18 gennaio 2013
L'attacco dei cloni
Sia pure con i piedi di piombo, Fiat (o dovrei dire Chrysler?) prosegue nel piano di rinnovo della gamma Alfa Romeo. Questa volta tocca alla spider, della quale (di una vera intendo) siamo orfani dall'uscita di produzione della Duetto un ventennio fa. Con pochi fondi per lo sviluppo era già da tempo che i tecnici avevamo messo gli occhi su una delle migliori due posti costruite finora, la Mazda MX5, anch'essa bisognosa di una nuova chance per riguadagnare il mercato. Ora siamo alle battute finali e le due aziende hanno firmato il protocollo definitivo per la realizzazione della nuova vettura. Seguendo la stessa filosofia di Toyota e Subaru con la GT-86/BRZ le due Case si divideranno la scocca (rigorosamente a trazione posteriore e con peso attorno ai 1100 kg) montando diversi propulsori: un milletre turbo SKYACTIVE per la variante giapponese, il 1750 pure turbo per la italiana, che potrebbe avere potenza da 170 a 300 CV. Speriamo solo che l'italico senso dello stile faccia il miracolo e distingua nettamente i due cloni, l'Alfa se lo merita.
17 gennaio 2013
Il Destino di Bob
Un nome un Destino, appunto. Che rappresenti in qualche modo il futuro dell'industria auto USA? Fatto sta che uno dei più rinomati guru del mondo automotive d'Oltreatlantico Bob Lutz, classe 1932, una vita tra GM, Ford, Chrysler e BMW sempre in posizione di vertice e una passione per le automobili che lo ha portato a scrivere il libro "car gus vs bean counters", feroce difesa dei più limpidi criteri legati al'ingegneria di prodotto contro le infamie del business, ha preso il "bello" dell'ibrido, nel caso la scocca di una Fisker Karma, e in società con l'imprenditore Gilbert Villereal ci ha messo il V8 di una Corvette, presentando così a Detroit la Destino, vettura elegante, raffinata e (finalmente) dotata di prestazioni e affidabilità all'altezza dello styling. L'espianto del gruppo propulsore ibrido a favore dell'otto cilindri da 600 CV ci sta tutto, se si considera come al recente salone di Detroit l'interesse sia tornato tutto attorno alle vitaminizzate a dispetto delle elettriche e ibride, pur presenti ma più in veste di immagine che di vetture da produzione di massa. Il nuovo marchio si chiamerà VL Automotive (Villereal-Lutz, che fantasia eh?) e si insedierà nel Michigan a Auburn Hills, vicino al nuovo centro tecnologico che Fisker sta realizzando. E loro, "gli elettrici", come la pensano? Tutto bene; "il fatto che ci siano progetti di eleborazione della Karma, anche diametralmente diversi tecnicamente, va tutto a vantaggio del prodotto e a celebrazione della sua linea", la nota ufficiale.
Contro la noia Allard a manetta
E' un mondo difficile, tanto più per le auto, condannate a dimenticare la loro natura ludica e a concentrarsi su dettagli avvilenti come il consumo, la durata, i costi di esercizio. Snobismo a parte, ogni tanto bisogna pure prendere un po' di ossigeno con notizie che riguardino l'Auto, quella vera. Come quella della rinascita della britannica Allard, fondata dall'omonimo di nome Sydney nel 1936 e distintasi negli anni fino al 1964 per le sue vetture da corsa di rango, cosa peraltro logica visto che il patron era un pilota. Le Allard erano l'armoniosa fusione di scocche pure british (così come il look) e motori V8 a Stelle e Strisce e ne furono costruite poco meno di 2000, prima della chiusura degli impianti. Ora una piccola joint venture industriale canadese ha ripreso la produzione, rigorosamente in serie limitata con scocche realizzate a mano e motori Cadillac. Il modello scelto per il nuovo inizio è la JX2, realizzzata dal 1951 a1954, una vettura che garantisce eccellenti prestazioni ed emozioni (date un occhio anche al video) ormai del tutto dimenticate "grazie" all'elettronica imperante sulle decisioni del pilota nelle moderne vetture "cattive". Certo che però occorre un portafoglio ben fornito, circa 120.000 € al pezzo; con un preciso ordine di pagamento: 50% della somma all'ordine, in cui bisogna specificare anche i dettagli dell'allestimento, 25% quando tutti i pezzi della vettura sono giunti in officina e il saldo 2 settimane prima della consegna. Che viene effettuata worldwide, a patto che si sia riusciti a rientrare nei 100 fortunati che possono ambire alla produzione annuale.
16 gennaio 2013
Off road da città
Sfidare l’inverno a bordo di una Land Rover Freelander 2; abbiamo provato la nuova versione a due ruote motrici, la eD4,
più semplice, più Suv, meno fuoristrada dura e pura, e possiamo
garantire che non c’è neve o condizione stradale difficile che la fermi o
la faccia minimamente impensierire. Ma niente paura, nessun mezzo
impegnativo da condurre, nessun “carro armato” a disagio nel traffico. La
Freelander 2, ha le dimensioni di una station wagon media e al
contrario delle altre fuoristrada è davvero molto “facile”, un’auto
docile e versatile con una posizione di guida che permette di dominare
la strada e di vedere in anticipo tutto ciò che accade davanti a noi.
