La BMW 3.0 CSL era nata nel 1972 per le corse (la L sta pert leicht, leggera in tedesco): 130 kg meno della CSi, porte in alluminio, vetrature in plexiglass e motore a carburatori da 180 CV. Poco di tutto, visto con occhi odierni, mentre questa 3.0 CSL Hommage presentata da BMW al concorso d'eleganza di Villa d'Este è certamente tanta: fibra di carbonio in abbondanza e (si dice) un nuovo motore 3 litri con turbo assistito elettricamente, un sei in linea, come si evince dall'ascolto della messa in moto. Grazie a questo filmato messo su Youtube dallo user Marchettino possiamo darle una bella occhiata complessiva, interno con il volante stile F1 compreso (sperando di non dover fare troppe manovre). Ovviamente il look è una questione di gusti: io lo trovo gradevole ma un po' troppo arzigogolato. Sulla sua possibilità di produzione non c'è nulla di concreto, ma potrebbe dare l'idea per una nicchia di auto leggere e sportive. Sarei più interessato a cosa c'è sotto il cofano ma per quello occorre aspettare ancora.
30 maggio 2015
Omaggio alla CSL
La BMW 3.0 CSL era nata nel 1972 per le corse (la L sta pert leicht, leggera in tedesco): 130 kg meno della CSi, porte in alluminio, vetrature in plexiglass e motore a carburatori da 180 CV. Poco di tutto, visto con occhi odierni, mentre questa 3.0 CSL Hommage presentata da BMW al concorso d'eleganza di Villa d'Este è certamente tanta: fibra di carbonio in abbondanza e (si dice) un nuovo motore 3 litri con turbo assistito elettricamente, un sei in linea, come si evince dall'ascolto della messa in moto. Grazie a questo filmato messo su Youtube dallo user Marchettino possiamo darle una bella occhiata complessiva, interno con il volante stile F1 compreso (sperando di non dover fare troppe manovre). Ovviamente il look è una questione di gusti: io lo trovo gradevole ma un po' troppo arzigogolato. Sulla sua possibilità di produzione non c'è nulla di concreto, ma potrebbe dare l'idea per una nicchia di auto leggere e sportive. Sarei più interessato a cosa c'è sotto il cofano ma per quello occorre aspettare ancora.
Cyber Viper
Con questa SRT Tomahawk Vision Gran Turismo, FCA entra ufficialmente nel mondo di Gran Turismo®6. Un solo posto e sistema di trazione ibrido le caratteristiche principali, peraltro le uniche comunicate. Vedremo se ai byte seguirà davvero un hardware concreto, ergo la nuova Viper. Per ora bisogna accontentarsi del video teaser, con la promessa di maggiori dettagli a seguire.
29 maggio 2015
Reduce to the max
Negli Usa la tradizionale garanzia sulle parti meccaniche delle auto è stata sinora di 5 anni o 100.000 miglia, circa 160.000 km. Ma anche nel Paese dove le auto macinano più chilometri le cose cambiano e a Marzo GM ha deciso di ridurre la garanzia a 3 anni e 60.000 miglia, circa 96.000 km, quindi sostanzialmente di allineare la copertura ai valori vigenti in Europa. Per non essere da meno, FCA è quindi corsa ai ripari e ha annunciato che per i modelli 2016 adotterà le stesse condizioni per i prodotti Chrysler, Dodge, Jeep e Ram Truck, mentre per Fiat e Alfa le condizioni prevedono 4 anni e 50.000 miglia, circa 80.000 km. Vorrà mica dire che sono fatte peggio?
Volere... non sempre è potere
Certo, una RS6 è sicuramente moolto scattante, ma ha comunque dei limiti. Se n'è accorto a spese sue questo automobilista polacco di Poznan, che aveva appena ritirato l'auto per un test drive alla concessionaria e, facendo affridamento sui 560 CV e sullo 0-100 da 3,9 secondi, ha tentato di fare il galletto e di girare a destra con un tipica manovra da tamarro idiota, sorpassando l'auto ferma al semaforo rosso. Gli è andata male, perché appena fuori visuale c'era un tram, che notoriamente è tutto d'acciaio, ergo non cede di un millimetro. Spiace per l'auto ma certamente non per il guidatore, che tutto ciò se lo merita.
