18 gennaio 2013

Spettacolare Aston



Potrei dire che 100 anni passano in fretta e mentirei spudoratamente. Così, parlando del centenario della Aston Martin, sono propenso ad ammettere come sia stato denso di storia e avvenimenti, sportivi e non. L'ultimo, la "deposizione" di una Vanquish GT sull’eliporto dell’iconico grattacielo Burj Al Arab di Dubai, uno dei più spettacolari al mondo, celebra assieme il secolo ma anche l'acquisizione da parte del finanziere Andrea Bonomi con il 37,5% dei titoli e una sorta di ritorno a casa poiché nel 1926 l'italiano Arturo Bertelli con Bill Renwick aveva rilevato la Aston dai fondatori (nel 1922) Robert Bamford e Lionel Martin. Una curiosità: all'inizio le auto si chiamavano Bamford&Martin, si trattava di Singer modificate. Dopo la vittoria alla gara Londra-Aston Clinton fu però deciso di chiamarle Aston Martin. Esclusività e classe, dunque, quelle che David Brown (di qui il DB delle sigle) volle enfatizzare con l'inglobamento della Lagonda, mentre l'esssere assurta ad auto iconica di James Bond compensò in parte lo smacco di essere snobbata da Roger Moore in favore della Volvo P 1800S per la vettura di Simon Templar. Uno sgarro poi rientrato quando fu la volta dell'attore britannico fare la parte di 007. I successi sportivi e il continuo lavoro di affinamento hanno portato alla Aston di oggi, icona di prestazioni e raffinatezza, che si prepara ad affrontare con la sua chiave personale un periodo in cui perfino il lusso estremo può mostrare segni di cedimento.

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