile debba fissare al ribasso le quotazioni applicate per le acquisizioni; il bilancio da considerare sta quindi tra la rapidità della transazione con il liquido in tasca e l'attesa di un maggiore utile che spesso è ipotetico (vedi le valutazione dell'usato da parte dei concessionari, per esempio). Pochi, maledetti e subito, quindi? Beh, in "soldoni" sì, ma potrebbe anche essere la soluzione migliore.
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