23 dicembre 2014

Se 717 vi sembran pochi...



Non si è ancora depositata la polvere smossa dalla Dodge Challenger SRT Hellcat, che la Shelby American, divisione Usa Carrol Shelby International, famosa dalle Cobra in poi, spara una bestia da 862 CV. E' una Mustang, si chiama Signature Edition Super Snake, è basata sulla attuale generazione della GT 500 e ne faranno solo 50 su ordinazione, ma la lista si chiude a fine Gennaio. Si può scegliere tra coupé e  cabrio e l'equipaggiamento comprende ruote forgiate dedicate, il tuning del V8 con l'aggiunta di un compressore Kenne Bell, l'upgrade dei freni dietro e una serie di personalizzazioni estetiche del valore di pochi dollari ma che evidentemente tirano; il tutto per soli 44.995 $. Ma attenzione, questo è il costo della sola eleaborazione, cui occorre aggiungere quello di una GT 500, non meno di 55.000 $. Ah, dimenticavo: nel prezzo è compreso anche un track day su pista, con un mini corso di guida.Un pacco? Forse, ma non dimenticate che con circa 82.000 € vi portate a casa una bestia capace di dare la paga a buona parte delle supercar europee; non so se mi spiego.



22 dicembre 2014

Niente jap, siamo alfisti



Alfa Romeo e Mazda, rien à faire. Da tempo si parlava di una joint venture tra i due marchi per la rinascita della Spider Alfa, che avrebbe dovuto sfruttare la scocca della nuova MX-5: bene, pare si sia arrivati alla fine dei giochi, quantomeno valutando le affermazioni di Harald Wester, boss Alfa, in un'intervista rilasciata a CAR. Il responsabile del marchio dice infatti che la futura scoperta del Biscione sarà basata sulla nuova piattaforma Giorgio, quella della prossima Giulia a trazione posteriore nata internamente alla Casa che nulla ha a che fare con la scocca Mazda. L'accordo con i giapponesi rimarrebbe però valido in ambito Abarth, con una scoperta di quel brand in possibile arrivo. Al cambio di direzione avrebbe contribuito l'impegno preso dal ceo FCA Marchionne a produrre in Italia tutte le Alfa, mentre la spider comune sarebbe stata invece realizzata negli stabilimenti di Hiroshima della Mazda. Una buona notizia, se significa che almeno Alfa resterà a casa.



Il medio raggio secondo Musk











Associare il nome Tesla al settore elettrico viene da sé. Ma l'eclettico Musk non è soltanto ceo del brand produttore di auto, ma anche di SpaceX, azienda compartecipata con Paypal (!!), che ha lo scopo di inserirsi nel buco lasciato dalla NASA quando fu chiuso il programma Shuttle. SpaceX, nata nel 2002, offre lanci privati con il vettore Falcon e missioni con la navicella Dragon, un business potenzialmente miliardario e una possibile esclusiva se la NASA decidesse per un vettore nazionale invece degli attuali (e di assai poco successo) missili russi. Futuro ad ampio spettrro, quindi, che si estende pure a un sistema di trasporto terrestre ad alta velocità, chiamato Hyperloop, che sarebbe competitivo nel range entro i 1.500 km; il team dedicato allo sviluppo, infatti, ipotizza un futuro di aerei supersonici a lungo raggio che completerebbero il quadro del trasporto complessivo. Si tratta di un tubo nel quale l'aria è mantenuta a una pressione inferiore a quella atmosferica grazie a un sistema di pompe e atto a consentire a capsule contenenti 30-40 passeggeri di viaggiare a una veloctà vicina a quella del suono, attorno ai 1.100 km/h. Le capsule hanno un compressore azionato elettricamente tramite batterie nel frontale, che fornisce un flusso d'aria tale da formare un cuscino che elimina l'attrito tra la capusla e il tubo, oltre a contrìbuire al mantenimento della veloctà di crociera; accelerazioni e rallentamenti avvengono mediante motori lineari disposti lungo il percorso ogni 100 km circa. Il progetto, presentato già nel 2013, prevede un tratto iniziale tra Los Angeles e San Francisco, con l'opzione Los Angeles-Las Vegas, e i costi sono stratosferici: se infatti le navicelle non sarebbero più costose delle carrozze di un treno ad alta velocità, il tubo richiede invece almeno 15 milioni di dollari a chilometro, un budget difficilmente stanziabile di questi tempi. Certo è per questo che Musk ha dichiarato di non essere interessato tanto alla realizzazione pratica del progetto quanto al suo studio ingegneristico, ma l'idea rimene comunque brillante e, soprattutto, realizzabile, forse anche più del sistema a levitazione magnetica del treno che collega l'aeroporto di Shanghai.