28 maggio 2015
Il mago del ghiaccio
A 86 anni è morto Erik Carlsson, il mitico pilota delle Saab degli anni '60, quelle vincitrici del RAC e di Monte Carlo tra il 1961 e il 1963. Un uomo di corporatura decisamente massiccia, tanto che sulle prime auto ufficiali Saab era stata ricavata una bombatura sopra il sedile di guida per evitargli la guida con la testa inclinata di lato. L'ho incontrato più volte durante alcune trasferte a Trollhättan, sede della storica azienda svedese ed era certamente di poche parole ma con un notevole senso dello humor e una determinazione che gli anni non avevano scalfito, per come portava avanti il suo ruolo di promotore del marchio. Ricordo che nel 1988 lo ebbi come istruttore nel mio primo corso di guida sul ghiaccio, su una 9000 equipaggiata con chiodi piramidali: arrivati in fondo al rettilineo a una velocità assurda mi spiegò che per frenare occorreva mettere l'auto di traverso. Inutile pestare sul pedale, ma necessaria l'alta velocità per innescare gli spostamenti dinamici; fui incantato dalla sua abilità, perché l'auto fece esattamente quello che voleva ma molto morbidamente, come senza sforzo. Altri tempi e altre auto, ma sicuramente un capostipite di quella che sarebbe poi diventata la scuola nordica dei rally, tra l'altro tra i primi a sviluppare la tecnica della frenata con il piede sinistro, necessaria sulle prime Saab da competizione con motore a tre cilindri a due tempi (non quella della foto, già equipaggiata con il V4 a quattro tempi) per evitare di alleggerire la pressione sull'acceleratore e tenere così in coppia il motore.
Il polso del comando
Tutto azionato dal proprio polso. Con la app Volvo On Call,
disponibile in ambiente Mac e Android, si può accedere alla connettività
tra lo smart watch e l'automobile e azionarne molte funzioni a
distanza, quali clima, apertura e chiusura delle porte, individuazione
della posizione della vettura, controllo del livello di carburante nel
serbatoio e del tempo/chilometraggio restante prima del prossimo tagliando. Un gadget
che può risultare utile per i distratti e i troppo impegnati, ma
che permetterà anche, con la prossima release, di inserire a distanza i
dati del percorso voluto sul navigatore. Il sistema si basa sull'interfaccia Sensus, che ha debuttato sulla nuova XC 90 e impiega una SIM installata sulla vettura che incorpora anche la funzione di servizio di emergenza, con chiamata alla centrale Volvo On Call manuale oppure automatica in caso di azionamento degli airbag.
23 maggio 2015
Audi punta sul sintetico
Il processo GTL (gas to liquid) è già in uso da tempo in Usa, ma viene utilizzato a partire dal gas naturale per ottenerne un gasolio sintetico e tende a sfruttare tutti i nuovi giacimenti di shale gas ottenuti per frattura profonda (e devastante) del territorio. I carburanti sintetici, però, possono anche essere ottenuti a partire da materie prime biologiche ed è proprio questa strada che ha scelto Audi per sviluppare la prima E-Benzin, un carburante totalmente sintetico composto unicamente da isoottano, il miglior idrocarburo per l'impiego nei motori e, incidentalmente, proprio quello la cui percentuale nelle normali benzine definisce il numero di ottano. La E-Benzin ha dunque 100 ottani e resiste ad alte compressioni, non contiene composti di zolfo o benzene e brucia quindi in modo molto pulito. Il processo di produzione è stato sviluppato con il partner francese Global Bioenergies, che nell'impianto di Pomacle produce il gas isobutene partendo da glucosio di origine vegetale. All'istituto Fraunhofer di Leuna, in Germania, l'isobutene è poi convertito in isoottano con un processo di riduzione, impiegando idrogeno ottenuto per elettrolisi con elettricità proveniente da centrali eoliche. L'impatto sull'ambiente è quindi basso ma non assente; è però in fase di realizzazione un nuovo processo per la produzione dell'isootano che impiega solo CO2, acqua, luce solare e idrogeno e che potrebbe ridurre a zero l'impatto realizzando un combustibile perfetto a costi accettabili per il mercato e molto vantaggiosi per l'ambiente. L'impianto di Leuna comincerà la produzione quantitativa nel 2016 mentre Audi intende sviluppare la distribuzione della E-Benzin a partire dalla rete tedesca.
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