23 gennaio 2015
Racer 3.0
Mai sentito parlare di W Motors? Si tratta di un costruttore di auto estreme basato in Qatar, che nel 2013 ha lanciato sul mercato la Lykan Hypersport. Un oggettino da più di 3 milioni di euro, bello salato quindi, ma si sa che da quelle parti i dollari crescono sugli alberi o meglio sotto le loro radici. Il piano produttivo della Hypersport ne prevede solo 7, tutte in odore di essere piazzate tra Qatar, Emirati, Kuwait e Abu Dhabi a partire dal 2016. Ora il concetto della vettura si evolve con la Lykan Supersport HSF, auto da corsa con compiti di dimostratore tecnologico sviluppata a partire dalla Hypersport insieme al costruttore di orologi (di lusso, ça va sans dire) Franck Muller e al consorzio Quimera, iniziativa spagnola che si prefigge il compito di realizzare progetti ecosostenibili. Sì, perché la Supersport sarà la prima auto da competizione totalmente ecosostenibile, dalla scocca in carbonio al motore da oltre 1.000 cavalli. Quest'ultimo ha la particolarità di poter funzionare tanto con la banale benzina quanto con un combustibile sintetico ottenuto da fonti rinnovabili, di qui l'acronimo HSF, Hybrid Syntetic Fuel. Ora, che il progetto venga proprio dalla zona più ricca in petrolio al mondo dovrebbe far riflettere o quantomeno instillare il dubbio che tutta la storia possa nascere da una visione sulla disponibilità futura dell'oro nero. E' vero che con i numeri di produzione della W motors niente ha valore di statistica, ma in fondo sono i prototipi che guidano le rivoluzioni nel mondo dell'automobile. C'è qualcosa che dovremmo sapere?
22 gennaio 2015
Tanto tuonò che piovve
Il gruppo PSA ha accantonato il progetto Hybrid Air, quello che adotta l'aria per ottenere una propulsione ibrida alternativa a quelle ormai in uso da anni. Ai già citati limiti della soluzione, si è aggiunto lo scarso interesse sul mercato dei fornitori di sistemi, che ha lasciato Peugeot e Citroën sole ad affrontare costi di sviluppo decisamente maggiori di quelli oggi necessari per mettere a punto una ibrida con motore elettrico e in più senza la garanzia di una maggiore efficienza. Una fine annunciata, quindi, anche se ufficialmente è stato soltanto "raffreddato" l'impeto dello sviluppo. Ma il capo progetto ha già lasciato la Casa e il team dedicato è stato drasticamente ridimensionato. Come ho già avuto occasione di dire, l'aria porta male ai francesi.
21 gennaio 2015
Auto stampate crescono
Le stampanti 3D continuano a rappresentare una grande opportunità anche nel mondo dell'automobile e aziende come la Local Motors si candidano con l'apertura di due microstabilimenti in Tennessee e a Washington D.C. a leader di settore per piccole produzioni o prototipazione rapida al servizio delle Case produttrici. Dopo la Strati, piccola elettrica con parti della Twizy realizzata a fini dimostrativi, l'Oak Ridge National Laboratory ha portato a Detroit un prodotto più complesso, una replica della AC Cobra realizzata con l'autorizzazione della Shelby American (che festeggia i suoi 50 anni e accetta di tutto per farsi pubblicità). I tempi di stampaggio sono assai più lunghi della Strati, sei settimane invece di due giorni, ma il risultato mostra che ormai anche una vettura complessa dotata di sottotelai da imbullonare alla parte in resina è alla portata di questa tecnologia. Che si distingue per la rapidità del passaggio dal progetto al prodotto (una settimana) e per il costo molto più basso di quello di un normale prototipo, attorno ai 10 $ al chilo. La Cobra "stampata" pesa 703 kg e monta un motore elettrico da 136 kW al retrotreno, con una batteria al litio da 15 kWh davanti per l'equilibrio dei pesi; fatti i conti costa qualche migliaio di dollari, contro gli oltre 100.000 di un prototipo costruito secondo la metodologia tradizionale. Local Motors insiste nel proporre il concetto di una sorta di costruzione personale della propria auto, ma penso che, alla luce delle prove di crash necessarie per l'omologazione in Europa, sia difficile immaginarne da noi la diffusione per esemplari unici o auto di serie. Resta comunque il fatto che l'introduzione dello stampaggio 3D renderebbe, per esempio, assai più facili e veloci i face lifting, così come la realizzazione di accessoristica dedicata. Vedremo come evolve questa storia.
