22 dicembre 2014
Il medio raggio secondo Musk
Associare il nome Tesla al settore elettrico viene da sé. Ma l'eclettico Musk non è soltanto ceo del brand produttore di auto, ma anche di SpaceX, azienda compartecipata con Paypal (!!), che ha lo scopo di inserirsi nel buco lasciato dalla NASA quando fu chiuso il programma Shuttle. SpaceX, nata nel 2002, offre lanci privati con il vettore Falcon e missioni con la navicella Dragon, un business potenzialmente miliardario e una possibile esclusiva se la NASA decidesse per un vettore nazionale invece degli attuali (e di assai poco successo) missili russi. Futuro ad ampio spettrro, quindi, che si estende pure a un sistema di trasporto terrestre ad alta velocità, chiamato Hyperloop, che sarebbe competitivo nel range entro i 1.500 km; il team dedicato allo sviluppo, infatti, ipotizza un futuro di aerei supersonici a lungo raggio che completerebbero il quadro del trasporto complessivo. Si tratta di un tubo nel quale l'aria è mantenuta a una pressione inferiore a quella atmosferica grazie a un sistema di pompe e atto a consentire a capsule contenenti 30-40 passeggeri di viaggiare a una veloctà vicina a quella del suono, attorno ai 1.100 km/h. Le capsule hanno un compressore azionato elettricamente tramite batterie nel frontale, che fornisce un flusso d'aria tale da formare un cuscino che elimina l'attrito tra la capusla e il tubo, oltre a contrìbuire al mantenimento della veloctà di crociera; accelerazioni e rallentamenti avvengono mediante motori lineari disposti lungo il percorso ogni 100 km circa. Il progetto, presentato già nel 2013, prevede un tratto iniziale tra Los Angeles e San Francisco, con l'opzione Los Angeles-Las Vegas, e i costi sono stratosferici: se infatti le navicelle non sarebbero più costose delle carrozze di un treno ad alta velocità, il tubo richiede invece almeno 15 milioni di dollari a chilometro, un budget difficilmente stanziabile di questi tempi. Certo è per questo che Musk ha dichiarato di non essere interessato tanto alla realizzazione pratica del progetto quanto al suo studio ingegneristico, ma l'idea rimene comunque brillante e, soprattutto, realizzabile, forse anche più del sistema a levitazione magnetica del treno che collega l'aeroporto di Shanghai.
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