06 maggio 2013
Il Medioevo prossimo venturo
Il governo Letta ha di fronte a sè una serie di impegni decisamente soverchi e dio solo sa se ce la farà a cavarne qualcosa di concreto. Il problema su cui vorrei puntare l'attenzione è perciò logicamente in infinitesima posizione d'ordine e non mi aspetto minimamente venga affrontato in tempi brevi, ma in un'ottica di riordino razionale del Paese, andrebbe certamente preso in considerazione. Tassazione sulle auto di cosiddetto lusso, valutazioni. Dal 2011 al 2012 vendite Ferrari giù del 50%, Maserati dell'80, Lambo 4 o 5 auto al mese al massimo. E qui siamo ai vertici, perché se scendiamo a livelli più umani (con i motori odierni superare i 185 kW, 251 CV, è relativamente facile) il calo è ancora più radicale. Risultato parziale a oggi: gettito previsto 185 milioni di euro, incassati circa 60. Non ci vuole molto a capire che i limiti assurdi producono solo due effetti: il livellamento in basso (con ovvia riduzione degli incassi) o l'aggiramento, tipo immatricolazione in Germania, con risparmi per l'utente di circa il 50% e perdita totale per l'Erario. E' tutto sbagliato, è tutto da rifare, parafrasando un famoso ciclista anni '60. A partire dal modo in cui la supetassa viene esatta, con un versamento a parte sul modulo F 24, che è una specie di autodenuncia di evasione. Ma de ché? Finché si ragionerà in questo modo l'unico ambito da quale si uscirà non sarà certo quello della crisi, ma piuttosto quello dei Paesi industrializzati. Il terzo o il (quarto) mondo ci attende, il declino è lì dietro l'angolo. C'è solo una magrissima consolazione. Valutando lo stato delle strade nazionali, piene di buche e insidie, la macchina del futuro non sarà certo una supercar (vera o presunta) ma piuttosto una robusta off road con i due assali rigidi.
02 maggio 2013
T come TVR, come Tuscan, come... Chevrolet
Ve la ricordate la storia della TVR? Marchio mito per cattiveria e sportività estreme, è ahimè silente dal 2004, anno in cui Peter Wheeler ha ceduto per 21 volgari milioni di euro l'azienda al magnate russo Smolenski. Da lì è partita una tanto accurata quanto lunga analisi finanziario-tecnica che puzzava moltissimo di carenza di fondi, durante la quale sono emersi svariati modi di far rivivere il mitico marchio. Nove anni sono lunghi e ora finalmente, a ricordi ormai quasi sopiti e alimentati soltanto da usati messi così così, finalmente Smolenski salta fuori con la nuova Tuscan Vulcan. Differenza fondamentale rispetto alla Tuscan d'annata? Il motore. Già, invece di costruirseli, i propulsori, ora la TVR li compra sul mercato USA. E in un sussulto di fantasia da collasso prende gli originalissimi e poco diffusi Chevrolet, V8 tanto widespread da sembrare dei virus. Beh, almeno sono robusti. Allora: trasferimento in Austria dei rimasugli di scocca delle ultime Tuscan, alloggiamento del tecnico Str8six pure lui dall'Oxfordshire, installazione dell'otto cilindri LS che sta bene nel vano dei 6 in linea anche se un po' stretto. Ah dimenticavo. Lo small block è stato tirato a un pelo meno di 500 CV e con un peso della vettura attorno ai 1100 kg le sgomme vengono quanto mai bene. Ammortizzatori Ohlins, cambio manuale a cinque marce. Basta sganciare 100.000 euro. Sperare di provarne una? Con una decina di pezzi da realizzare, auto più auto meno, sarà difficile. Ma forse sono meglio i ricordi.
"Fuori" rapporto
La pubblicità è l'anima del commercio, saggezza popolare docet. Ma bisogna attraversare l'Atlantico per trovare esempi estremi di promozione come questo, realizzato da Goorgen, owner dell'Arlen Trasnsmission Center di Burbank, California. Ancorché situato in terra USA, in tutto il commercial aleggia una certa aria mediorientale, mentre le parole della canzocina sono tutte ispirate ai... cambi marcia.
24 aprile 2013
Per qualche cavallo in più...
