18 dicembre 2013

Se il mercato piange, Dacia ride





In un mercato che segna ribassi allo stesso ritmo dei tamburi di una slot machine, Dacia è cresciuta del 20% sulla piazza europea nei primi 11 mesi del 2013, rivelandosi il brand di maggior successo. Un dato davvero notevole, anche perché nello stesso periodo la quota è passata dall'1,9 al 2,4%. Su scala globale, l'aumento delle vendite degli ultimi tre mesi dimostra come ci siano segni di movimento, pur se i volumi complessivi rimangano su livelli assai bassi. Mazda, Mercedes e Seat hanno fatto segnare un aumento di poco meno del 10%, con l'exploit di Jaguar al 15,6%, mentre il gruppo VW, che rimane leader nei volumi con 2.73 milioni di auto, è sceso del 2,1%. Tra i marchi più in passivo Lancia e Chevrolet, scesi di un valore attorno al 10% e Alfa Romeo, che ha registrato un calo vicino al 30%. Globalmente il mercato del Vecchio Continente a Novembre ha totalizzato 10,9 milioni di auto, con un calo del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2012. L'uscita dalla crisi dell'auto sembra quindi ancora lontana, ma si conferma il criterio secondo il quale chi ha i prodotti giusti riescaq a fare attivi.

Ancora un po' e ci provavano con lo shuttle





Ok andiamo di video. La prima Corvette Stingray a rompere il muro delle 200 miglia orarie, 200.6 per la precisione, corrispondenti a 322.7 km/h.. Per compiere l'impresa si è dovuti però ricorrere al preparatore Hennessey, dato che i 460 ponies erogati dalla versione standard non bastano. Così hanno provato con la HPE 600 a compressore da 600 CV: niente. Ultima aggiunta, un kit a protossido d'azoto (quelli da fast&furious che dopo 1 minuto ti disintegrano il motore) che ha portato la potenza a 700 CV. Il video documenta l'impresa. Ora non per fare il supercritico, ma... c'era davvero bisogno di tutto quel cinema per tirar fuori 700 cavalli da un 6.2 litri? E poi, 700 cavalli per fare i 320 orari? In Europa ne basterebbero 500; non è che l'aerodinamica della Corvette è un po' old style? Anyway, teatro dell'impresa un'autostrada texana a pagamento, chiusa al traffico ovviamente. Unica trasgressione, vedere l'auto della polizia mentre la Corvette le sfreccia accanto. Fa anche sorridere la soddisfazione del pilota per essere riuscito nella mitica impresa di superare in rettilineo i 300 orari. Non sarà proprio perché era su una Corvette?

17 dicembre 2013

BMW "salta il fosso"



Da tempo si parla del nuovo ampliamento di gamma BMW verso il basso con un modello monovolume, un po' sull'onda di Mercedes con le nuove B o di VW con la Golf Plus o ancora di Ford con la B-Max. Le dichiarazioni peudo-ufficiali al riguardo parlavano di una netta separazione tra le BMW vere (quelle a trazione posteriore) e le nuove a trazione anteriore; differenza che sarebbe stata sancita addirittura con un nuovo marchio, come per le elettriche i. Ora però si viene a sapere che le monovolume, definite Active Tourer, sarebbero inquadrate nella Serie 2, come la nuova piccola coupè appena presentata. Ciò si deduce dall'esame delle foto spia più recenti, ove l'auto colta nel test riporta la scritta posteriore 225i. Alla base della vettura c'è la piattaforma UKL della nuova MINI, prevista quindi per una classica trazione anteriore, ma con l'opzione dell'integrale mediante l'installazione di un giunto a controllo eletronico Haldex. Su questa piattaforma è previsto il montaggio dei motori tanto a 4 come a 3 (che gioia!) cilindri, mentre i 6 sono esclusi per mancanza di spazio nrel montaggio trasversale. Deduco quindi che BMW voglia sdoganare le anteriori anche sul suo marchio principale, forte anche della vecchia leggenda che viene periodicamente tirata in ballo  secondo la quale l'80% dei possessori di BMW non sa di guidare una trazione posteriore. Non gli daranno mica degli idioti, vero?

Basta con le foto del diploma!



Accidenti, sembra che questo 2014 inizi carico di cambiamenti epocali. Come quello che riguarda la patente di guida. Dal 9 Gennaio niente più rinnovo decennale o (quinquennale per i più agé) con il bollino autoadesivo, ma un nuovo documento ogni volta. Questo parto degli ultimi giorni del 2013 ha una sua logica e serve ad aggiornare le foto ultradecennali presnti su gran parte delle patenti e oggettivamente scarsamente rispondenti ai requisiti di identificazione quando siano passati trenta o quarant'anni dal rilascio. Tutta la procedura avverrà tramite il Portale dell'Automobilista (quello del ministero dei Trasporti) e agli interessati verrà chiesta quindi anche una fotografia oltre al costo della procedura, che risulta invariato. Nell'attesa del documento nuovo, si potrà circolare con la ricevuta, che vale 60 giorni. No problem, il ministero garantisce che entro una settimana la patente nuova sarà a casa vostra. Ci credete vero?