Tre nuovi colori in gamma, Airtree Green, Havana e Mauritius Blue cerchi in lega più grandi ed eleganti ma soprattutto le dotazioni della lussuosa Range Rover Evoque:
un touch screen da 7 pollici a colori, un hi-fi che “pompa” fino a 825 W
in surround e i comandi vocali, che permettono di evitare l’uso dei
tasti, dicendo semplicemente “a voce” quello che si vuole dal sistema di
bordo. Freddo? Il climatizxzatore programmabile per sette giorni ti
scalda la macchina automaticamente e quando ci entri è già calda e
pronta a partire. Parcheggi
difficili? Niet. Con la telecamera posteriore li farebbe anche un
bambino. In più i 150 CV del turbodiesel 2,2 ti portano dappertutto in
scioltezza e i sorpassi sono rapidi e precisi. Insomma, la Freelander 2
è una nuova pagina della tradizionale affidabilità Land Rover, un
prodotto innovativo e semplice da usare che offre comfort e spaziosità
iniseme a un’estetica elegante e raffinata, per garantire lunghi e
comfortevoli viaggi in famiglia ma anche, se capita, una capatina off
road.
Kaliki ti legge il giornale
La rivoluzione digitale non ha ancora giubilato il piacere di leggere il
quotidiano la mattina, ma tra questa abitudine e l’auto ci sono spesso
ostacoli legati alla distrazione e alla mancanza di attenzione alla
strada. A chi non è capitato di strombazzare alla vettura che ci precede
perché il suo guidatore sta “inchodato” al semaforo leggendo il
giornale?
Alla Ford hanno pensato di risolvere il problema con Kaliki, una app che gira sul sistema SYNC Applink
fornito alle vetture in vendita negli Stati Uniti, che permette di
godere delle notizie fresche senza pregiudicare la guida. Come?
Semplicemente ascoltando. Una voce professionale legge infatti ad alta
voce i giornali che abbiamo scelto lasciando il conducente libero di
concentrarsi sulla guida.
La app è stata presentata in questi giorni al Ces di Las Vegas,
l’esposizione dell’elettronica di consumo più avanzata, ed è disponibile
per ora solo sulla piattaforma Android, anche se per la fine del mese
gli sviluppatori garantiscono la release per iPhone e iPad. Scelta di
testate ancora limitata, per ora la copertura è su Los Angeles e
Detroit, ma il servizio è in crescita e promette una vera esplosione in
America.
E da noi? Beh, formalmente non c’è nulla che osti alla sua
diffusione in Europa, tanto più che il sistema può essere integrato nel
navigatore della vettura; attendiamo perciò nel corso del 2013 lo sbarco
sul Vecchio Continente.
Rumore elettrico
L’auto elettrica è trendy, forse anche un po’ snob e racchiude molti pregi, ma ha anche un punto debole, così grave che potrebbe arrivare a segnarne il “de profundis”: non fa rumore. Beh, direte voi, che problema c’è? A tutti piacerebbero città più silenziose e a misura d’uomo. Già, ma sta precisamente nel concetto di “a misura d’uomo” l’inghippo. E’ infatti proprio il rumore prodotto da una vettura quello che vi ha salvato decine di volte dall’esserne investiti. Quando attraversiamo la strada, per esempio, il più delle volte ci affidiamo più al nostro udito cha alla vista per percepire l’arrivo di un’auto, magari perché siamo al telefono. Di qui la grande importanza per la sicurezza del “rumore” prodotto dall’automobile.Il problema non è nuovo e da tempo in Europa le Case hanno provato a creare uno standard di rumore da applicare alle vetture elettriche, ma senza risultati apprezzabili. Oltreoceano, invece, dove il pragmatismo la fa da padrone (e dove si sono registrati a oggi quasi 3000 incidenti tra veicoli elettrici e pedoni), la NHTSA, l’ente che sovrintende alla sicurezza stradale ha già bruciato le tappe e proposto un protocollo che contiene le specifiche cui deve attenersi il generatore di suono che svolgerà nelle auto elettriche in cirbcolazione negli USA il ruolo di avvertimento nei confronti dei pedoni. La misura riguarderà ogni tipo di veicolo, autocarri compresi e il suono verrà emesso fino al raggiungimento della velocità di 35 km/h, oltre la quale il rumore prodotto dagli pneumatici sarà preponderante. Insomma, l’esperienza tutta americana del tradizionale camioncino dei gelati di quartiere ha fatto scuola e potremmo presto vederne i frutti anche da noi.
15 gennaio 2013
Ecce spina!
Uno dei più annosi problemi nel mondo delle auto elettriche è quello delle connessioni con il sistema di ricarica; in soldoni di che tipo di spina devo disporre per ricaricare senza difficoltà la mia auto. Logico occorra uno standard, ma chiunque abbia viaggiato, anche solo Oltralpe, sa come questo problema possa complicare la vita già con un semplice caricabatteria. Mettersi d'accordo è sempre un'impresa, soprattutto se ci sono sensibili interessi economici da difendere. Ora pare però che Volkswagen abbia rotto gli indugi e presentato insieme all'americana Eaton il primo modello di spina di ricarica multiuso, capace cioè di garantire la connessione con diverse fonti di alimentazione. In particolare il CCS, Combined Charging System, permette in un unica soluzione la ricarica con corrente alternata monofase, corrente alternata trifase, corrente continua a bassa intensità, corrente continua ad alta intensità (fast charging). Ciò mostra come VW proceda nello sviluppo di un vero sistema di mobilità elettrico, presentando un prodotto approvato dalla SAE, la potente associazione degli ingegneri auto USA, che regge un carico massimo di 86 kW garantendo all'occorrenza ricariche davvero rapide. Attualmente lo standard è stato accolto anche da Audi, BMW, Chrysler, Daimler, Ford, GM
e Porsche; come dire, i tedeschi un passo l'hanno fatto.
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