05 febbraio 2014

Ritorno o new age?















Domani la presentano; oggi la possiamo già vedere. E' la nuova Citroën C4 Cactus, che non sposa però del tutto le attese dal punto di vista della collocazione del brand. Invece di una low cost, infatti, la Cactus è più un'auto semplice ma di stile, capaca e e dal profilo lineare interrotto sulle fiancate dai pannelli di protezione: Niente di rivoluzionario, quindi, né, come si ipotizzava, un ritorno in chiave del terzo millennio alla mitica 2 CV. Le protezioni sono più tecnologiche di quanto sembri a prima vista: sono riempite infatti di aria e diventano un'efficace barriera nelle piccole collisioni. Anche l'interno non è rivoluzionario, ma rivela una tendenza alla linearità che potrebbe far presa su chi ama l'essenziale ma non il "povero". I gruppi motori saranno gli stessi delle altre C4, più che altro centrati sulle soluzioni di minor potenza e con cambi manuali. In tutto questo ritorno al concreto vedremo se anche i prezzi avranno lo stesso trend.







04 febbraio 2014

Una GT-R in salotto?





Gli yankee hanno il fiuto per gli affari, anche troppo. Ma questa volta sembra si siano fatti soffiare il colpo dai tedeschi. Sto parlando dell'auto di Paul Walker, il recentemente scomparso divo di Fast&Furious. L'indimenticata Nissan GT-R R34, dotata del sei in linea biturbo di 2.6 litri che con il kit Nismo Z-Tune erogava 500 CV e 540 Nm sulle quattro ruote, era già passata di mano ma ora è di nuovo sul mercato per 1 milione di euro e la vettura si trova a Monaco, Deutschland, nei locali della GT-A, società made in Germany che si occupa di restauri di lusso. Il prezzo è indubbiamente alto ma è richiesto (anche)  per una buona causa: finanziare con il 50% dell'incasso
un ente di beneficenza, il ROWW, fondato proprio da Paul Walker. La GT-A
ha prodotto il video per invogliare i clienti all'acquisto; se volete
fare un salto a vederla...

Servizio completo



Ingredienti di questo nuovo video Mercedes: due stelle di Hollywood, Diane Kruger e Joshua Jackson, una Classe B F-CELL a idrogeno, la voglia di esplorare la Death Valley a cavallo tra California e Nevada. Piccolo ma essenziale particolare: nessuna scorta di acqua, solo quella prodotta dallo scarico dell'auto. Come tutti saprete, le auto dotate di celle a combustibile a idrogeno producono allo scarico soltanto acqua, tra l'altro così pura da poter essere bevuta (beh, diciamo che ci si deve aggiungere solo una piccola quantità di sali). Quindi il trip è quello di avere un'auto che provvede agli spostamenti e alle bevute, compito portato a termine con successo dopo il raid lungo la strada che attraversa il deserto. L'acqua veniva raccolta in quel serbatoio in plastica collocato dietro l'auto ed era talmente abbondante da permettere anche di lavarsi ai nostri due avventurosi attori. Wow, pensate come potrebbero cambiare i viaggi nel Sahara.

La nuova Subaru Legacy











Avremmo dovuto aspettare il salone di Chicago (la prossima settimana)... E invece, perse nel web,  eccole qui le foto della nuova Subaru Legacy, sesta della serie. Nata come berlina e station robusta e affidabile ma priva di fronzoli, la Legacy negli anni ha modificato il suo look per avvicinarsi al target sportivo che per molti anni è stato la bandiera della piccola Casa jap. Così il nuovo modello ha sposato le linee da coupé con un aspetto un po' più piazzato sulle ruote, anche se dalla linea traspare ancora una certa pesantezza, specialmente nella parte posteriore. All'interno poche rivoluzioni e un andamento generale leggermente agée, specialemnte nelle linee della plancia. I propulsori saranno ovviamente i soliti boxer a benzina e bi-fuel nelle versioni aspirata da 2,5 litri con 175 CV e 2.0 turbo da 250, oltre al turbodiesel 2 litri da 150 cavalli.



