Direttamente dall'Olimpo delle hypercar arriva a Ginevra la Koenigsegg One:1 di cui avevo parlato in Giugno. La potenza è scesa leggermente rispetto al prototipo, 1340 CV, ma il peso è stato armonizzato per mantenere il magico rapporto di 1 chilo per cavallo, come una moto da corsa insomma. Basta fare due conti per capire quantosia opportuno farsi il segno della croce prima di spingere a fondo senza controlli elettronici con una trazione posteriore dotata di una coppia ben superiore ai 1.000 Nm, ma chi spende più di 2 milioni di dollari per un'auto si suppone sappia il fatto suo o quantomeno sappia gestirselo. Il mega-alettone posteriore provvede perciò a generare fino a 600 kg di deportanza, il che consente di godersi i 2g di accelerazione laterale spalmati sul finestrino ma felici. Trovo che quanto a linea ci sia decisamente di meglio e a miglior prezzo, ma indubbiamente i numeri hanno la loro importanza. Il video teaser non nutre la curiosità, ma ve la farò vedere dal vivo dal salone.
27 febbraio 2014
One.1 in arrivo a Ginevra
Direttamente dall'Olimpo delle hypercar arriva a Ginevra la Koenigsegg One:1 di cui avevo parlato in Giugno. La potenza è scesa leggermente rispetto al prototipo, 1340 CV, ma il peso è stato armonizzato per mantenere il magico rapporto di 1 chilo per cavallo, come una moto da corsa insomma. Basta fare due conti per capire quantosia opportuno farsi il segno della croce prima di spingere a fondo senza controlli elettronici con una trazione posteriore dotata di una coppia ben superiore ai 1.000 Nm, ma chi spende più di 2 milioni di dollari per un'auto si suppone sappia il fatto suo o quantomeno sappia gestirselo. Il mega-alettone posteriore provvede perciò a generare fino a 600 kg di deportanza, il che consente di godersi i 2g di accelerazione laterale spalmati sul finestrino ma felici. Trovo che quanto a linea ci sia decisamente di meglio e a miglior prezzo, ma indubbiamente i numeri hanno la loro importanza. Il video teaser non nutre la curiosità, ma ve la farò vedere dal vivo dal salone.
Sull'Himalaya a batterie
Che un Paese himalayano voglia mantenersi "pulito" ci sta. Ma che il Bhutan, situato in un'area che definirei montagnosa e con appena 2038 km di strade su tutto il territorio intenda sviluppare l'uso delle auto elettriche è senz'altro una notizia. Così il big boss Renault-Nissan Ghosn e il premier locale Tshering Tobgay hanno firmato venerdì scorso nella capitale Thimphu un accordo per lo sviluppo di una rete di 50 colonnine di ricarica, oltre, ovviamente, a quello per la distribuzione e la vendita delle LEAF nel Bhutan. Il progetto è insolito secondo diverse letture. L'importazione di auto straniere (e in Bhutan di locali non ce n'è) è vietata dal 2011 e raramenti i Paesi meno sviluppati sono considerati mercati solvibili per i costosi veicoli elettrici. In più, il Paese è al 141esimo posto nella classifica 2014 stilata dalla World Bank sulla facilità di "fare business" nei 189 Paesi presi in considerazione; un metro della complessità e dell'organizzazione burocratica nell'ottica degli affari. Infine, il mercato complessivo 2011 è stato di appena 4.000 vetture. C'è da mettere in conto però che il Bhutan attualmente esporta larga parte dell'energia prodotta dai suoi impianti idroelettrici e che esiste un surplus di corrente disponibile a basso costo. Da oggi, quindi, le uniche auto acquistabili in Bhutan sono elettriche, totalmente esentate da tasse e iva. Il video è un po' lunghetto ma interessante, se non altro in chiave "turistica".
La 4C perde il tetto
Alfa Romeo presenterà a Ginevra una concept roadster della 4C che dovrebbe, oltre per il tetto apribile, differenziarsi dalla coupé per il diverso disegno dei cerchi. Data la tipologia dell'auto, il tetto sarà semplice, leggero e con ogni probabilità ad azionamento manuale, mentre la struttura rigida della vettura con la scocca in carbonio non implica la necessità di irrobustimenti laterali, necessari invece con le tecnologie costruttive più tradizionali, e rendere così l'operazione roadster semplice e redditizia. Nessuna cambiamento invece nei gruppi meccanici. La 4C debutterà dal prossimo giugno negli States e sarà venduta in selezionate concessionarie Fiat e Maserati.
