27 febbraio 2014

Sull'Himalaya a batterie









Che un Paese himalayano voglia mantenersi "pulito" ci sta. Ma che il Bhutan, situato in un'area che definirei montagnosa e con appena 2038 km di strade su tutto il territorio intenda sviluppare l'uso delle auto elettriche è senz'altro una notizia. Così il big boss Renault-Nissan Ghosn e il premier locale Tshering Tobgay hanno firmato venerdì scorso nella capitale Thimphu un accordo per lo sviluppo di una rete di 50 colonnine di ricarica, oltre, ovviamente, a quello per la distribuzione e la vendita delle LEAF nel Bhutan. Il progetto è insolito secondo diverse letture. L'importazione di auto straniere (e in Bhutan di locali non ce n'è) è vietata dal 2011 e raramenti i Paesi meno sviluppati sono considerati mercati solvibili per i costosi veicoli elettrici. In più, il Paese è al 141esimo posto nella classifica 2014 stilata dalla World Bank sulla facilità di "fare business" nei 189 Paesi presi in considerazione; un metro della complessità e dell'organizzazione burocratica nell'ottica degli affari. Infine, il mercato complessivo 2011 è stato di appena 4.000 vetture. C'è da mettere in conto però che il Bhutan attualmente esporta larga parte dell'energia prodotta dai suoi impianti idroelettrici e che esiste un surplus di corrente disponibile a basso costo. Da oggi, quindi, le uniche auto acquistabili in Bhutan sono elettriche, totalmente esentate da tasse e iva. Il video è un po' lunghetto ma interessante, se non altro in chiave "turistica".

Nessun commento:

Posta un commento

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...