28 febbraio 2014
T-ROC, il nuovo Suv VW
Volkswagen amplia la gamma dei suoi prossimi Suv con la concept T-ROC che sarà mostrata al salone elvetico. Si tratta di un veicolo compatto che monta il 4 cilindri trubodiesel di 2 litri da 184 CV con coppia masima di 380 Nm,cambio DSG a 7 marce e trazione integrale pemanente della tipolgia da montaggio trasversale, con giunto Haldex. Realizzata grazie alla eclettica piattaforma modulare MQB, La T-ROC è lunga 4,179 m e larga 1,831, ha il tetto apribile in due sezioni che possono essere riposte nel bagagliaio e prevede tre modalità di marcia, per strada, off road e neve. All'interno la strumentazione è completamente digitale, mentre un tablet asportabile funge da display per ogni funzione della vettura. Dal vivo al salone.
Lexus punta sullo sport
Lexus porta in Svizzera la RC 350 F SPORT, terza della gamma che comprende la RC 350 e la RC F a 8 cilindri. La vettura dispone di sospensioni adattive e del Lexus Dynamic Handling system che aiuta il conducente nella guida sportiva azionando la sterzatura delle ruote posteriori, che possono arrivare a un angolo di 2 gradi e che, a seconda della velocità dell'auto, si muovono in fase o controfase rispetto alle ruote anteriori. Il motore è un V6 di 3,5 litri che eroga 310 CV e 386 Nm. La linea è un po' pesante a dire il vero, e non bastano i cerchi da 19 pollici a darle slancio. L'interno e l'insieme dela vettura, però, saranno curati e perfetti come nel mood della Casa.
Avanti, c'è posto
Cosa vi dicevo la settimana scorsa riguardo le hypercar? Bene, eccone un'altra, si chiama Arash AF8 S. La Casa è stata fondata in Gran Bretagna nel 2009 da Arash Farboud che ha prodotto sinora le Farboud GT, Farboud GTS e AF10 (che fantasia sui nomi, eh?), tutte di scarso successo, prima di giungere al prodotto attuale, che vuole rivaleggiare con Ferrari e McLaren (auguri!). La AF8 S monta un V8 traversale di 7 litri (americano?) che eroga 550 CV a 6.500 giri con coppia massima di 640 Nm a 5.000; niente di speciale quindi a parte il fondamentale collettore di aspirazione in carbonio. Cambio manuale a 6 marce, trazione posteriore. Per il resto una struttura in tubi con pannelli in carbonio, sospensioni a parallelogramma, freni con pinze a 6 pistonicini (davanti, dietro 4), ruote da 19 avanti e da 20 dietro con pneus tipo smart, 235 all'avantreno e 345 dietro. Costruita artigianalmente, raggiunge i 360 orari e va da 0 a 100 in un filo più di 3,5 secondi. Per me non basta per entrare nell'Olimpo, ma la Casa valuterà disponibilità e prezzo nel corso dell'anno, basandosi sui consensi.
27 febbraio 2014
Un giro sulla F1 di Rosberg e Hamilton
In questo video Mercedes si vede (e si sente) il test della MERCEDES AMG PETRONAS F1 W05 di Nico Rosberg e Lewis Hamilton; la particolarità è la tecnologia con la quale è stato girato, che consente la visione a 360°. Girato a Silverstone con 6 telecamere a 40 immagini al secondo, per essere gustato al meglio richiede l'apposita app (ehehe) da scaricare e un iPad; in tal caso sfruttando i giroscopi del prodotto potrete variare la visione secondo i vostri movimenti. Anche così, però, il video non è niente male e si presta a qualche commento e confronto con il recentissimo passato. Il sound del V6, infatti, non è proprio entusiasmante; a dire il vero eravamo abituati a roba che girava più alto. Ma così è il mondo. Enjoy.
Torna il Quadrifoglio Alfa
Il Quadrifoglio Verde ha sempre identificato i modelli Alfa più cattivi. Ricordo ancora negli anni '80 la 33 con questa sigla che sgommava appena sfioravi il gas. Certo c'erano indubbiamente anche problemi di avantreno, ma l'aggressività e la prontezza erano mitiche. Bene, Alfa torna sul pezzo a Ginevra con MiTo e Giulietta Quadrifoglio Verde, la prima con il millequattro Multiair turbo da 170 CV e 230 Nm, la seconda in pratica con il motore della 4C, il 1750 Turbo Benzina da 240 CV. Sul mercato da maggio, le due sportive si caratterizzano per i colori esclusivi, come il grigio magnesio opaco dedicato alle prime 500 auto prodotte, e per gi allestimenti curati e sportvi, che comprendono i rivestimenti in Alcantara e i sedili tipo corsa con il poggiatesta integrato. Le prestazioni sono notevoli: Giulietta supera i 240 km/h e va da a 100 in 6,6 secondi, mentre MiTo arriva a 219 km/h e accelera sulla stessa base in 7,3 secondi.
One.1 in arrivo a Ginevra
Direttamente dall'Olimpo delle hypercar arriva a Ginevra la Koenigsegg One:1 di cui avevo parlato in Giugno. La potenza è scesa leggermente rispetto al prototipo, 1340 CV, ma il peso è stato armonizzato per mantenere il magico rapporto di 1 chilo per cavallo, come una moto da corsa insomma. Basta fare due conti per capire quantosia opportuno farsi il segno della croce prima di spingere a fondo senza controlli elettronici con una trazione posteriore dotata di una coppia ben superiore ai 1.000 Nm, ma chi spende più di 2 milioni di dollari per un'auto si suppone sappia il fatto suo o quantomeno sappia gestirselo. Il mega-alettone posteriore provvede perciò a generare fino a 600 kg di deportanza, il che consente di godersi i 2g di accelerazione laterale spalmati sul finestrino ma felici. Trovo che quanto a linea ci sia decisamente di meglio e a miglior prezzo, ma indubbiamente i numeri hanno la loro importanza. Il video teaser non nutre la curiosità, ma ve la farò vedere dal vivo dal salone.
Sull'Himalaya a batterie
Che un Paese himalayano voglia mantenersi "pulito" ci sta. Ma che il Bhutan, situato in un'area che definirei montagnosa e con appena 2038 km di strade su tutto il territorio intenda sviluppare l'uso delle auto elettriche è senz'altro una notizia. Così il big boss Renault-Nissan Ghosn e il premier locale Tshering Tobgay hanno firmato venerdì scorso nella capitale Thimphu un accordo per lo sviluppo di una rete di 50 colonnine di ricarica, oltre, ovviamente, a quello per la distribuzione e la vendita delle LEAF nel Bhutan. Il progetto è insolito secondo diverse letture. L'importazione di auto straniere (e in Bhutan di locali non ce n'è) è vietata dal 2011 e raramenti i Paesi meno sviluppati sono considerati mercati solvibili per i costosi veicoli elettrici. In più, il Paese è al 141esimo posto nella classifica 2014 stilata dalla World Bank sulla facilità di "fare business" nei 189 Paesi presi in considerazione; un metro della complessità e dell'organizzazione burocratica nell'ottica degli affari. Infine, il mercato complessivo 2011 è stato di appena 4.000 vetture. C'è da mettere in conto però che il Bhutan attualmente esporta larga parte dell'energia prodotta dai suoi impianti idroelettrici e che esiste un surplus di corrente disponibile a basso costo. Da oggi, quindi, le uniche auto acquistabili in Bhutan sono elettriche, totalmente esentate da tasse e iva. Il video è un po' lunghetto ma interessante, se non altro in chiave "turistica".
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