21 gennaio 2013

Sebring saluta la R18



E' stato alla 12 ore di Sebring del 1999 che le vetture sport di Audi hanno avuto il loro battesimo. I prototitpi dei quattro anelli da allora hanno "inanellato" (eh eh) un successo dopo l'altro e il 16 marzo di quest'anno due R18 e-tron quattro gareggeranno per l'ultima volta nella stessa location, dato che l'edizione 2014 della 12 vedrà il veto alla partecipazione delle LMP1. L'Audi si attende che le due auto ibride, dotate di V6 turbodiesel di 3,7 litri da 510 CV e 850 Nm e di due motori elettrici da 75 kW sull'asse anteriore, alimentati da un volano ultraveloce capace di accumulare 500 kJ, siano in lizza per la vittoria con gli equipaggi Marcel Fässler/Oliver Jarvis/Benoît Tréluyer e Lucas di Grassi/Tom Kristensen/Allan McNish; come dargli torto?

Grinta da vendere





Certo, non tutti possono amare le muscle car, è semplicemente una questione di gusti. Ma date uno sguardo al "muso" di questa Shelby GT500 Super Snake con il kit wide body: non è  da urlo? La nuova Mustang, meravigliosamente (o tragicamente) sempre uguale a sé stessa, vera Fenice del mondo dell'auto USA, nasce sulla base di un kit di "ingrasso" (il wide body) destinato a commemorare il patron Carrol Shelby scomparso recentemente. Il kit è però applicabile anche a tutti i modelli targati 2005 e ciò significa che ogni possessore di vecchia Mustang può rinnovarla nell'ottica dell'esagerazione, 355 posteriori da Lamborghini compresi, ammesso che il vento dell'uscita dalla crisi continui a tirare in America. La motivazione commerciale ufficiale di Ford è però quella di dare semplicemente "più trazione" alla Super Snake, che visti gli 800 ponies scatenati sotto il cofano possiamo ben capire ne abbia bisogno.




C'è un nuovo Batman in giro



Ve la ricordate la serie di Batman anni '60? Mitica, anche i più giovani l'avranno captata almeno una volta con la sua musichetta accattivante :"nanananananana-Batman". Beh, l'auto utilizzata dall'eroe mascherato, quella che sputava fiamme dal reattore, è stata venduta in Arizona a un amatore, tanto amatore che ha sborsato ben 4 milioni 200mila dollari per aggiudicarsela all'asta. Adesso dobbiamo attenderci di vederla girare per strada, pensate che scena! Speriamo solo che al neoproprietario non venga in mente di usare la cortina fumogena o peggio di spandere olio suulla strada.

18 gennaio 2013

Spettacolare Aston



Potrei dire che 100 anni passano in fretta e mentirei spudoratamente. Così, parlando del centenario della Aston Martin, sono propenso ad ammettere come sia stato denso di storia e avvenimenti, sportivi e non. L'ultimo, la "deposizione" di una Vanquish GT sull’eliporto dell’iconico grattacielo Burj Al Arab di Dubai, uno dei più spettacolari al mondo, celebra assieme il secolo ma anche l'acquisizione da parte del finanziere Andrea Bonomi con il 37,5% dei titoli e una sorta di ritorno a casa poiché nel 1926 l'italiano Arturo Bertelli con Bill Renwick aveva rilevato la Aston dai fondatori (nel 1922) Robert Bamford e Lionel Martin. Una curiosità: all'inizio le auto si chiamavano Bamford&Martin, si trattava di Singer modificate. Dopo la vittoria alla gara Londra-Aston Clinton fu però deciso di chiamarle Aston Martin. Esclusività e classe, dunque, quelle che David Brown (di qui il DB delle sigle) volle enfatizzare con l'inglobamento della Lagonda, mentre l'esssere assurta ad auto iconica di James Bond compensò in parte lo smacco di essere snobbata da Roger Moore in favore della Volvo P 1800S per la vettura di Simon Templar. Uno sgarro poi rientrato quando fu la volta dell'attore britannico fare la parte di 007. I successi sportivi e il continuo lavoro di affinamento hanno portato alla Aston di oggi, icona di prestazioni e raffinatezza, che si prepara ad affrontare con la sua chiave personale un periodo in cui perfino il lusso estremo può mostrare segni di cedimento.

