30 maggio 2014

Cade un altro mito



Il passaggio al turbo è sempre più inevitabile, anche per i costruttori sportivi storicamente più ancorati alla più rapida risposta all'acceleratore garantita dai motori aspirati, vedi le recenti M3 e M4. Così anche Porsche potrebbe passare alla sovralimentazione per la prossima edizione della mitica  GT3 RS. La decisione avrebbe a che vedere con i problemi di incendio recentemente riscontrati sulle GT3, che hanno costretto i possessori di tutto il mondo a uno stop forzato della propria auto. Per garantire la necessaria affidabilità al già tirato propulsore 3.8 da 475 CV della RS, infatti, la sovralimentazione potrebbe essere la chiave di volta consentendo così di ridurre il regime massimo del motore già così vicino ai limiti metallurgici dei materiali. Rimane da vedere se ci sarà ancora una GT2, anche se le filosofie delle due auto sono diverse.

29 maggio 2014

C'è il generatore? Niente sconto!



Le auto elettriche godono negli Usa di molti incentivi, dai crediti d'imposta agli sconti sull'acquisto o all'accesso alle corsie riservate al carpooling (più di una persona sull'auto) sulle autostrade; tutto per incoraggiare gli acquirenti a dar loro una chance. Ma la BMW i3 RXe, il modello dotato di range extender, cioè di un motore ausiliario che tiene in carica la batteria quando questa è prossima all'esaurimento, è esclusa da tutti i benefici, almeno in New Jersey e Washington. L'esenzione fiscale in quegli stati si applica infatti soltanto ai veicoli a emissioni zero e, con il montaggio del range extender, la i3 perde questa caratteristica. Quindi, per gli zelanti funzionari del dipartimento, niente sconto. La cattiva notizia ha colto di sorpresa i dirigenti BMW, che pensavano invece il contrario e avevano già informato dei vantaggi concessionarie e potenziali clienti. Se aggiungiamo poi che New Jersey e Washington, il primo tra l'altro sede della BMW of America, pur unici due stati a mostrare tanta intransigenza, sono però proprio quelli in cui il potenziale di acquisto delle auto elettriche è molto maggiore che nel resto del Paese e che praticamente tutte le i3 in America vengono richieste nella versione RXe, si capisce come il danno commerciale sia sensibile. La Casa ora si trova di fronte a un duplice problema: come far fronte al maggior esborso da parte dei clienti e come comportarsi con coloro che hanno già acquistato l'auto e che ora vedono svanire tutti i plus prospettati. Auguri.

Energia dalle strade





Ok, il video è piuttosto fuori, incalzante e lungo, ma il montaggio è davvero forte e l'argomento molto interessante. Non è un progetto campato per aria, ma una startup nata in Idaho che attualmente è in cerca di finanziamenti: offre infatti uno sguardo su un
possibile futuro dove le strade sono fatte di pannelli di vetro
rinforzato che contiene celle solari, microprocessori e LED.
La Solar Roadways ha lavorato su questo prodotto per anni e ha
già attirato molta attenzione da parte della
comunità tecnica; o
ra vuole assumere un team di ingegneri per
perfezionare e snellire il processo di produzione. L
a proposta è semplice nel concetto e i benefici potrebbero essere sostanziali: sostituendo circa 30.000
chilometri quadrati di strade asfaltate, marciapiedi e parcheggi in Usa con pannelli solari commerciali,
che offrono un'efficienza di circa il 18,5 % , il progetto potrebbe
generare circa 14 miliardi
kilowatt di energia - pari a circa tre volte quello che gli Stati Uniti attualmente generano ogni anno. D'altra parte la sostituzione
di tutti i marciapiedi d'America richiederebbe
da sola intorno a 5,6 miliardi di pannelli che, al un costo di circa 10.000
dollari per sezione, fanno qualcosa come 56.000 miliardi dollari di dollari.
Non credo ci siano tutti 'sti soldi disponibili da qualche parte e quindi che il progetto parta su larga scala la vedo dura. Ma l'idea non è affatto male e merita considerazione, anche perché le strade che comunicano farebbero fare un balzo in avanti alla sicurezza attiva.

