17 dicembre 2013
Beh, almeno mettetevi d'accordo!
Parafrasando dal web, si direbbe che il car sharing sia proprio virale. Parte infatti oggi a Milano, dopo GuidaMi (ATM), E-VAI (Ferrovie Nord) e Car2go (Mercedes), EnJoy, servizio patrocinato da ENI (in primis), Trenitalia, FIAT e Comune di Milano. Fiat è un socio hardware: ha già fornito trecento 500 rosse che entro gennaio arriveranno a 650. Insomma in tempi di calo di vendite anche iniziative come questa possono dare ossigeno all'auto. E non lo dico per spirito anti-mezzo pubblico (che peraltro rivendico con orgoglio), ma basandomi sulle interviste fatte ai vari attori dell'iniziativa. Curiosamente, infatti, mentre da parte dei vertici ENI e Trenitalia si sottolineava con vigore come un car sharing vada nell'ottica del terzo millennio automobilistico (Scaroni arrivava addirittura a fare il paragone tra Milano e New York, auspicando un uso dell'auto ridotto come nella Grande Mela), l'uomo Fiat ametteva come per l'azienda ex-torinese questa sia l'occasione di far provare la vettura (ergo la 500) ai clienti del noleggio e magari di spingere l'utente occasionale a un acquisto pemanente. Evidenza di quanto l'economia di questo inizio di secolo sia confusa e complessa, ma anche prova lampante del fatto che solo con mediazioni intelligenti si possano salvare mobilità e posti di lavoro.
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