Gear zone







Ci sono aziende che pur caratterizzate da una notevole solidità e un ottimo grado di inventiva, riescono periodicamente a stupire per le proprie scelte. Una di queste è la Honda, che nella fattispecie ha "saltato" Detroit in favore di Montreal per presentare la sua Gear, una fuga in avanti verso il futuro delle auto da città del terzo millennio. Sorge il dubbio che le possibilità di reale passaggio alla produzione siano pochine e che il ripiego sul salone canadese che si apre oggi sia dovuto proprio a questo, lasciando invece alla ribalta USA la Urban Suv, decisamente più reale. Ma non è su questo che vorrei concentrare l'attenzione, quanto piuttosto sulle soluzioni stilistiche della vettura, che lasciano un po' stupiti per la loro mancanza di omogeneità. La Gear è sì liscia e filante ma anche tozza, per non parlare del frontale un po' anni '50. Insomma dove sono finite le Civic della quinta generazione, quella con la ribaltina posteriore così "avanti"? O forse i giapponesi hanno soltanto capito prima degli europei che le auto evolveranno verso il concetto di elettrodomestico?

L'attacco dei cloni



Sia pure con i piedi di piombo, Fiat (o dovrei dire Chrysler?) prosegue nel piano di rinnovo della gamma Alfa Romeo. Questa volta tocca alla spider, della quale (di una vera intendo) siamo orfani dall'uscita di produzione della Duetto un ventennio fa. Con pochi fondi per lo sviluppo era già da tempo che i tecnici avevamo messo gli occhi su una delle migliori due posti costruite finora, la Mazda MX5, anch'essa bisognosa di una nuova chance per riguadagnare il mercato. Ora siamo alle battute finali e le due aziende hanno firmato il protocollo definitivo per la realizzazione della nuova vettura. Seguendo la stessa filosofia di Toyota e Subaru con la GT-86/BRZ le due Case si divideranno la scocca (rigorosamente a trazione posteriore e con peso attorno ai 1100 kg) montando diversi propulsori: un milletre turbo SKYACTIVE per la variante giapponese, il 1750 pure turbo per la italiana, che potrebbe avere potenza da 170 a 300 CV. Speriamo solo che l'italico senso dello stile faccia il miracolo e distingua nettamente i due cloni, l'Alfa se lo merita.



17 gennaio 2013

Il Destino di Bob



Un nome un Destino, appunto. Che rappresenti in qualche modo il futuro dell'industria auto USA? Fatto sta che uno dei più rinomati guru del mondo automotive d'Oltreatlantico Bob Lutz, classe 1932, una vita tra GM, Ford, Chrysler e BMW sempre in posizione di vertice e una passione per le automobili che lo ha portato a scrivere il libro "car gus vs bean counters", feroce difesa dei più limpidi criteri legati al'ingegneria di prodotto contro le infamie del business, ha preso il "bello" dell'ibrido, nel caso la scocca di una Fisker Karma, e in società con l'imprenditore Gilbert Villereal ci ha messo il V8 di una Corvette, presentando così a Detroit la Destino, vettura elegante, raffinata e (finalmente) dotata di prestazioni e affidabilità all'altezza dello styling. L'espianto del gruppo propulsore ibrido a favore dell'otto cilindri da 600 CV ci sta tutto, se si considera come al recente salone di Detroit l'interesse sia tornato tutto attorno alle vitaminizzate a dispetto delle elettriche e ibride, pur presenti ma più in veste di immagine che di vetture da produzione di massa. Il nuovo marchio si chiamerà VL Automotive (Villereal-Lutz, che fantasia eh?) e si insedierà nel Michigan a Auburn Hills, vicino al nuovo centro tecnologico che Fisker sta realizzando. E loro, "gli elettrici", come la pensano? Tutto bene; "il fatto che ci siano progetti di eleborazione della Karma, anche diametralmente diversi tecnicamente, va tutto a vantaggio del prodotto e a celebrazione della sua linea", la nota ufficiale.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...