23 gennaio 2014
Energia dal cibo
Un team di ricerca del Virginia Tech (Usa) ha sviluppato una batteria che funziona a zucchero, ha una elevata densità di energia (superiore alle batterie al litio) e potrebbe sostituire le batterie tradizionali perché è più economica. I risultati ottenuti da Y. H. Percival Zhang, professore della facoltà, sono stati pubblicati ieri sulla rivista Nature. Il progetto non è il primo a impiegare carboidrati, ma in questo caso la densità di energia è di un ordine di grandezza maggiore rispetto a quella delle altre realizzazioni. Zhang sostiene che in appena tre anni la nuova batteria potrebbe essere già industrializzata e impiegata in telefoni cellulari e dispositivi elettronici e ciò apre la strada all'impiego anche nell'autotrazione. L'accumulatore, definito tale in quanto ricaricabile, funziona però più come una fuel cell perché combina maltodestrina, un polisaccaride ottenibile dal'amido e aria per generare elettricità e acqua come principali sottoprodotti. Diversa dalle pile a combustibile funzionanti a idrogeno e da quelle a metanolo, la batteria non é esplosiva né infiammabile e pesa poco, inoltre tutti i suoi costituenti sono completamente biodegradabili. L'uso nelle auto avrebbe inoltre l'eccezionale pregio di non richiedere la ricarica mediante una connessione elettrica, ma il semplice rifornimento di maltodestrina, rapido e capace di dare immediatamente alla vettura la piena autonomia. Sarebbe l'ideale per le spedizioni nel deserto: carburante e provviste in un sol colpo!
Guarda avanti!
Una ricerca dell'università australiana del Queensland prova che usare lo smartphone mentre si cammina è pericoloso, non soltanto per l'ovvia distrazione, ma perché l'uso influisce sui centri dell'equilibrio nel cervello e di fatto inibisce la capacità di un essere mano di camminare in linea retta; a lungo andare ciò provoca inoltre alterazioni della postura che possono portare, più avanti negli anni, a gravi problemi articolari. Tutto questo solo camminando. Il parallelo con l'uso del telefono alla guida viene spontaneo, pratica purtroppo sempre più diffusa come chiunque può osservare ogni giorno andando in macchina. Lo studio non ha coinvolto questo aspetto, che è assai più pericoloso, perché in Australia (anche negli Usa) l'uso dello smartphone all guida è fortemente contrsatato, leggi multe altissime ai trasgressori. E in Italia? Domanda retorica, nel nostro Paese l'uso del telefono forse è addirittura il minore dei mali, se mettiamo in conto pure ubriachezza e assunzione di droghe.
Aspetto e sound del nuovo Mercedes F1
Due video diffusi dal team Mercedes AMG Petronas ci fanno entrare in sync con il nuovo motore. Sapete tutti che la F1 da quest'anno adotta V6 di 1.6 litri con un sistema ibrido associato. Il ritorno al turbo della massima classe doveva ridurre i costi e stimolare l'inventiva; vale solo la seconda delle ipotesi perché mi sa che i costi saranno suppergiù lì. Comunque è interessante notare la campattezza del propulsore, con l'enorme turbo in posizione frontale. La potenza stimata è di 600 CV, cui vanno aggiunti i 150 CV provenienti dalla parte elettrica recupero di energia in frenata. Fanno 750, praticamente gli stessi dell'attuale formula, ma la guida sarà radicalmente diversa, assai più tecnica. In pratica il pilota può contare sempre soltanto sui 600 CV termici, perché i 150 ibridi dipendono dallo stato di carica delle batterie al litio; una accurata gestione della corsa si impone dunque a scapito dell'istinto. Oltre al motore elettrico che agisce sulla trasmissione, c'è un'altra unità motore-generatore inglobata nella turbina, che recupera energia nei rilasci e accelera la girante nelle riprese per azzerare il turbo lag, il ritardo di risposta. Il primo video è silente e contemplativo; il secondo un giro a monza in virtuale con le sole ruote della F1 ma il sound registrato nel test al banco che riproduce il circuito. Enjoy.
22 gennaio 2014
Blu con le fasce bianche, che mito!
Ero piccolo quanto le R8 circolavano, ricordo che allora la Renault aveva una sorta di joint venture con l'Alfa Romeo che faceva sì che gli alfisti considerassero con meno condiscendenza rispetto alle altre francesi le mediamente meno brillanti vetture d'Oltralpe. Ma c'erano le eccezioni, come quella, doverosa, delle R8 Gordini, le sportive nate dalla collaborazione del bolognese Amedeo Gordini con la Règie, che godevano invece di notevole rispetto. Oggi Renault festeggia i 50 anni di quella che è stata una delle prime elaborate di carattere con la partecipazione di cinque vetture al 17° Rally Montecarlo Storico, con partenza il prossimo 24 Gennaio da Reims e arrivo nella città monegasca il 28 notte. Tra gli equipaggi spicca quello con Jean Ragnotti, che iniziò la sua carriera proprio con una R8 al Rally du Vaucluse nel 1967. Guidare una sportiva d'epoca è sempre un gran trip.
