26 giugno 2014

Energia dagli ammortizzatori





Ridurre i consumi è ormai il leit motiv di ogni costruttore. Per ottenere tale risultato si può agire sul peso (fatto), sul rendimento del motore (fatto), recuperare l'energia cinetica dispersa in frenata (fatto) e quella termica "buttata" allo scarico (fatto pure questo, dalla BMW). Ora Audi ha trovato però un'altra fonte di energia parassita attualmente non sfruttata per il recupero: quella che producono in forma cinetica le sospensioni con il loro movimento durante la marcia. Il poliedrico dottor Ulkemberg, responsabile dello sviluppo del marchio, ha dichiarato infatti che è allo stadio prototipale un sistema per ottenere energia elettrica dal movimento degli ammortizzatori mediante piccoli generatori, il cui flusso elettrico viene poi immagazzinato dal sistema ibrido (se presente) oppure inviato semplicemente alla batteria nelle vetture convenzionali. A rendere ancora più interessante tutto ciò è il fatto che il flusso di energia sia reversibile: ciò significa prendere due piccioni con una fava, poiché utilizzando i generatori come attuatori si ottiene un sistema di sospensioni regolabile a controllo elettronico. Una semplice modifica strutturale agli attuatori delle sospensioni regolabili esistenti oggi esplica quindi anche il ruolo di contributo alla riduzione di consumi ed emissioni. Geniale, complimenti, Ulkemberg!

25 giugno 2014

Idrogeno di massa?







Toyota ha presentato oggi la FCV, prima auto a idrogeno di grande produzione vista l'anno scorso al salone di Tokyo in veste di concept. L'auto sarà venduta sul mercato nazionale nella primavera del 2015, mentre il lancio sui mercati europeo e americano avverrà in estate. La FCV costa in Giappone 7 milioni di yen, poco più di 50.000 euro, e inizialmente le vendite saranno riservate alle aree ove le infrastrutture per il rifornimento (scarse anche nel Sol Levante) siano presenti. L'auto ha 4 posti ed è dotata di fuel cell per la generazione di energia collocate sotto i sedili anteriori, mentre dietro i posteriori è posto il serbatoio di idrogeno principale e sotto il pianale del vano bagagli trova posto quello secondario. Il motore elettrico di trazione agisce sulle ruote anteriori ed eroga 100 kW; con un pieno di idrogeno l'autonomia sarebbe di circa 700 km, mentra la velocità massima di 170 km/h.

La prima!



Se hai vent'anni e ti regalano una M4 nuova di pacca potremmo dire che sei davvero fortunato, per esprimersi educatamente. Certo che se però tutta la tua felicità si estrinseca in un botto da migliaia di euro contro una pianta perché te se minga bun, come si dice in milanese, fai solo pena. E' questo il caso di un ricco figlio di papà crucco che ieri è entrato nel Guinness per essere il primo ad avere praticamente distrutto una M4, auto di cui sono stati appena consegnati i primi esemplari. Tutto per  un drift spettacolare. Beh, comunque di spettacolo ne ha fatto!

Abiti da Lavoro

































































Piccola digressione culturale. Si apre oggi alla Triennale di Milano la mostra Abiti da Lavoro, una interessante iniziativa curata da Alessandro Guerriero che ha raccolto 40 mise professionali ideate da progettisti di tutto il mondo. Il taglio dell'esposizione è decisamente creativo e va ben oltre la funzionalità contingente da sempre associata all'abbigliamento legato alle professioni, espandendosi in campo artistico. Ma è interessante riflettere su come nel corso del tempo e in particolare negli ultimi anni funestati dalla crisi l'abito abbia subito una progressiva trasformazione da indumento protettivo a indumento che esprime funzione e segno sociale e, arrivando a oggi, valore dell'espressione individuale, immagine di ciò che vogliamo essere nel mondo. Penso ai piloti della prima metà del secolo scorso, che correvano con i vestiti di tutti i giorni o ai motociclisti con il cappello: la sofisticazione odierna ha trasformato nettamente il look e l'insieme di ciò che il pilota indossa non è più soltanto una protezione ma mette in luce l'individualità e, con buona pace degli sponsor, l'eclettismo del singolo. E la mise con cappellino, camiciola, shorts, flip flop, smartphone e computer esprime al meglio cosa sia oggi un abito da lavoro, in un ambito virtuale che il web incarna perfettamente.