Meglio l'e-gas



Con le norme anti-inquinamento UE sempre più stringenti ogni costruttore ha il suo bel da fare per rispettare limiti sempre più "costosi" da raggiungere. E se ibride ed elettriche rappresentano una soluzione ancora parziale e molto legale (i limiti vengono rispettati più che altro perché si seguono cicli che non hanno riscontro nella realtà), gli studi sulla combustione nei motori tradizionali potrebbero invece andare alla radice del problema. Di tutto ciò è convinto il gruppo VW, che dal 2011 ha realizzato uno stabilimento a Werlte (Germania) per produrre e-gas, un gas sintetico analogo al metano ma estremamente puro. La combustione dell'e-gas è quanto di più simile a una reazione chimica teorica si possa raggiunere in un motore e permette quindi di ottenere il minimo di inquinanti con il massimo recupero energetico. E' ormai in pista la corsa del gas naturale, che ha le stesse premesse della dieselizzazione di una quindicina di anni fa in termini di cartello tra le diverse Case. Audi ha addirittura una linea di sviluppo caratterizzata dal nome g-tron, che individua i prodotti sviluppati per l'e-gas. Il metano ha molti vantaggi, non ultimo un numero di ottano pari a 120 che consente potenze specifiche elevate e compensa il calo di rendimento volumetrico dei motori a gas. Lo svantaggio lo conosciamo tutti: è un gas, quindi richiede bombole, il cui rifornimento è lento e ancora artigianale. Ma nei prossimi anni le cose potrebbero cambiare nettamente e i modelli a gas naturale moltiplicarsi perchè più puliti e prestazionali, oltre che convenienti; la Audi A3 g-tron hatchback ne è un esempio.

03 febbraio 2014

Niente badge, siamo inglesi



Che i motori AMG siano tra i migliori al mondo non c'è dubbio. Avere quel marchio sul cofano è quindi un tratto esclusivo, un vero must. Must che però non avranno le Aston Martin, che a seguito dell'accordo tra le due case  impiegheranno proprio i V8 tedeschi. Secondo il numero 1 MB Dieter Zetsche, infatti, il brand tedesco si accontenta di fornire i motori senza alcuna evidenza, chi deve sapere cosa c'è sotto il cofano lo sa e tanto basta. Probabilmente la verità è però anche che Aston non vuole sminuire la sua fama eclissandola con un marchio che brilla di luce propria. La collaborazione tra le due case potrebbe allargarsi anche alla costruzione delle scocche, con il trasferimento di know how da Mercedes riguardo i sistemi di costruzione leggera, che implementerebbero così le tecnologie basate su incollaggi e rivettature in uso attualmente presso il marchio sotto il controllo del gruppo Bonomi.

Grande fratello 2014









Questa è davvero pazzesca. Secondo il quotidiano britannico Telegraph, è in esame presso la UE un provvedimento legislativo che potrebbe obbligare ogni costruttore a dotare le auto di nuova immissione sul mercato di un dispositivo di arresto remoto, un sistema cioè che sarebbe capace di spegnere il motore della vettura se azionato dagli organi di polizia previo la digitazione di un codice legato alla specifica macchina. Secondo l'articolo, apparso nell'edizione del 29 gennaio, il disegno è venuto alla luce dopo la soffiata a un'organizzazione che sorveglia le minacce alle libertà civili. La ratio del provvedimento sarebbe la necessità di evitare pericolosi inseguimenti ad alta velocità e l'eliminazione delle bande chiodate. Ora, non mi sembra gli inseguimenti siano all'ordine del giorno, né che esista un problema sociale di questo genere e le bande chiodate le ho viste solo nei film. Ma un simile dispositivo potrebbe causare disastri a manetta, anche perché, lo sappiamo tutti, i codici prima o poi li troveremmo sul web. A questo punto una sortita sarebbe sempre possibile, magari anche solo per divertimento. Negli Usa esiste già qualcosa di simile, si aziona con il telecomando e serve a evitare i furti ma può essere attivato solo su specifica richiesta del proprietario. La mania del controllo è una brutta bestia, guardatevi attorno.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...