19 gennaio 2015
Nuovi motori da Porsche
Al salone di Ginevra Porsche dovrebbe presentare la nuova GT3 RS, modello che ha accumulato a oggi un certo ritardo sul progetto iniziale a causa del nuovo motore. Monterà infatti la prima edizione di un'unità completamente nuova, sempre a 6 cilindri boxer ovviamente, che rappresenta la capostipite della prossima generazione di propulsori per 911, Cayman e Boxster, con la particolarità della sovralimentazione estesa a ogni modello. Curiosamente, però, soltanto la versione per la GT3 RS, la prima dunque, sarà aspirata e con potenza attorno ai 500 CV. Il montaggio su questa vettura è quindi uno step intermedio dello sviluppo che porterà tutta la gamma delle 911 a essere turbocompressa, mentre contemporaneamente è stata esclusa dal boss Hatz la possibilità di installare sulla stessa gamma il nuovo 4 cilindri boxer in sviluppo. Al contrario il 4 cilindri turbo, la cui cilindrata dalle ultime anticipazioni sembra più vicina ai 2 e che 2,5 litri, dovrà equipaggiare i modelli d'ingresso delle gamme minori e la sua potenza si conferma nel range che sfiora i 400 CV. Infine, è avanti anche lo sviluppo del nuovo V8 per Panamera e Cayenne, che dovrebbe abbracciare la filosofia del downsizing e arrivare in produzione tra quache anno.
LED o laser?
Ci sono due settori della tecnologia automobilistica che hanno segnato il passo a fronte dei grandi progressi compiuti nella maggior parte degli altri: i tergicristallo e i fari. Ma se per quanto riguarda i primi siamo ancora al palo (pure gli aerei usano ancora le racchette), sull'illuminazione i progressi sono ormai tangibili e seguono due grandi filoni: quello delle sorgenti luminose e quello della distribuzione del fascio. Dopo il passaggio (ma solo per certi modelli) alle lampade allo xeno di qualche anno fa, ora il top è rappresentato dalle sorgenti laser, che i costruttori tedeschi (Audi, BMW) hanno oramai in produzione, ma che non permettono la modularità di illuminazione consentita dai gruppi ottici a matrice LED, che dividono con loro le prospettive future. E ora Audi torna sull'argomento con i gruppi che vedremo sulla nuova A8: il sistema Matrix LED, che fa invecchiare di colpo ogni altro apparato, è pronto per la serie. La messa a punto è stata lunga, ricordo una presentazione tecnica a Ingolstadt qualche anno fa, ma la sua efficacia mette addirittura fuori gioco la vecchia distinzione tra anabbaglianti e abbaglianti: c'è semplicemente un fascio che si ritaglia attorno a ostacoli e auto che provengono in senso opposto, che può usufruire anche dei dati provenienti dal navigatore e rischiarare curve e ostacoli che saranno in visuale un attimo dopo. Nel video l'animazione mostra il Matrix LED in azione su una TT e il vantaggio rispetto ai sistemi tradizionali è tangibile in termini di sicurezza: niente più stress da abbagliamento (il proprio o quello altrui) ma una visibilità continua e chiara che agisce su maggiori distanze e permette di concentrarsi maggiormente sulla guida. Ora si tratta soltanto di vedere quanto costerà e, soprattutto, quali modelli (magari in opzione) potranno usufruirne.
16 gennaio 2015
In Italia? Fantascienza
La città tedesca di Amburgo, seconda della Germania per estensione, ha intenzione di unire tra loro le svariate aree verdi collocate nel territorio urbano per consentire la circolazione di pedoni e biciclette in un ambiente privo di auto, senza però penalizzare queste ultime. Si tratta di un progetto ben realizzabile in un'ambito come quello della città del nord Europa, che conta il 40% della superficie del comune a verde e certamente assai meno nelle congestionate aree metropolitane italiane, ma rappresenta comunque l'idea di una gestione intelligente e armonica di risorse e mezzi, tesa a favorirne l'utilizzo razionale e a non creare divisioni tra "categorie". L'intero progetto richiederà tra 15 e 20 anni per la realizzazione e comprenderà anche le aree destinate ad habitat per gli animali, la cui integrazione nell'ambiente "quasi urbano" sarà così facilitata. Salta all'occhio come, al di là della fattibilità legata all'area geografica, si tratti di un'impostazione che privilegia lo "star bene" della gente e cui si può comunque tendere con l'ampliamento progressivo delle aree destinate a verde in ambito urbano. Proprio come a Milano, no?
Cambia colore la Polo WRC
Volkswagen presenta la nuova Polo WRC destinata alle competizioni, che debutta il prossimo 22 Gennaio al Rally di Monte Carlo. Cambio di colore legato allo sponsor, ma conferma degli equipaggi che si sono già distinti nel 2014: Ogier/Ingrassia, Latvala/Anttila e Mikkelsen/Fløene. Non è stato diramato alcun dato tecnico sulla vettura se non che il cambio ad azionamento elettroidrauico ora si aziona con un comando singolo al volante e che la potenza è di 318 cavalli. Da questo punto di vista, dato che la vecchia edizione di cavcalli ne aveva 315 ottenuti dal millesei turbo, è ragionevole pensare ad aggiustamenti di software e niente più.
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