Ritorno al design
Auto da salone come se piovesse. Stavolta tocca a Volvo, che presenta la Concept Estate, station elegante e slanciata che fa seguito alle Concept XC Coupé e Concept Coupé viste rispettivamente a Detroit e Francoforte. Questa volta l'esercizio di stile ha i tipici connotati del mood svedese, essenziale e indirizzato a praticità e funzionalità, ma con il tocco di ricercatezza della scelta dei materiali, tipicamente legno a profusione nell'interno, concetto vagamente nautico e decisamente nordico. Il controllo della vettura si fa via touchscreen e le funzioni meccaniche sono ridotte al minimo. Pensata per il futuro di V70 e XC 70, la Concept Estate ha due porte laterali di grande ampiezza, ma in produzione saranno di sicuro ripristinate le posteriori mancanti.
26 febbraio 2014
Più stile per la Clubman
Nella frenesia degli ultimi giorni si susseguono senza sosta le novità del salone. Questa è la volta di MINI, che a Ginevra porta la Clubman Concept, evoluzione della specie station. Più lunga di 26 cm e larga di 17 circa, è maggiormente curata della progenitrice e dà spazio ai dettagli raffinati per trovare uno spazio personale nel mondo MINI, che diventa sempre più iconico. La vettura offre 4 porte e 5 posti, con gli stilemi consueti e una coda innovativa che mantiene l'apertura divisa in due e mostra gruppi ottici inediti. All'interno un abitacolo assai più elergante del passato ma anche essenziale, con una accurata scelta degli abbinamenti di colore e materiale e una nuova interfaccia utente collocata nel Center Instrument, fornito di comandi touch. Numerosi i tocchi estetici personali, come il tetto con due strisce trasparenti e l'alloggiamento inferiore con coperchio pure trasparente nel bagagliaio. Maggior cura anche riguardo l'aerodinamica, mentre i propulsori si annunciano quelli della gamma berlina. Vedremo quanto di questa sofisticata concept andrà in produzione.
La più EXTREME delle Astra
OPC è l'acronimo di Opel Performance Center, che sta alla Casa madre un po' come M a BMW e AMG a Mercedes. Bene, a Ginevra ci sarà la nuova Astra OPC, in versione EXTREME. E seguendo la tipica filosofia deutsche dell'emulazione (vedi il discorso fatto per la Golf R Evo), anche per lei c'è stata una bella iniezione di potenza, che l'ha portata sopra i 300 CV, 20 cavalli più della "normale" OPC. Molto lavoro anche sul peso, ridotto di 100 kg grazie al montaggio di particolari della versione Cup in carbonio e lega leggera. I parafanghi in alluminio, per esempio, pesano soltanto 800 grammi l'uno. Il look è decisamente cattivo e corrisponde al montaggio di freni Brembo con pinze a 6 pistoncini e alle gomme 245/35 su cerchi da 19 pollici sviluppate specificamente per la vettura. Ah, le sospensioni sono regolabili, come sulle auto da corsa. Insomma, la Astra OPC EXTREME potrebbe essere l'auto da battere nella sua categoria. Disponibilità e prezzi li vedremo in Svizzera.
24 febbraio 2014
Collezione da 70 auto per il presidente
Saprete tutti della recentissima deposizione del presidente ucraino Yanukovych, ma di sicuro la notizia che fosse un vero appassionato di auto è una chicca, anche perchè la sua mania è stata interpretata negli anni alla maniera dell'Est, diciamo, visto che gran parte della sua collezione di 70 vetture è composta da Gaz, Volga e Zyl della vecchia Unione Sovietica, con qualche concessione a vetture di progettazione più tendente all'occidente ma appartenenti comunque all'orbita orientale come la DKW della foto, una F8 del 1939 (la foto non è originale, viene da un museo Usa). Come dire appassionato e despota sì, ma gusto pochino, almeno a guardare il parco auto. Certo che se invece parliamo di immobili le cose cambiano, viste le dimensioni della sua villa che comprende un parco grande più della metà del principato di Monaco con campo da golf, zoo e laghetto artificiale con nave in stile Pirati dei Caraibi. Il valore della collezione è stato stimato in 4 milioni di dollari, ma la sua rivendibilità è piuttosto discutibile; le auto staranno forse meglio in un museo.
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