21 ottobre 2013
L'aspirato è morto, lunga vita al turbo
Con tutto il parlare del mercato del lusso che va alla grande parrebbe le linee guida di tale ambito debbano restare eternamente le stesse. Che tradotto in lingua AMG suona: "lunga vita al 6.2 V8". E invece no. Conscia dei problemi legati alla riduzione delle emissioni e dei consumi (peraltro sulle AMG c'è già lo start&stop!!!) la brllante divisione sportiva di Affalterbach ha messo in cantiere un nuovo propulsore destinato a sostituire la belva da oltre 6 litri e ad affiancarsi all'attuale 5.5 biturbo. Si tratta di un altro V8 (ça va sans dire) ma più piccolo, 4 litri, e biturbo, con potenza variabile nelle prime versioni da 460 a 500 CV. Parlo delle prime perché questo motore in futuro sostituirà anche il 5.5; d'altro canto se dal 2 litri si tirano fuori 360 CV (circa 180 CV/litro), con la stessa potenza specifica da un quattromila si possono ottenere fino a 720 CV in relativa tranquillità. In un certo senso è la fine di un'epoca, ma quello che è già successo in BMW (M5 4 litri biturbo e prossima M3 3 litri pure biturbo) la dice lunga sul futuro dei grossi aspirati che girano alto. Quindi turbo über alles sotto la stella, in futuro sempre più accompagnato dalla trazione integrale che invece la storica avversaria di Monaco riserva alle M Performance, lasciando alle vere M la purezza del tutto dietro. Che volete, così vanno le cose, anche se chi spende molto per un'icona forse vorrebbe mantenute le tradizioni...
17 ottobre 2013
Sono pazzi questi giapponesi!
Presentazione ufficiale a Yokohama (Jap) per la Nissan ZEOD RC, la vettura elettrica da competizione realizzata dalla Nismo (la Motorsport Nissan) che l'anno prossimo correrà a Le Mans nel Garage 56, la sezione dedicata ai veicoli innovativi. La ZEOD RC, con la sua linea da vettura da record assoluto di velocità che ricorda il carrello triciclo di un aereo, è un'auto test che serve alla casa nipponica per sviluppare una prossima LM P1 (la massima categoria a Le Mans) elettrica, che correrà in classifica ufficiale. La tecnologia di base della parte elettrica proviene dalla Leaf Nismo, esemplificazione dello spirito con il quale Nissan affronta il tema: una sorta di ritorno alle origini dell'automobilismo, con le gare che fanno da laboratorio per la produzione. L'esperienza sull'erogazione della coppia e il suo controllo, l'economia di corrente in velocità e l'aumento dell'autonomia saranno infatti trasferiti sulle Leaf di serie e sulle prossime auto elettriche del gruppo. Rimane comunque il fatto che la ZEOD RC sarà la prima auto a percorrere un intero giro del tracciato basandosi esclusivamente sulla trazione elettrica, con una velocità di punta di 300 km/h sul rettilineo di Mulsanne. Ah, c'è pure un video dove, secondo la tipica atttitudine britannico-americana, parlano, parlano. C'è di buono però che si vede bene la macchina.
Kitt made in Volvo?
Ancora sull'elettrico, questa volta da Volvo. L'azienda cino-svedese ha messo a punto infatti un rivoluzionario materiale composito a base di fibra di carbonio, resina polimerica e un mix di accumulatori a nanostrutture e supercondensatori che pur accumulando energia elettrica ha grandi caratteristiche strutturali. Potrebbe essere una vera rivoluzione perché si potrebbero usare diverse parti dell'auto come accumulatori, eliminando la necessità (e il peso) delle batterie convenzionali. Volvo ha già realizzato un cofano e un alloggiamento per la ruota di scorta nel nuovo materiale, impiegando come test car una S80 che ha visto ridurre il suo peso da 1585 a 1348 kg grazie alle nuove strutture. La validità del'idea permane anche per le auto tradizionali: Volvo ha infatti realizzato un colletttore di aspirazione nel composito che permette di eliminare la batteria a 12 V, con un congruo risparmio di peso. Bella l'idea, anche perché il connubio con gli ultracondensatori riduce drasticamente i tempi di ricarica, mentre le elevate doti strutturali permetterebbero addirittura di realizzare bracci delle sospensioni "elettrici": Ho solo un dubbio: non è che in caso di incidente o rottura meccanica si corra il rischio di una scossa? Ma pure questo potrebbe diventare un vantaggio. Ricordate Michael Knight e Supercar, beh quale miglior antifurto di una bella scossa?
