28 maggio 2015

Il mago del ghiaccio



A 86 anni è morto Erik Carlsson, il mitico pilota delle Saab degli anni '60, quelle vincitrici del RAC e di Monte Carlo tra il 1961 e il 1963. Un uomo di corporatura decisamente massiccia, tanto che sulle prime auto ufficiali Saab era stata ricavata una bombatura sopra il sedile di guida per evitargli la guida con la testa inclinata di lato. L'ho incontrato più volte durante alcune trasferte a Trollhättan, sede della storica azienda svedese ed era certamente di poche parole ma con un notevole senso dello humor e una determinazione che gli anni non avevano scalfito, per come portava avanti il suo ruolo di promotore del marchio. Ricordo che nel 1988 lo ebbi come istruttore nel mio primo corso di guida sul ghiaccio, su una 9000 equipaggiata con chiodi piramidali: arrivati in fondo al rettilineo a una velocità assurda mi spiegò che per frenare occorreva mettere l'auto di traverso. Inutile pestare sul pedale, ma necessaria l'alta velocità per innescare gli spostamenti dinamici; fui incantato dalla sua abilità, perché l'auto fece esattamente quello che voleva ma molto morbidamente, come senza sforzo. Altri tempi e altre auto, ma sicuramente un capostipite di quella che sarebbe poi diventata la scuola nordica dei rally, tra l'altro tra i primi a sviluppare la tecnica della frenata con il piede sinistro, necessaria sulle prime Saab da competizione con motore a tre cilindri a due tempi (non quella della foto, già equipaggiata con il V4 a quattro tempi) per evitare di alleggerire la pressione sull'acceleratore e tenere così in coppia il motore.

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