17 dicembre 2024

Cybertruck vs rust

Alcuni possessori dell'off road di Tesla lamentano problemi di corrosione sulle fiancate dopo l'applicazione di pannelli magnetici.


Ricordate la DeLorean DMC-12, l'auto di Ritorno al Futuro? La sua peculiarità era di avere la carrozzeria realizzata in acciaio inossidabile e quindi di essere priva di verniciatura; il livello di finitura del metallo era tale da garantire un ottimo effetto estetico e di garantirne di durata nel tempo.
In tempi più recenti l'idea di un veicolo inossidabile è stata ripresa da Tesla con il Cybertruck, che alla robustezza vantata aggiunge, appunto, la resistenza alla corrosione.

Ma sembra che le cose non siano proprio così. Al di là dei claim emerge infatti un punto debole: i pannelli in acciaio inossidabile sono vulnerabili a ruggine e corrosione dopo essere stati sottoposti a un campo magnetico. Sul forum Cybertruck Owners Club, un utente, Nick (Cybertooth), ha raccontato di aver trovato corrosione sulla portiera del suo Cybertruck dopo aver rimosso un pannello pubblicitario magnetico lasciato per un mese.
Altri proprietari hanno segnalato problemi simili dopo aver posizionato magneti decorativi o pubblicitari e mentre alcuni minimizzano il problema, sostenendo che una lucidatura potrebbe risolvere, altri notano che ciò contraddice il marketing di Tesla, che promuove il Cybertruck come un veicolo indistruttibile e adatto a condizioni estreme.


Non sono a conoscenza di modifiche di struttura dell'inox ferritico (quello austenitico non è magnetico) a seguito dell'esposizione a un campo magnetico, ma se la corrosione c'è un motivo ci sarà. In ogni caso Musk aveva definito il Cybertruck "Il mezzo perfetto per sopravvivere all’apocalisse", ma l’esperienza dei proprietari suggerisce fragilità inattese e non di poco conto, visto il prezzo elevato del veicolo.

16 dicembre 2024

Troppa luce

Negli Usa Porsche sta richiamando le Macan elettriche perché i loro proiettori sono troppo luminosi.

Sono 2.941 le crossover Macan Electric oggetto del richiamo stabilito dalla NHTSA, l'ente federale per la sicurezza stradale. I loro fari sono troppo luminosi per gli standard Usa e questo può creare problemi agli automobilisti che provengono in senso opposto, abbagliandoli.
Il provvedimento riguarda le vetture costruite tra il 15 marzo e il 4 novembre 2024 e la correzione consiste nella riprogrammazione del software di controllo delle unità a Led che costituiscono i proiettori.


L'errore è stato corretto per i veicoli di produzione successiva; per le auto da controllare invece le concessionarie riprogrammeranno gratuitamente le unità di controllo dei fari, operazione da fare in officina poiché il problema, pur di solo software, non può essere risolto mediante un aggiornamento over-the-air.
Negli States la massima luminosità ammessa per i fari principali dei veicoli è più bassa di quella consentita nella UE e le auto interessate dal richiamo hanno ricevuto per errore una programmazione europea invece che americana.
Quindi, noi europei ci facciamo abbagliare oppure gli yankee guidano al buio?

13 dicembre 2024

Ancora Turbo?

La versione cattiva della Renault 5 elettrica si chiama 5Turbo 3E. Per fare breccia nell'automotive occorrono ancora i riferimenti old school tech...

La versione hot della nuova Renault 5, la Turbo 3E elettrica, sarà basata su una piattaforma su misura e utilizzerà una novità per un grande produttore, la soluzione dei motori integrati nelle ruote.
La vettura è una rivisitazione delle Renault 5 Turbo e Turbo 2 del passato e mostra un profilo racing sottolineato dai colori storici delle versioni rally all’inizio degli anni '80.

 

La trazione è posteriore come nell’antenata con la novità dei motori elettrici alloggiati nelle ruote posteriori, per una potenza complessiva di oltre 500 CV. La soluzione consente un controllo più preciso della coppia fornita da ciascuna ruota è ed fornita dallo specialista britannico Protean Electric.
Ovviamente, pur eliminando la necessità di un differenziale elettronico, i motori nei mozzi aumentano notevolmente le masse non sospese e rendono quindi meno pronta la risposta delle sopensioni, cosa avvertibile nella guida sportiva che una vettura di questo genere suggerisce.