Val più l'appeal della logica
Ve la ricordate tutta la storia di Better Place, società USA con radici in Israele che aveva sviluppato un'infrastruttura capace di garantire autonomia alle auto elettriche? Sembrava l'uovo di Colombo e invece ha dichiarato bancarotta. Chiuso. Dall'altro canto sta invece Tesla, che gode di ottima salute. Curiosamente entrambe le società hanno (avevano) la stessa mission: sviluppare auto elettriche e l'infrastruttura necessaria a renderle utilizzabili in pratica. Quali dunque le ragioni del successo dell'uno e della bancarotta dell'altro? Questione di priorità. Shai Agassi, il patron di Better Place, nell'intento di risolvere i problemi di autonomia e di eccessivo tempo di ricarica aveva sviluppato una rete di stazioni di servizio ad hoc, lasciando a Renault il compito di sviluppare i veicoli (Mègane Fluence ZE). In pratica più che l'auto si comprava l'accesso a questa rete, soluzione logica ingegneristicamente, ma poco orientata al marketing operativo. Tesla si è incece concentrata sulle auto, realizzando prodotti sofisticati come la Model S e soltanto ora comincia a pensare a come fornire la reale possibilità d'uso alle sue creazioni. Ne deduciamo che il cliente elettrico USA sia snob e un tantino decerebrato? Forse, ma più che altro è Elon Musk, patron di Tesla, il furbo. Facendo leva sull'appeal estetico dei prodotti e con un'azione molto determinata nel associare al brand soluzioni esclusive è riuscito a creare un'icona e poco importa se usarla in pratica è difficile. Del fatto che poi possa anche andare a fuoco...
16 ottobre 2013
Proprio come una M
Sarà capitato a tutti, naturalmente, di avere una BMW low range ma di volere disperatamente una M. Beh da oggi, pur se nessuna bacchetta magica vi farà crescere il conto in banca, potete "addobbare" la vostra biemme da vera Motorsport. Tutto grazie agli accessori della nuova serie M Performance, concepiti per le sportive ma capaci di rendere (almeno esteticamente) anche le altre BMW delle vere M. Gli upgrading sono infatti destinati sia alle M sia ai normali modelli delle Serie 3, 5 e 6 e non inficiano la garanzia della vettura oltre, per numerosi articoli, ad alleggerirla sensibilmente e migliorarne le prestazioni. E il caso degli scarichi in titanio destinati alle 5, che riducono il peso di 10 kg, oppure dei freni in composito carboceramico, assai utili sulle M3, che quanto a rallentamenti pistaioli lasciano un po' a desiderare, ma decisamente esuberanti su una 320d. Per non parlare dei cerchi da 20", strepitosi nell'estetica quanto onerosi dal gommista in seguito. Insomma, alla faccia delle crisi, se volete sognare con la vostra BMW potete farlo. Peccato che per tutte queste meraviglie il conto sia in stile accessori BMW, quindi salato e capace di mettere in crisi quel conto in banca privo (ahimé) di soprese di cui dicevamo prima. Noblesse oblige.
15 ottobre 2013
Caro auto in USA
Con buona pace dello shutdown attualmente in corso e del possibile default causato da prese di principio interne alla politica USA, il mercato dell'auto a stelle e strisce, che ha chiuso il 2012 con il 13% di incremento, sarebbe sull'orlo di un nuovo possibile crollo. Il modo di vendere in America, infatti, è sempre lo stesso: tutto a rate e a chiunque, secondo la logica dei subprime che ha fatto tanti danni di qua e di là dell'Oceano. Il problema ora è che i finanziamenti vedono allungare la loro durata per contenere l'entità delle rate, ma contemporaneamente i tassi tendono a salire sia per un fenomeno legato alle difficoltà oggettive del Paese, sia per far fronte a una crescente minore affidabilità degli intestatari. Ciò potrebbe come minimo arrestare la crescita e addirittura invertirrne la tendenza nel caso peggiore, anche perché non c'è un altro modo di sostenerla se non quello di fornire condizioni rateali favorevoli. Il problema della sovraproduzione, poi, rispecchiandosi nel maggiore sfruttamento degli impianti esistenti e non nella realizzazione di nuove unità produttive non consente di allargare la base di acquirenti, precludendo così l'unica via di uscita a un sistema ormai traballante.
Davide e Golia reloaded?
Allora: da una parte una (vecchia) Land Rover 300 TDI, 2.5 turbodiesel con 124 CV e 280 Nm, dall'altro un mostruoso Dodge Ram con il mitico Cummins 5.9 da 330 CV e 827 Nm, vecchio pure lui perché ora il sei in linea 24 V l'hanno portato a 6.7 litri con 390 CV e addirittura 1153 Nm. Legatele con un cavo bello robusto e poi via al tiro alla fune. Se avessimo raccolto le scommesse non ci sarebbe stato un centesimo di posta sulla Land. Eppure... Date uno sguardo al video assolutamente non truccato: non ce n'è in nessun caso, nemmeno quando la Land attende che parta prima il Ram. Alcune possibilità: il Dodge è fake e sotto la livrea maxi c'è una Panda 30; il fatto che il bestione sia a trazione posteriore mentre la Land è integrale fa tutta la differenza; sul Dodge hanno montato gomme vecchie di trent'anni con la consistenza di un blocco di cemento. Comunque l'evidenza resta. Ma non sarà che gli yankee calcolano i cavalli in modo diverso?
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