03 dicembre 2014
Dalla Cina all'India
Quella che potremmo definire la tragica (e lunghissima) storia del fallimento Saab riserva ancora sorprese. La NEVS, attuale proprietaria di quel che resta dell'azienda (ma non del marchio), è di fatto una società svedese con capitali cinesi, tanto che le prime vetture elettriche prodotte sulla scorta delle belle intenzioni della prim'ora dopo la rilevazione da GM dovevano finire proprio sul mercato cinese. Tutto archiviato, di fronte alle notevoli difficoltà economiche e a un oggettivo affollamento sul mercato elettrico che non rende certo facile sfondare con una produzione molto selettiva e datata stilisticamente. Comunque, sinora Saab e suoi debiti ci risultavano in stallo ma in mani cinesi. Questo fino a ieri, perché ora si passa dalla Cina all'India. Sì, perché sembra che NEVS abbia appena stretto un agreement sulla maggioranza delle quote azionarie con Mahindra & Mahindra, il grande produttore del sub-continente, pur se quest'ultimo non voglia per nulla pubblicizzare l'operazione. Secondo l'amministratore di NEVS Gustafsson, l'accordo coprirà i costi di gestione, pari a 6,2 milioni di dollari al mese, fino a Febbraio 2015, data della chiusura ufficiale delle trattative, mentre sono in corso comunque contatti anche con un altro possibile partner per una joint venture asiatica. Sinceramente mi sembra una di quelle soluzioni arzigogolate e difficili, considerato che di fatto la trattativa è portata avanti da uno svedese ma decisa dai cinesi e che negli interessi di Mahindra non c'è certo la produzione delle ormai vetuste 9-3, seppur elettriche, quanto la disponibilità di uno stabilimento in Europa per i suoi fuoristrada e le sue moto.
Una FXX ancora più techno
Da una supercar "vecchia" come la Zonda, a una nuovissima come la Ferrari FXX K. Disponibile solo per i già possessori della FXX e non omologata né per le corse né per l'uso stradale, è un costosissimo giocattolo per miliardari "sviluppato senza compromessi che incorpora una serie di innovazioni tecnologiche tali da garantire un'esperienza di guida senza precedenti al gruppo esclusivo di test-driver client con il quale il Cavallino Rampante lancerà uno speciale programma nel corso dei prossimi due anni"; dichiarazione ufficiale del brand. 1050 CV e più di 900 Nm complessivi, espressi dal V12 di 6.262 cm3 (860 CV a 9.200 giri, aspirati) più 190 CV provenienti dal motore elettrico; coppia massima di oltre 900 Nm di cui 750 a 6.500 giri da combustione. HY- KERS, deportanza di 540 kg a 200 km/h, sospensioni anteriori a parallelogramma e posteriori multililk e un sistema di controllo di stabilità tarato per la pista aiuteranno i ricchi non professionisti a non schiantarsi con il giocattolo nuovo, mentre per il costo, dato riservato ma prevedibilmente alto, si parla di un congruo aumento rispetto agli 1.9 milioni di euro chiesti per la FXX. Difficile da vedere in giro, temo.
The very last one
Ci avevano detto che con il modello Revolucion si chiudeva la produzione della Pagani Zonda. Ma a qualcuno piace ancora, tipo un riccone di Hong Kong che la vuole in edizione special. Così, nella sua livrea azzurro baby, ecco la 760 RSJX, il cui V12 AMG da 7.3 litri eroga 760 CV, che esce dallo stabilimento italiano e inizia il suo viaggio verso l'Asia. Curioso che per un modello ultra su misura la potenza sia inferiore agli 800 CV della Revolucion, ma tant'è, i cinesi delle propaggini sono di sicuro alquanto strani; l'auto è dotata comunque di una serie di particolari tratti dalla versione corsaiola, come la presa d'aria superiore e il sequenziale ultrarapido. Il filmato è stato colto cinque mesi fa, ma il possessivo proprietario, le cui iniziali sono proprio le lettere JX aggiunte alla sigla di questa Zonda, ha chiesto e ottenuto non fosse pubblicato sinora. Una domanda mi frulla nella testa: ma dove la adopera 'sta Zonda a Hong Kong? A parte lo spaventoso numero di pedoni, il rettilineo più lungo sarà di 100 metri! A meno di non portarla a Macao...
02 dicembre 2014
Francia-Diesel, fine dell'idillio
Per moltissimi anni la Francia è stata la patria ideale del motore a gasolio: a parte gli incentivi fiscali come il prezzo ribassato del carburante, c'è stata infatti una martellante campagna privata e di stato che insisteva sulle doti di tale motore e sulla sua indiscussa convenienza, tale da favorire anche l'economia nazionale. Ora siamo invece ai mea culpa, almeno stando alle parole di Mauel Valls, attuale primo ministro. Secondo lui, infatti, la Francia ha fatto sinora un grave errore e in futuro bisognerà progressivamente, intelligentemente ma anche pragmaticamente promuovere il totale ricambio del parco auto Diesel esistente, pari a oltre l'80% del totale, per favorire carburanti e soluzioni meno inquinanti. I francesi, si sa, non sono come gli italiani e passano rapidamente dal dire al fare: così è previsto un innalzamento progressivo delle accise sul gasolio, mentre dal prossimo anno la tassa di circolazione verrà calcolata in base al tasso di inquinamento prodotto dalla vettura, polveri comprese, con ovvia penalizzazione dei Diesel. Ségolene Royal, ministro dell'energia, ha dal canto suo già stanziato i fondi per erogare 10.000 € in crediti d'imposta a chi decida di sostituire la propria auto Diesel con una elettrica; saranno istituite poi nelle zone urbane delle aree di divieto di circolazione per le vetture a gasolio. Insomma, un cambiamento epocale, che porrà non pochi problemi ai costruttori, specialmente a quelli schierati sul fronte del gasolio come molti tedeschi e la totalità di quelli nazionali. A questo riguardo ho una curiosità: poiché i dati sull'inquinamento dei Diesel sono oggettivi, specialmente riguardo le emissioni di particolato, mi domando quando i tedeschi ne prenderanno coscienza. Sempre che la Merkel non decida per la solita difesa più economica che salutistica.