Ovvia l'accelerazione bruciante, con lo 0 - 100 km/h in circa 3 secondi; Vmax non comunicata. Resta il fatto che ancora oggi per definire una sportiva, pure elettrica, occorra inserire nel nome il termine Turbo; del resto se lo fa Porsche...
Comunque, non pensiate sarà una sportiva abbordabile: il prezzo è atteso in oltre 100.000 €.

12 dicembre 2024

Cyberflop

Il più high tech dei fuoristrada in difficoltà a uscire dal parcheggio a causa di un piccolo strato di neve sul terreno.

Innarrestabile, un programma per ogni condizione stradale e meteo. Questi i claim del Cybertruck, l'off road di Tesla che grazie anche a video dimostrativi come quello dell'utente di X Cybertruck, promette di essere in grado di affrontare addirittura le più impervie difficoltà in modalità autonoma. 


Ma il diavolo sta nei dettagli e stavolta l'inghippo è la semplice strada innevata di una città del Quebec, con un Cybertruck colto dall'utente di Instagram coteaubeurre in difficoltà a uscire dalla posizione di parcheggio. Certo, il disegno dei battistrada conta e quelli del veicolo del video non sembrano artigliati. Ma con tutti i programmi cui dispone il mezzo, non potevano mettercene uno, automatico, tipo "Esci dal parcheggio"?


11 dicembre 2024

La prima

Prima Aston Martin a motore centrale ibrida plug-in. Il marchio britannico è pronto a competere sullo scenario delle supercar.

Una supercar con prestazioni da ipercar, così Aston Martin descrive la sua nuova auto, la Valhalla. Prevista per una produzione limitata a 999 unità, la vettura è dotata di un V8 biturbo ad albero piatto da 1.079 CV, con i turbo nella V dei cilindri e il carter secco.
Il sistema ibrido prevede tre motori, due all'avantreno che esercitano anche funzioni di torque vectoring e uno al retrotreno, integrato nel cambio a doppia frizione con 8 rapporti. La batteria di supporto lavora alla tensione di 400 V e ha una capacità di 6,1 kWh.


Presentata in veste di concept AM-RB 003 al salone di Ginevra 2019, insieme alla ipercar Valkyrie e alla Vanquish, la Valhalla si è evoluta poi notevolmente grazie allo sviluppo con il team di Formula 1 Red Bull Racing.
E il cambiamento più significativo riguarda proprio il propulsore, passato dal V6 ibrido del prototipo a una evoluzione del motore del V8 biturbo da 4,0 litri di origine AMG che equipaggia già Vantage e DB12, qui impiegato con il sistema di lubrificazione a carter secco delle GT Mercedes. Una rielaborazione del propulsore della AMG GT Black series, quindi.


La trasmissione del motore a combustione agisce sulle sole ruote posteriori tramite un differenziale a controllo elettronico e il motore elettrico agisce anche per il recupero energetico in rilascio, oltre a fungere pure da motorino di avviamento e da sincronizzatore attivo per il cambio DCT. In modalità a zero emissioni la Valhalla può funzionare fino a velocità di 129 km/h mediante i soli motori elettrici anteriori, ma Aston non ha rivelato quanto sia estesa l'autonomia in tali condizioni.


Tanta tecnologia imbarcata implica un peso non indifferente, la Valhalla pesa infatti 1.655 kg, pur con l'ampio uso della fibra di carbonio, il che determina un rapporto peso/potenza di 1,53 kg/CV, superiore, tanto per fare un paragone, alla recentissima Praga Bohema.
Da 240 km/h alla velocità massima la deportanza assicurata dall'aerodinamica è di 600 kg; l'alettone posteriore è parte del sistema attivo che incorpora un sistema di riduzione della resistenza aerodinamica ispirato alla F1 e una funzione di frenatura con la sua inclinazione massima. In stile Formula 1 anche le sospensioni anteriori con aste di spinta e ammortizzatori DTX Bilstein; quelle posteriori hanno la struttura multi-link con gli stessi ammortizzatori e barra antirollio. Freni in carboceramici, cerchi da 20" all'anteriore e da 21" dietro.