Una F fatta a mano














F-TYPE Project 7, la sportiva Jaguar, più potente di sempre,
debutta domani al Festival of Speed di Goodwood. Si tratta del primo veicolo
realizzato interamente in alluminio e artigianalmente dal team Special Operations di Jaguar Land
Rover e verrà prodotta in una edizione limitata di 250 unità. La carrozzeria
roadster, introdotta come concept la scorsa estate, rende omaggio a una delle
più famose e iconiche Jaguar da corsa: la 
tre volte vincitrice di Le Mans D-type, che nel 2014 festeggia il suo
60° anniversario; il 7 sta per i titoli conquistati sulla pista dalla Casa
britannica. Sotto il cofano l'ultima revisione
del 5 litri V8 sovralimentato, capace di  575 CV 
e 680 Nm e di spingere la vettura, pesante 1585 kg, fino a 300 km/h
autolimitati con un tempo da 0 a 100 km/h di 3,9 secondi. La Project 7 è
comunque un'auto omologata per l'uso stradale, dotata di un tettuccio
estraibile e di un bagagliaio da 196 litri. Il cambio è il solito automatico a 8 rapporti Quickshift, mentre il differenziale
EAD appartiene alla seconda generazione dei dispositivi attivi a controllo elettronico.
Freni in carboceramica e il torque vectoring completano la dotazione. Il prezzo
non è nemmeno esagerato: meno di 170.000 euro.



24 giugno 2014

La famiglia allroad si allarga











Il gruppo VW va avanti: stavolta tocca a Seat, che lancia la Leon X-PERIENCE, versione tuttoterreno della station spagnola. L'idea è quella della Passat Alltrack (e della Audi allroad), vale a dire una vettura più versatile di una normale station, più alta da terra e con la trazione integrale, in grado di affrontare percorsi sterrati con disinvoltura ma di fatto una normale vettura su strada asfaltata. Logico il travaso dei motori TSI e TDI con potenze da 110 a 184 CV, accoppiati a una frizione a lamelle Haldex di ultima generazione (più leggera perché priva dell'accumulatore di pressione) e a richiesta al cambio DSG a 6 rapporti. Anteriormente la vettura si distingue per la struttura di protezione sotto la portiera e sul passaruota, con uno spoiler in alluminio che incornicia la presa d'aria. Dietro un nuovo paraurti con doppi terminali cromati; i mancorrenti sono anodizzati in nero. I cerchi sono da 17 o 18 pollici, i fari a led. Front Assist, che assiste nell'eventualità di una frenata di emergenza e controllo di velocità intelligente (accelera e frena aunomamente) completano la dotazione.



Elettrica rétro







Si chiama Mk1 e la costruisce un'azienda olandese, la Carice. Sembra una piccola Porsche 356, non è vero? Ma ha una particolarità: è elettrica e unisce così una delle linee più classiche a uno scorcio di futuro. La struttura dell'auto impiega un telaio a trave centrale in alluminio che raccoglie attorno alla struttura principale il pacco batterie e il peso è sorprendentemente ridotto per un'auto elettrica, meno di 350 kg. Il che implicherebbe buone prestazioni anche con un motore da soli 15 kW, il minimo previsto, mentre "esagerando" si può anche montare un'unità da 40 kW. Sull'autonomia, buio, così come sul tipo di batteria (che però si presume sia al litio) e sui tempi di ricarica. Il prezzo è attorno ai 30.000 euro e, data la produzione artigianale, le consegne sono previste in tempi lunghi. Comunque, anche con l'impiego dell'alluminio e una struttura a barchetta, 350 kg sono davvero pochi, mentre anche gli accumulatori al litio, per garantire un certo chilometraggio, il loro peso ce l'hanno. Il sospetto è quindi che faccia sì e no una quarantina di chilometri; come dire una golf cart.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...