Se dico Can-Am, cosa vi viene in mente? Per chi è troppo giovane rispondo io: dal 1966 al 1987 è stata la Challenge Cup più bella del mondo, allla quale parteciparono tutte le marche più importanti con vetture per l'epoca (e pure oggi) strapotenti. Il video è uno hot lap di Jim Pace con una McLaren M6B del 1968, dotata di un motore Chevy V8 da circa 550 CV. Molti per una scocca che pesa suppergiù lo stesso in chili. Il circuito è bello e molto veloce, si trova nel cuore degli States, in Wisconsin e si chiama Road America, nomen omen. Niente elettronica, cambio sequenziale vero, a denti dritti, sterzo ultradiretto. Una bella storia, da ascoltare ad alto volume, anche se il video si perde un po' in autocelebrazioni. Consiglio: andate direttamente a 1:36 minuti dall'inizio.
06 giugno 2014
Hot lap, great pleasure
Se dico Can-Am, cosa vi viene in mente? Per chi è troppo giovane rispondo io: dal 1966 al 1987 è stata la Challenge Cup più bella del mondo, allla quale parteciparono tutte le marche più importanti con vetture per l'epoca (e pure oggi) strapotenti. Il video è uno hot lap di Jim Pace con una McLaren M6B del 1968, dotata di un motore Chevy V8 da circa 550 CV. Molti per una scocca che pesa suppergiù lo stesso in chili. Il circuito è bello e molto veloce, si trova nel cuore degli States, in Wisconsin e si chiama Road America, nomen omen. Niente elettronica, cambio sequenziale vero, a denti dritti, sterzo ultradiretto. Una bella storia, da ascoltare ad alto volume, anche se il video si perde un po' in autocelebrazioni. Consiglio: andate direttamente a 1:36 minuti dall'inizio.
Contro gli incendi una corazza
Dopo i casi di incendio delle Model S, Musk è corso ai ripari e ha dato mandato ai suoi ingegneri di trovare un rimedio. La soluzione è arrivata sotto forma di tre scudi (!!) posizionati sotto il pianale in corrispondenza del pacco batterie, capaci, come mostra il video, di sbriciolare anche un blocco di cemento senza che questo possa far breccia nel rivestimento interno. Gli incidenti, infatti, erano stati causati dall'urto con oggetti abbandonati sulla strada che avevano rotto il rivestimento esterno del comparto batterie, permettendo all'umidità di entrare in contatto con il litio innescando così l'incendio. La nuova corazza è costituita da una barra in alluminio che ha lo scopo di deviare gli oggetti potenzialmente pericolosi, posizionata davanti a una placca in titanio capace invece di resistere agli impatti qualora siano inevitabili. Ma se anche questa non bastasse c'è un ulteriore schermo in alluminio dai bordi smussati, studiato per assorbire anche l'energia residua. Tutti i test effettuati da Tesla mostrano che lo scudo è assolutamente impenetrabile, persino nel caso si incontri un rottame metallico appuntito ad alta velocità. L'azienda ha annunciato che ogni nuovo modello sarà dotato della protezione aggiuntiva e che dietro richiesta dei proprietari questa sarà installata anche sulle auto già vendute senza costi aggiuntivi.
Le minicar consumeranno meno di un motorino
E' ormai storia che l'epopea dell'ibrido sia nata in Giappone. Ma forse è nello stesso Paese che potrebbe trovare anche la sua fine, quantomeno (per ora) nell'ambito delle minicar. Suzuki e Daihatsu, infatti, stanno studiando nuove tecnologie motoristiche che promettono riduzioni di consumo fino al 30%. E considerando che Daihatsu è di proprietà Toyota, il know how sviluppato ad hoc potrebbe poi "finire" anche nella produzione della capogruppo, con la futura sostituzione di molti modelli ibridi. Le due aziende si muovono su fronti diversi per raggiungere lo stesso obiettivo. Daihatsu ha messo a punto un sistema quasi fantascientifico, che impiega un magnetron come quello dei forni a microonde per migliorare la combustione nel cilindro. In aggiunta sono previsti il recupero del calore di scarico, trasformato in elettricità con piastre a effetto Peltier (quelle dei frigo da campeggio) per alimentare l'impianto della vettura, e un generale alleggerimento dei veicoli ottenuto estendendo l'impiego di parti in plastica, come nel caso del serbatoio. La Mira di nuova generazione dovrebbe raggiungere così una percorrenza di 42 km/litro. Dal canto suo, Suzuki studia invece il ricircolo dei gas di scarico raffreddati e nuovi iniettori a spray ultrafine, insieme a un sistema di recupero a volano dell'energia persa durante la decelerazione; anche qui il target è quello dei 40 km/litro. Entrambe le filosofie sono molto vicine alla produzione e il loro impiego è solo questione di marketing e ammortamento delle altre tecnologie già in uso; potremmo già vederne i primi esempi nei prossini due anni.