La prossima 458 sarà bi-turbo
A Maggio avevo anticipato dell'aria di downsizing che tira in Ferrari . Ora, dopo il lavoro sulla sperimentale LaFerrari XX, è il turno della 458 Italia, che è in procinto di subire il passaggio al turbo, anzi al bi-turbo con il progetto 142M. La nuova unità è derivata da quella della California, 3855 cm3 di cilindrata (soprattutto per ragioni di marketing cinese però: nel Celeste Impero sono penalizzate le auto sopra i 4.000) ed è in corso un lavoro su alesaggio e corsa per mantenere il motore superquadro e favorirne così, nonostante la sovralimentazione, l'erogazione ad alto regime che fa parte del dna Ferrari. Il target di 650 CV (per stare sul collo di McLaren) potrebbe anche essere superato raggiungendo i 675, mentre la coppia, che dovrebbe superare quella della California T, 755 Nm, rappresenta la maggiore sfida per gli ingegneri che stanno studiando l'accoppiamento al cambio Getrag a doppia frizione con 7 rapporti. L'unità è infatti già al limite con la California, tanto che la coppia massima viene erogata in quel modello solo in settima marcia per proteggere gli ingranaggi da eccessivi sforzi. Un altro problema sarà quello di mantenere la prontezza di risposta tipica di un aspirato del Cavallino. Allo studio sia la soluzione dei turbo con assistenza elettrica, penalizzanti però per la necessità di un impianto elettrico addizionale a 48V, sia quella di turbo a geometria variabile e bassa inerzia, come quelli impiegati sulla Porsche 911 Turbo, assai costosi per le alte temperature in gioco nei motori a benzina. Per ciò che attiene la linea, lo stile generale dell'auto dovrebbe essere mantenuto, con un design all'insegna dell'evoluzione ma senza grandi cambiamenti.
01 dicembre 2014
Valet crash
Io il sistema tutto americano del valet parking l'ho sempre odiato. Sì, perché quanto più la tua auto è esotica e tanto più viene esposta al rischio di essere quanto meno trattata male da un tizio di cui non sai nemmeno il nome (e spesso non lo sa nemmeno chi lo paga a cottimo). Ma il concetto va addirittura oltre. Nel loro malato concetto di lusso, gli yankee si fanno portare a casa ogni cosa, macchine comprese. Ed ecco il risultato: a Dallas uno sconsiderato riccone che aveva appena acquistato una McLaren P1 ha deciso di farsela portare a domicilio. Ma non con un autocarrro come sarebbe stato logico, bensì con un valet, che ha ritirato l'oggetto 24 ore prime per fare la consegna con comodo. Ce l'avete presente un ventisettenne con pochi dollari in tasca che si trova a disposizione per una notte intera una P1? Ecco il risultato, una supercar tronata contro il guard rail di McKinnon Street. Guidatore e passeggero in ospedale, ma con danni di poco conto. Sarannno di ben altro livello i danni economici, temo. Ah, il passeggero era un lui di 24 anni. Non ho parole, vuoi fare il gallo e non sei nemmeno stato capace di trovarti una ragazza?
Mazda ama Wankel
Il rapporto tra Mazda e il motore Wankel, quello a pistone rotante va oltre la semplice logica industriale. Di qui il tira e molla riguardo un modello che succeda alla ormai defunta RX-8 che, a seconda dei momenti, viene dichiarata in arrivo oppure cancellata per sempre. La RX-9, infatti, è più che una vettura "diversa" poiché Mazda ha da sempre posto al centro della sua evoluzione tecnica il motore Wankel; tant'è che per un lungo periodo fu ceo dell'azienda proprio l'ingegnere a capo dello sviluppo di tale progetto. Quindi facciamo il punto a oggi. Masamichi Kogai, attuale ceo, ha dichiarato che non c'è alcuna RX in arrivo, ma che se ci fossero le condizioni economiche Mazda sarebbe pronta allo sviluppo di un nuovo modello. La piattaforma della nuova MX-5 è stata progettata infatti anche per accogliere motori di maggior potenza, mentre dal punto di vista strutturale l'assenza di vibrazioni del Wankel non sottoporrebbe la scocca ad alcuna sollecitazione anomala anche con grandi potenze in gioco. La new age del propulsore potrebbe poi collocarsi in ambito ibrido, dove il ridotto rapporto peso/potenza ha evidenti vantaggi, mentre la sua alimentazione a idrogeno, anch'essa a lungo studiata da Mazda, è oggi meno attraente, anche alla luce del recesso di BMW dal campo dopo anni di sviluppo.
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