14 giugno 2013

NIssan dà la scossa a Le Mans





Siamo a una settimana dalla 24ore di Le Mans e già c'è chi si prende spazio per l'edizione 2014. Parlo della Nissan, che ha preparato un ritorno in chiave techno alla gara di durata più famosa del mondo: la partecipazione con una vettura elettrica. Il videoteaser fa riferimento perciò alle dichiarazioni del ceo Ghosn di febbraio e alla conferenza ufficiale di presentazione che si solgerà sul circuito venerdì prossimo, alla vigilia della gara. L'ingresso al garage 56 nel 2014 avverrà quindi con una LMP1 assai innovativa cui potremo dare un occhiata tra qualche giorno. Siamo altrettanto sicuri che non verrà guidata da un pilota extraterrestre, come si potrebbe invece dedurre dagli occhi "elettrici" nel buio di Le Mans.

12 giugno 2013

La monti, la usi, la ami





Si fa un gran parlare del calo verticale della passione automobilistica nelle nuove generazioni. Vero, ma forse si dovrebbe anche essere più...propedeutici, in modo da, se non proprio invertire, almeno mitigare quella che potrebbe anche non essere una inevitabile tendenza. Esempi? Beh, questa Camatte57s della Toyota, che è stata presentata al Tokyo Toy Show 2013, salone del giocattolo nazionale. Andiamo con ordine, il nome innanzitutto. Camatte in giapponese vuol dire "cura, attenzione", 57 è il numero di pannelli che compongono la carrozzeria dell'auto e la s minuscola sta per sawaru, che sempre in giapponese significa "toccare". Già il nome, quindi, riflette un'idea di maggiore contatto tra i singoli e i loro veicoli; i 57 pannelli sono facili da assemblare e personalizzare e fanno un po' vecchio Meccano, che quelli della mia età ricordano. La macchina è carina, simpatica, ha la trazione elettrica, un posto avanti centrale, due dietro e può essere guidata da un bambino, dato che oltre al volante ha solo acceleratore e freno. Il posizionamento dei posti è poi tale che l'adulto seduto dietro può intervenire per aiutare il bimbo a guidare l'auto, facendo così scuola guida in modo diretto. Per Toyota Camatte57s è il modo migliore per ispirare la gioia di guidare nelle nuove generazioni, sensazione che si direbbe tutte le amministrazioni pubbliche italiane facciano a gara per reprimere sul nascere. Augurarsi che il progetto faccia scuola sarebbe il minimo.

10 giugno 2013

Supercharged Hazzard



Ok, date un occhio a questa sorta di videoteaser. Una Dodge Challenger SRT8 2009 con il Roots, che spara la bellezza di 1217 CV. Dal particolare del paracadute e dalle gomme si capisce come sia stata realizzata per le gare di accelerazione sul quarto di miglio e non ho dubbi in pista sia un vero sparo. Ma questo mostra anche quanto siamo lontani noi e gli yankee dal punto di vista dei miti e da quello tecnologico. I 575 CID (Cubic Inch Displacement, pollici cubi) del General Lee (si vabbè quella là era una Charger R/Tdel '69, ma di fatto questa è il filante prosieguo della storia e poi il motore Hemi è lo stesso, anche se di "soli" 7,2 litri) fanno 9369 cm3 abbondanti. Una semplice divisione dà 127,9 CV/litro, una bella botta, certo, ma la Mercedes A 45 AMG viaggia sui 180,8 ed è un'auto stradale con la garanzia di due anni. Sull'affidabilità delle meccanica, poi, con buona pace della Craven Performance avrei qualche dubbio. Nel video l'auto dà solo delle leggere accelerate, ma guardate la cinghia del compressore com'è "scarica" dopo la seconda puleggia. Con il motore spinto a fondo c'è il concreto dubbio che scarrucoli producendo un disastro; per non parlare del Cx pari a quello di un armadio a quattro ante. A' americani; i miti 'so miti, ma dovete ancora correre...


07 giugno 2013

TVR is back!!



Avere fiducia paga, forse. E se poi l'argomento è automobilistico ciò
può dare vera gioia. Nella fattispecie il positive feeling viene dalla
notizia diffusa da Autocar che la TVR, la mitica azienda ex-britannica
che costruiva le selvagge Cerbera e le Tuscan torna a casa. E la casa si
trova in Inghilterra (no, non in UK, ma proprio in Inghilterra), vicino
Londra. L'attuale propietario, il magnate Russo Smolensky, che recentemente aveva dato vita a
una Tuscan ibrida con motore USA, ha infatti ceduto alcune settimane fa l'azienda a una cordata di imprenditori basata in Surrey e guidata da Les Edgar. Nessuna indiscrezione sul prezzo, ma in alcuni indicatori economici la TVR risulta già un'azienda attiva (la prima gestione era di fatto fallita) e ciò riapre la strada ai sogni degli appassionati, che finalmente potranno tornare a sperare nel ritorno di una "vera" TVR sull'asfalto.