La Corvette a 650

La prossima sarà la più potente. Parlo di Corvette e in particolare dell'edizione 2015 della Z06, che vedrà il V8 LT4 da 6.2 litri sfondare (finalmente) la quota dei 100 CV/litro per assestarsi a 650, numero che comprende tanto gli hp che i pound-feet (coppia), che in unità nostrane fanno 659 CV a 6.400 giri e 881 Nm a 3.600. Il 90% della coppia è disponibile da 2.500 a 5.400 giri e si possono immaginare le prestazioni in accelerazione con tanto ben di dio, non ancora dichiarate ufficialmente. Il motore è dotato di un compressore volumetrico a vite Eaton collocato nella V dei cilindri della capacità di 1.7 litri che può ruotare fino a 20.000 giri al minuto, di iniezione diretta e di un rapporto di compresdione di 10:1, piuttosto alto per un sovralimentato. La trasmissione prevede un cambio amnuale a 7 marce oppure la nuiova edizione del cambio automatico a 8 rapporti, svilupata allo scopo di reggere il confronto con i cambi a doppia frizione. L'auto sarà disponibile da subito in versione coupé e spider e sarà una concorrente molto competitiva delle più titolate ipersportive, forte del probabile quanto abituale dumping sul prezzo.05 giugno 2014
Capisco la Ariel, ma la polizia...
Che le diverse Case si producano in sforzi per dare le proprie vetture in comodato gratuito alla polizia è comprensibile, che poi i diversi corpi locali le accettino dovrebbe rientrare nell'ambito della praticità e della logica. Due caratteristiche evidentemente del tutto assenti nei corpi di polizia di Avon e Somerset, sud della Gran Bretagna, dato che hanno accettato nientemeno che una Ariel Atom. Difficile immaginare un veicolo meno adatto a scopi di pattuglia e sorveglianza: a onor del vero direi che l'unica utilità si possa intravedere è quella di spingere il maggior numero di agenti ai compiti di pattuglia sperando di venire assegnati alla mini-belva. Il motore Honda del modello consegnato ha infatti 350 CV e garantisce uno 0-100 migliore di una Veyron, sempre ammesso che chi la guidi sia capace di gestirla. In ogni caso i poliziotti locali si divertiranno di sicuro, mentre non è affatto certo che questa Atom userà il carburante pagato dal denaro dei contribuenti per scopi di pubblica utilità. Ma di sicuro sono io a essere miope: il dipartimento interessato ha infatti dichiarato che il mezzo sarà utile per promuovere la sicurezza dei motociclisti (!?).
L'ultima MINI
A breve distanza di tempo dal lancio della nuova edizione, tradizionalmente a tre porte, ecco ora una MINI 5 porte. Grazie all'allungamento del passo di 72 mm rispetto alla scocca usuale è stata aumentata l'abitabilità posteriore, particolarmente critica in genere nella zona delle gambe; il bagagliaio offre 278 litri, 67 in più della tre porte ma ancora pochini, sufficienti comunque per un weekend. La lunghezza complessiva va ora da 3.982 a 4.005 mm (Cooper S); l'altezza è cresciuta di 11 mm. Devo dire che a parer mio l'allungamento non ha giovato alla linea complessiva; comunque tetto in contasto di colore e specchietti colorati sono optional a costo zero, mentre le dotazioni sono in linea con il solito buon livello generale del marchio. Quattro
le varianti di modello: Cooper con il tre cilindri da 136 CV, Cooper S con il quattro cilindri da 192
CV, Cooper D con il Diesel tre cilindri da 116
CV e Cooper SD con il 4 cilindri da 170 C. Dal prossimo autunno ci saranno anche le One D e One con i tre cilindri Diesel e benzina da 95 e 102 CV. Cambio manuale a sei
rapporti oppure Steptronic automatico (otional) in versione normale e sportiva.
04 giugno 2014
La Spyker c'è
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