Uno direbbe che 560 cavalli bastino... Dipende, questioni di ambito. E se parliamo di superberline come la M5, può accadere che a causa della storica (e anche un po' industrial-infantile) competizione tra le tre grandi tedesche occorra un kit per rinforzare la cavalleria di quella che per me rimane comunque la più riuscita sedan sportiva estrema del mondo. Sì, perché il cumenda con la grana (parliamo di stranieri, in Italia non si può, specialmente ora) i cavalli non li sfrutterà mai, vuole soltanto esibirli e dunque valuta semplicemente il listino. Così, dando un'occhio alla MB E 63 AMG in versione S, rimane colpito dai 577 cavalli e vira verso Stoccarda. Onde non perdere il cliente "animale" ma danaroso, la BMW metterà quindi in produzione dalla prossima estate un kit di potenziamento, il Competition Package, che porta il V8 biturbo di M5 e M6 a 575 CV, peraltro sempre meno del V8 teutone (straordinario, lo ammetto, ma la macchina non è all'altezza). I tempi di accelerazione si riducono di 0,1 secondi, le velocità massime inalterate. Conoscendo i miei polli, vi posso garantire che il kit non ve lo tireranno dietro, ma ahimé, potrebbe non bastare a riguadagnare ik blasone. Sì, perché a Ingolstadt non dormono sugli allori e ci sono rumors di un kit Plus per RS6 ed RS7 che le porterebbe a 600 CV. Che dire, la sfida continua.
23 aprile 2013
Vulcani d'Italia
Sembra incredibile, ma da un po' di tempo in qua le supercar spuntano come funghi. Di questa, la Icona Vulcano, abbiamo già parlato (http://auto-thrill.blogspot.it/2013/03/che-sia-lantiferrari.html) annunciandone la premiére al salone di Shanghai. Ora ecco il video, mentre arrivano novità sulla propulsione: due versioni, la H-Turismo e la H-Competizione, dove la prima è quella annunciata in precendenza, 900 CV di cui 790 a combustione e il resto elettrico, mentre la seconda impiega metà del motore della sorella, un V6 con doppio turbo da 550 CV, più la parte elettrica che agisce sulle ruote davanti che porta il totale della cavalleria a 870 ponies. Sulla base dei puri dati di potenza, dunque, la Turismo sarebbe la più prestazionale, anche se visto il nome dovrebbe essere invece la Competizione quella più tosta. Infatti è proprio così, perché sullo 0-100 la prima stacca un "banale" 3,1 secondi, mentre la V6 scende a 2,9. Miracoli dell'alleggerimento...
04 aprile 2013
I 400? Me li sgranocchio
Ok sono entrato nel trip dei record assoluti. Beh, niente di meglio per smaltire lo stress, anche se l'ideale sarebbe sedersi al posto di guida... Anyway, deliri di onnipotenza a parte, ecco qui il video della più agguerrita sfidante al titolo di auto di serie più veloce del mondo, la Hennessey Venom GT in versione top gun. I dati tecnici sono ovviamente da primato: 1244 CV, 1244 kg (sì, un chilo per cavallo!) ottenuti con due turbo da un V8 6.2 Chevrolet, ovviamente rivisto a fondo. Questa prova è per stabilire la massima velocità raggiungibile su una base di 2 miglia, 3218 metri in unità nostrane. Già, perché tra le virtù della esagerata vettura a trazione posteriore (non oso pensare che delirio sia affondare il gas con 1564 Nm sotto il pedale), c'è un'accelerazione eccezionale, che permette di coprire lo 0-200 (attenzione, mph non km/h, 321,8 km/h) in soli 15,3 secondi. Sorvoliamo sulla massima di 443 km/h, poiché sinora non è stata certificata, ma basta vedere con quanta facilità sgrana le marce nel video, raggiungendo in un botto 265,7 mph, cioè un soffio meno di 428 km/h, per crederci. Tra l'altro, il "pilota" sbaglia anche un cambio marcia. Pensate cosa potrebbe fare con un doppia frizione!
03 aprile 2013
Uno sparo sul ghiaccio
I russi sono sempre più ansiosi di rimarcare il loro ruolo di superpotenza e questa sorta di sentimento di rivalsa nazionale emerge anche nei risvolti più curiosi. Come il tentativo di record di velocità su ghiaccio per vetture di serie, realizzato con successo, però, solo grazie a un'auto di costruzione giapponese. Nella spiega a cura dei membri del team di piloti selezionato per l'evento, a noi abituati fin da piccoli alle Audi 4 fa un po' sorridere la magnificazione delle doti della trazione integrale, ma devo ammettere che la Nissan GT-R ha inaugurato una nuova era dell'aderenza su superfici critiche. In ogni caso sfiorare i 295 km/h sul lago Baikal richiede un certo fegato, poiché basta uno starnuto per far sì che l'auto prenda la tangente, con esiti funesti facilmente immaginabili. Il video è tosto, dategli un occhiata
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