Beh, almeno mettetevi d'accordo!



Parafrasando dal web, si direbbe che il car sharing sia proprio virale. Parte infatti oggi a Milano, dopo GuidaMi (ATM), E-VAI (Ferrovie Nord) e Car2go (Mercedes), EnJoy, servizio patrocinato da ENI (in primis), Trenitalia, FIAT e Comune di Milano. Fiat è un socio hardware: ha già fornito trecento 500 rosse che entro gennaio arriveranno a 650. Insomma in tempi di calo di vendite anche iniziative come questa possono dare ossigeno all'auto. E non lo dico per spirito anti-mezzo pubblico (che peraltro rivendico con orgoglio), ma basandomi sulle interviste fatte ai vari attori dell'iniziativa. Curiosamente, infatti, mentre da parte dei vertici ENI e Trenitalia si sottolineava con vigore come un  car sharing vada nell'ottica del terzo millennio automobilistico (Scaroni arrivava addirittura a fare il paragone tra Milano e New York, auspicando un uso dell'auto ridotto come nella Grande Mela), l'uomo Fiat ametteva come per l'azienda ex-torinese questa sia l'occasione di far provare la vettura (ergo la 500) ai clienti del noleggio e magari di spingere l'utente occasionale a un acquisto pemanente. Evidenza di quanto l'economia di questo inizio di secolo sia confusa e complessa, ma anche prova lampante del fatto che solo con mediazioni intelligenti si possano salvare mobilità e posti di lavoro.

E come economica?



Tesla apre il 2014 con quello che potrebbe sembrare un cambio di rotta dal punto di vista del marketing rispetto alla sua mission attuale. Con il debutto al salone di Detroit 2014 (dal prossimo 13 Gennaio) della Model E, l'azienda californiana apre infatti la sua gamma a un target diverso dall'attuale, composto, questo,  perlopiù da entusiasti, visionari, ecologisti, tutti accomunati dalla sostanziosa disponibilità finanziaria, visto che per una Model S occorre sborsare più di 60.000 €. La Model E, invece, dovrebbe avere un prezzo tra i 25.000 e i 35.000 $, tra 18.000 e 26.000 € circa, aprendo di fatto la strada a un abbassamento di gamma che potrebbe dar luogo a un discreto aumento di vendite. L'auto non sarà comunque una Model S più piccola: il responsabile del design Franz von Holzhausen ha dichiarato infatti che la Model E avrà una sua personalità, così come il pickup in fase di sviluppo, e non sposerà il concetto Audi del familiy feeling, anche se il debutto della nuova auto non avverrà sulla piataforna di terza generazione che è ancora in sviluppo. Prosegue anche la messa a punto del Suv Model X, che si vedrà nel corso dell'anno e che avrà un target price vicino a quello della S; ancora in forse invece la riedizione della Roadster.

16 dicembre 2013

Under pressure



Ci risiamo. Con la scatola nera, intendo, ossia con il grande fratello pagato da noi. Nell'ultimo decreto del governo, infatti, è stata inserita una clausola che prevede uno sconto di non meno del 7% sulla tariffa nel caso in cui l'assicurato decida di farsi montare il dispositivo. Bene. Innanzitutto, sconto su che, su quale tariffa, visto che le assicurazioni praticano i tassi che vogliono? Basta fare prima un bell'aumento e in tal caso lo sconto a cosa corrisponderebbe? Ma la cosa che mi fa impazzire è che l'associazione delle compagnie ha già protestato. Sì, perchè l'articolo prevede che il costo della scatola nera sia a carico loro e non dell'automobilista. Siamo al teatro dell'assurdo. Io devo pagare di tasca mia, con uno sconto fittizio in risarcimento su una tariffa aleatoria e sulla quale non ho alcun controllo, per un servizio che la campagnia adotta per controllarmi e applicarmi eventualmente variazioni di premio. E poi, non ne abbiamo già abbastanza di bancomat, carte di credito, social network, telefoni che tracciano ogni nostro movimento e comportamento? Pure l'auto? Senza contare che a parer mio non ci vorrebbe molto prima che uno o l'altro dei comuni in cronico passivo chiedano di poter usare a fine legale i dati delle scatole nere per sanzionare, per esempio, gli eccessi di velocità nel loro territorio. Pensateci, la scatola nera potrebbe trasformare (quel che resta del) la guida in un incubo.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...