20 dicembre 2014

Direttamente dalla pista





Si chiama SCG 003, acronimo di Scuderia Cameron Glickenhaus, ed è la personale idea dell'omonimo eclettico e ricco signore, che fa Jim di nome, di cosa debba essere una stradale estrema. La vettura, di cui è in giro il teaser che vi mostro, è in fase di collaudo finale alla guida di Nicola Larini, per debuttare in Marzo al salone di Ginevra. Dal sound si arguisce come sotto la scocca in carbonio ci sia una motore V6; di marca Honda, pare, per circa 500 CV. Dovrebbe essere un motore da corsa, come del resto molte altre componenti della vettura, rivisto e corretto dai tecnici di Cameron; la struttura ultraleggera dovrebbe poi compensare il gap prestazionale rispetto alle ipercar da 1.000 CV. Il prezzo, però è assolutamente in linea con queste ultime: un filo meno di 2.500.000 €.

19 dicembre 2014

Ricariche in salita










La ricarica è sempre (e ancora) il problema con la P maiuscola per le auto elettriche. E non solo per la scarsa diffusione degli impianti adatti allo scopo, ma anche per le difficoltà di connessione. Ecco perché Renault ha stretto un accordo con Scame Parre, azienda specializzata in connettori, destinato a offrire alla clientela elettrica soluzioni di ricarica più agevoli. Come la wall box da installare nel garage, che offre una potenza utile fino a 3,5 kW e consente ricariche a 16 A dalla normale rete domestica. Lo stesso prodotto è disponibile anche in versione da 2 kW per la Twizy, mentre se la collocazione è condominiale la centralina diventa intelligente, con lettore di carte di identificazione e sistema anti-estrazione della spina durante la ricarica; infine gli impianti fino a 22 kW di potenza per le aree pubbliche e la carica rapida. Un commento è dovuto: la storia ci ha insegnato che le soluzioni vincenti sono le più facili e intuitive e non credo oggi la trazione elettrica a batteria appartenga a una delle due categorie. Non tanto per i costi o le prestazioni, quanto per le continue difficoltà nell'uso quotidiano: esempio. Ho comprato la mia bella Zoe e torno a casa. Scopro subito che per caricarla devo avere una presa industriale nel box, con un impianto da 6 kW. Sapete che in Italia le utenze domestiche sono da 3 kW, sovraccaricabili del 10% fino a 3,3 kW e che da noi più consumi più paghi, ergo con i 6 kW la corrente costa più cara. Quindi sono già fregato, a meno che davanti casa non ci sia una presa pubblica (più rare dei diamanti). Ma mettiamo ci sia; devo collegarmici e per farlo devo essere identificato (per il conto ovviamente) con la mia bella tesserina. Che una volta su due non funziona. La faccio più semplice. Mi ricarico dalla normale presa del box; due possibilità. Primo, la rete del garage è la stessa di casa. Collego l'auto e appena entro nell'appartamento e accendo qualche luce salta l'interruttore di sicurezza, perché la corrente se la sta succhiando tutta l'auto. Oppure la corrente è condominiale. Allora mi collego ma non appena negli altri box accendono la luce, altro distacco. Con la coda di problemi alla prossima assemblea perché ho usato abusivamente una fonte pagata collettivamente. Insomma la vedo tutta in salita la strada delle ricariche in Italia. Last but not least: credete davvero che se le elettriche si diffondessero la corrente la paghereste alle stesse tariffe di oggi?

Bancarotta per la Spyker



Si direbbe che la Saab porti male. Sì, perché bene o male tutti quelli che hanno avuto a che fare con il brand svedese pirma o poi fanno una brutta fine. Stavolta è il turno della Spyker, la marca olandese nata 15 anni fa che nel 2009 aveva acquistato Saab da GM, che dal 2 Dicembre u.s. è ufficialmente fallita. Secondo Victor Muller, fondatore, si tratta soltanto di una battuta d'arresto, che permetterà nel prossimo futuro la rinascita del brand e lo sviluppo delle sue innovative idee, che oltre al settore delle elettriche sportive, si estendono anche al campo aeronautico con il progetto per un velivolo a propulsione elettrica. Auguri, anche perché i prodotti non erano niente male.



18 dicembre 2014

Un nuovo mito napoletano?









Questa la fanno a Napoli e forse, ora che Ferrari pare muova verso l'estero, spazio (commerciale intendo) ce n'è. Si chiama Puritalia 427, non fa mistero di ispirarsi alla AC Cobra (ma anche un po' alla BMW, dietro) della quale riprende anche la paternità del propulsore V8, Ford. Disponibile con il cinque litri bialbero per bancata in versione aspirata da 445 CV e 530 Nm e sovralimentata da 605 CV e 640 Nm, è realizzata in alluminio e pesa soltanto 1.150 kg, con una la ripartizione al 50% sui due assi. Considerato il passo di 2.601 mm, dai numeri si desume che con quest'auto i fasti dell'ingegner Romeo (il napoletano dell'Alfa) potrebbero venire rinverditi in un prodotto decisamente esuberante ed esclusivo, destinato a lasciare il segno. Il prezzo parte da 180 mila €, ma non potevate mica pensare che tanto ben di dio venisse via al prezzo di una Dacia, no? Comunque, tanto per chiarire la filosofia dietro il progetto, la dida di una delle foto del lancio cita : "Elettrico? No, grazie".




Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...