Più che blue chips, Blue Car



Sfruttando in senso lato il parallelo reale/virtuale e spostandolo nel campo delle auto elettriche, devo giungere alla conclusione che l'evoluzione di queste ultime più che nel campo della tecnologia e della ricerca pratica stia invece avvenendo in ambito meramente economico e più precisamente finanziario. Dopo la notizia di Tesla che vuole espandere la rete di servizio con un'ulteriore emssione di azioni, infatti, oggi tocca alla Francia un altro passo avanti in questo senso. La faccenda avviene in casa Bolloré, finanziere d'Oltralpe assurto agli onori di cronaca per la sua grande "amicizia" con l'ex presidente Sarkozy. Bolloré, tra le tante attività, è anche proprietario di Blue Solutions, la società che produce la Blue Car (http://www.bluecar.fr/fr/pages-accueil/default.aspx) vettura elettrica in vendita da qualche tempo al cui stile ha pensato Pininfarina e che doveva essere prodotta antecrisi proprio in Italia. In autunno il 10% di blue solutions verrà quotato in borsa, un modo di reperire dal mercato il denaro per il prosieguo delle attività legate a una vettura che a oggi non ha avuto molto successo. In ogni caso, Blue Car può essere acquistata anche on line, ha un'estetica gradevole che la assomigliare a una C1/106/Aygo e vanta l'eccezionale (per la categoria) autonomia cittadina di 250 km. Volete sapere qualcosa di più? Allora, costo della Blue Car 12.000 € (7.000 sono di incentivi, quindi costerebbe 19.000 €) batteria in leasing 80 €/mese (ma onestamente a chilometraggio illimitato), cavo di collegamento alla presa 700 €, sorbole!! In pratica l'auto viene in strada circa 13.000 € e in più devi pagare 80 euro al mese per tutta la vita. E' un business? Forse, vedremo se anche la borsa la penserà così.


06 giugno 2013

A clockwork Diesel



Ve la ricordate la Golf GTD? Intendo la prima, quella del 1982 da 70 CV? Beh, trent'anni dopo siamo all'ultima generazione, che adotta un turbodiesel da 184 CV, più di due volte e mezza la potenza originaria, mentre la coppia raggiunge i 380 Nm un valore da V8 anni '80. In più il tutto è omologato Euro 6, mentre le percorrenze si mantengono entro la media di 23,8 km/litro, notevoli pur con tutte le "irrealtà" dei cicli di omologazione. Altra novità, la presenza dello stop&start e la gestione intelligente del generatore nelle fasi di rilascio, mentre lo 0-100 si ferma a 7,5 s e la velocità max è di 230 km/h. Insomma tre decenni non passano invano. Ma l'accessorio più innovativo è un generatore sonoro. Già, perché se il Diesel ha un difetto, questo sta proprio nel sound, più ferraglia che musica. Per superare il problema, i raffinati ingegneri tedeschi hanno studiato un sistema che genera un suono sportivo (oppure, a scelta mediante un selettore, che copre le armoniche e rende l'abitcolo più silenzioso). Il suono proveniente dal motore è
indirizzato sopra l'attuatore integrato nel vano motore e poi all'interno
attraverso il parabrezza e viene così vissuto come generato
dall'esterno attraverso il sistema di scarico, ma
è di fatto impercettibile fuori della vettura. La "servoassistenza" chiamiamola così, cala però al salire della velocità e, indipendentemente dal profilo selezionato, garantisce lunghi viaggi confortevoli. Devo dire che ogni volta i tecnici VW riescono a stupirmi con la loro genialità, anche se "erogata" a caro prezzo. Ma devo per forza farmi una domanda. Vale la pena? Spendere tanto per un motore che di anno in anno, per quanto omologato Euro 6, sarà sempre più soggetto (almeno in Italia) a penalizzazioni per l'inquinamento? Con la GTD vai forte e consumi poco; bene. Ma forte dove, visto che l'Italia è piena di Tutor e Vergilius? Infine: siamo sicuri esista ancora una categoria in cui il confronto con il gas (gpl e e metano) risulti vincente?

Tegole





Stavolta non sarà una passeggiata come con le controparti europee, con le quali, in vari gradi e sotto vari aspetti, si sono aperte situazioni conflittuali. Parlo di Jeep e della richiesta di richiamo inoltrata all'azienda da parte della NHTSA, l'ente per la sicurezza stradale USA. Secondo l'Amministrazione, 2,7 milioni di Grand Cherokee prodotte dal 1993 al 2004 e Liberty dal 2002 al 2007 hanno un problema che in caso di collisione porterebbe all'incendio del veicolo. Marchionne ha respinto al mittente la richiesta, basata, secondo lui, su analisi incomplete; per di più i periodi incriminati sono antecedenti all'ingresso della Fiat nel capitale societario. Ma l'NHTSA è un osso duro e in America c'è un tradizionale cieco sostegno agli enti federali. Prova ne sia il caso Ford del 2011, che tentò di invalidare una richiesta riguardante il pickup F 150 (il più venduto sul Continente) ma dovette alla fine cedere e ritirare i veicoli incriminati. Di fatto la dirigenza dell'Ente ha già prospettato il prosieguo della querelle in caso di inadempienza Jeep: dichiarazione di difettosità dei veicoli coinvolti e successiva udienza pubblica di notifica, con un danno quantificabile a sei zeri per Chrysler, proprietaria del brand. Salgono dunque i malumori nei confronti delle politiche "a muso duro" del tycoon abruzzo-canadese-svizzero, accusato di fare scelte economiche in favore di quelle per la sicurezza pur a fronte dei grandi finanziamenti ottenuti da Washington.


Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...