Veloster Midship: la prima Hyundai a motore centrale



Nella fioritura di saloni, che ultimamente nascono come mosche, avevo perso di vista il BIMOS, Busan International Motor Show, che si tiene con cadenza bienale nella città omonima, collocata sulla costa meridionale della Corea del Sud. Male, perché la vitalità delle aziende locali è nota. E infatti ecco la chicca presentata ieri: la Veloster Midship, concept Hyundai basata sulla coupé in produzione dotata di motore  turbo da 2 litri e 300 CV collocato in posizione centrale. L'auto è stata sviluppata in Germania dal team WRC e impiega elementi delle sospensioni in alluminio oltre a un kit aerodinamico preso dalle vetture da gara; la collocazione del motore all'interno el passo ha poi modificato postivamente la distribuzione elle masse, che ora è quasi simmetrica con il pilota a bordo. La Veloster Midship rimane per ora un prototipo e la Casa smentisce ogni futuro produttivo; l'auto è stata sviluppata per esplorare le possibilità di evoluzione della scocca attuale e il massimo che ci si possa aspettare è l'incorporo di alcune soluzioni stilistiche e aerodinamiche nella prossima generazione. Comunque intanto la macchina è lì, reale; non è detto quindi rimanga un esercizio da salone.




28 maggio 2014

C'è una RS5 TDI in arrivo?



Ancora sul gruppo VW, ancora sui motori. Questa volta l'argomento è Diesel e il prodotto la nuova unità V6 da 3 litri, che recentemente è stata presentata al simposio motoristico di Vienna nelle versioni da 218 e 272 cavalli. Audi ne ha sviluppata anche un'altra, molto più performante, che va nella direzione di sostituire il V8 di 4.2 litri da 385 CV: grazie a due turbo assistiti da un compressore elettrico viene ridotta a zero la risposta ai comandi dell'acceleratore e dal V6 è stata ricavata esattamente la stessa potenza, 385 CV, anche se la coppia si ferma a soli 750 Nm da 1.250 a 2.000 giri, invece degli 850 Nm del fratello maggiore. L'e-boost funziona dal minimo fino a 3.000 giri e questo spiega un picco di coppia a così basso regime; oltre l'elettroassistenza si disinserisce perché l'inerzia  fa da sola. Di fatto questa è la risposta in chiave tecnologica al 3 litri triturbo di BMW da 380 CV, con il plus di una maggiore semplicità del sistema di alimentazione e un peso molto contenuto, 192 kg. Il motore è stato montato in questa fase di studio sulla scocca di una 5 e Audi pensa ora alla messa in produzione di una versione RS5 Diesel, vera novità nel settore Olimpico delle supersportive di Casa.

Io guido da sola





Avevo già parlato della ricerca di nuovo business da parte di Google. Ora il progetto self driving, quello delle auto che guidano autonomamente, fa un altro passo avanti con un nuovo prototipo, del quale è stato diffuso un video. L'auto non ha ancora un nome, ma funziona, è elettrica e raggiunge una velocità massima di 25 miglia orarie, circa 40 km/h. Il modello progettuale sembra quello della smart: due posti, piccolo bagagliaio, sviluppo in altezza, ma con l'aggiunta di uno styling da cartoon che la rende più simpatica. Dentro nessun volante o pedaliera o leva del cambio, solo un bottone che attiva il sistema vocale per dare al sistema le indicazioni sulla destinazione. Il progetto prevede ora la realizzazione di 100 prototipi, i primi dei quali avranno però anche i comandi tradizionali per mettere a punto definitivamente il sofware. D'altronde per un'azienda che ha sviluppato Google Maps e Street View non dovrebbe essere difficile adeguare in tempo reale la cartografia. I commenti degli instant tester nel video sono tutti positivi; rimane da vedere se l'evoluzione del prodotto (e il suo costo) premieranno un'idea che è per altri versi tombale per il concetto di guida come lo intendo io. Ma se abiti in California e ogni giorno affronti 6 corsie stipate di auto anche per andare a fare la spesa forse la chance esiste.

27 maggio 2014

Alta tecnologia a basso costo



Piccola digressione nel campo dei trasporti pubblici. La Central Japan Railway Co, che gestisce i famosi treni veloci Shinkansen in Giappone, costruirà una linea ad altissima velocità negli Usa, il collegamento tra Washington DC e Baltimora. Altissima velocità vuol dire circa 500 km/h, ottenuti impiegando treni maglev a levitazione magnetica, come quello che collega Shanghai all'aeroporto (l'unico al mondo in servizio, peraltro). Questo permetterà di percorrere i circa 60 km di distanza tra le due città in soli 15 minuti. Il costo dell'opera sarà di 8 miliardi di dollari, metà dei quali messi dallo stato giapponese, un "regalo" fatto sperando evidentemente di ottenere in seguito altri contratti sul territorio Usa. Facendo due conti, la linea verrà a costare suppergiù 1.335.000 dollari al chilometro, che in euro fanno 997.800 €/km abbondanti. E questo per una linea estremamente costosa, dato che impiega magneti superconduttori e sistemi di protezione molto sofisticati, molto più costosa del treno stesso. Ora mi domando: com'è che la metropolitana a Milano costa tra i 60 e i 70 milioni di euro al chilometro, dati 2011, che probabilmente oggi saranno ulteriormente lievitati? Sono furbi loro o scemi noi?

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...