Quando si dice multiuso!
I nostri amici giapponesi di catastrofi, ahiloro, se intendono. E con il pragmatismo che li distingue pensano a porre rimedio a situazioni e problemi potenziali che in Italia (vedi le ultime alluvioni) non sfiorerebbero neppure la mente dei diversi amministratori. Così due società, Hitachi (elettronica) e Hino Motors (autocarri e autobus), hanno lavorato insieme per realizzare una piccola modifica agli autobus in servizio urbano: li hanno dotati di batterie ricaricabili. Beh, tutto lì?- direte voi, gli autobus ibridi li abbiamo anche noi. Ma la differenza è che le batterie non servono solo al sistema ibrido dell'autobus ma aanche a traformarli in gruppi elettrogeni mobili, capaci di fornire energia elettrica fino a un massimo di 10 ore al giorno per una settimana a uno spazio gramde come una palestra. I veicoli sono dotati anche di GPS, che viene utilizzato per identificare le zone sicure in caso di evacuazione; fungono quindi pure da mezzi di di emergenza. Sono di dimensioni medie perché le passate emergenze hanno mostrato come i veicoli troppo ingombranti siano d'impaccio nella difficile circolazione post-evento e nell'uso normale cittadino sono di fatto ibridi. La sperimentazione è tuttora in atto nella città di Hitachi (toh, ma è anche una citta?), mentre la prefettura responsabile, quella di Ibaraki, ha già provveduto a installare punti di ricarica per le batterie per consentire l'uso dei veicoli (che in tal caso sarebbero puramente elettrici) se ci sono difficoltà di rifonimento.
21 gennaio 2014
Come prendere un caffè
I cinesi sono avanti. Lo prova questo impianto sorto ad Hangzhou e costruito dalla Kandi Technologies che permette di usufruire del car sharing con la stessa facilità con cui... si prende un caffè. La torre è infatti un distributore automatico di vetture per car sharing, tutte realizzate dalla stessa ditta che ha progettato la torre. Il costo del renting è di 20 RMB (Renminbi) l'ora, circa 2 euro e mezzo, mooolto più conveniente di quelli disponibili qui a Milano. Le vetturette (che giurerei somiglino parecchio a una smart, ma mi sbaglio di certo) hanno un'autonomia di 120 km e raggiungono la velocità massima di 80 km/h; in ogni torre ce ne stanno 87 e la Kandi ha intenzione di costruire ben 750 garage di questo tipo soltanto ad Hangzhou, grazie a una joint venture con il governo e la Geely. L'obiettivo cinese di avere 2 milioni di auto elettriche circolanti per il 2020 viene quindi portato avanti con costanza tipicamente cinese, anche perché il territorio nazionale è uno dei più inquinati del mondo e ha assoluto bisogno di una mobilità a ridotto impatto ambientale.
Se Albione ci lascia
I ripensamenti UK sull'Unione Europea potrebbero dar luogo a pesanti ripercussioni sull'industria automobilistica isolana. In Gran Bretagna non esiste da tempo una manifattura nazionale, ma sono numerosi i costruttori impegnati sul suo territorio, Ford, GM (Vauxhall), BMW (MINI e Rolls Royce), Renault-Nissan, VW (Bentley) per fare qualche esempio. Se la decisione degli ineffabili opportunisti albionici fosse quindi quella di lasciare l'Unione per ritirarsi nello splendido isolamento delle politiche fiscali e commerciali off shore cui da sempre gli inglesi strizzano l'occhio, il risultato potrebbe essere assai diverso da una situazione di ricco porto franco come quella della Norvegia, che peraltro non ha mai fatto parte della Comunità. Dopo le dichiarazioni di Renault sul possibile ripensamento degli investimenti Nissan a Sunderland, arrivano oggi quelle di Ford, che pone interrogativi sulla convenienza a rimanere in un Paese che potrebbe addirittura uscire dalla European Free Trade Association e quindi essere soggetto a dazi e restrizioni nelle esportazioni verso la UE. Per quanto attiene GM, poi, il ritiro Chevrolet dall'Europa lascia campo libero a Opel, che potrebbe trovare maggior risorse senza la "dispersione" di Vauxhall.
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