All'interno un selettore della modalità di guida con modalità Pure EV, Sport, Sport+ e Race e la possibilità di escludere il controllo di stabilità. L'impostazione è minimalista, con un volante quadrangolare e grandi palette del cambio; le finiture sono in carbonio forgiato ed è presente una coppia di schermi digitali per cruscotto e infotainment. 

La produzione inizierà nel secondo trimestre del 2025, alla fine di quella della Valkyrie.
Fatto salvo che per acquistarla occorreranno quasi 800.000 sterline, circa un milione di €, occorre assolutamente non essere superstiziosi, visto che Valhalla è il nome della sala dove si incontrava Odino dopo essere morti in battaglia,

10 dicembre 2024

Bohema on the road

Prima consegna per la ipercar realizzata nella Repubblica Ceca, che punta sulla leggerezza per garantire prestazioni da pista anche su strada.

Due anni fa le prime immagini della Praga Bohema, street legal nata dalla corsaiola R1. Ora il debutto vero e proprio con la prima auto realizzata della storica azienda ceca che ha il core business nella costruzione di auto da corsa. Lo sviluppo di questa auto è durato sette anni e il primo modello è stata consegnato venerdì scorso al suo proprietario in Olanda.

Della Bohema saranno realizzati solo 89 esemplari, numero scelto per celebrare l'89° anniversario della storica vittoria del brand nella 1000 Miglia della Cecoslovacchia del 1933. Le auto sono costruite artigianalmente al ritmo di 20 l'anno, ciascuna al prezzo di 1,43 milioni di euro, salito dunque rispetto agli 1,256 annunciati nel 2022.
Nei due anni trascorsi dal debutto non sono state fatte però altre modifiche di rilievo; così il propulsore, il V6 di derivazione GT-R con tuning by Litchfield a carter secco, eroga ancora 700 CV a 6.800 giri con coppia massima di 725 Nm. Anche il cambio sequenziale è lo Hewland del prototipo, con trazione alle ruote posteriori.

 
Il vero atout della Bohema è però il peso di 982 kg, appena un filo più di 100 kg rispetto agli 875 kg di una LMP1 per Le Mans e quasi paragonabile ai 798 di una F1.
Grazie alla costruzione in fibra di carbonio, il rapporto peso/potenza di 1,40 è a livelli motociclistici, quindi inferiore a quello della maggior parte delle supercar e persino a quello di alcune auto da corsa. Ecco allora lo 0-100 in 2,3 s (ma sul sito viene dichiarato sotto i 3,5 s) e una Vmax oltre i 300 orari. Praga afferma che la Bohema è in grado di staccare tempi sul giro pari a quelli di una vettura GT3 ma con pneumatici stradali, notevole risparmio se non economico di tempo, visto che così si può andare e tornare dalla pista con lo stesso treno.
Le sospensioni sono prive di automatismi adattivi e le ruote sono da 18" all'anteriore e 19" dietro, con freni carboceramici da 15 pollici. Per tenere a terra un'auto così leggera, il carico aerodinamico ha un ruolo rilevante: a 250 km/h è di ben 900 kg.



L'interno è corsaiolo e anche un po' aeronautico, con rivestimenti in Alcantara e finiture in pelle, un ambiente insieme lussuoso e professionale adatto al controllo della vettura. Confermata anche la borsa su misura per l'alloggiamento nella parte posteriore sinistra della vettura.

09 dicembre 2024

Ancora più élite

Mercedes prosegue nella sua politica di creare modelli esclusivi e in serie limitata con la prima vettura della serie Mythos.

Sabato ha debuttato in occasione del Gran Premio di F1 di Abu Dhabi la Pure Speed, primo modello della serie Mercedes-Benz Mythos, una speedster ispirata alla AMG SL. L'auto, la cui produzione è limitata a 250 unità, era stata mostrata in anteprima a maggio come concept.
Completamente priva di tetto e parabrezza, come la SLR McLaren Stirling Moss di oltre un decennio fa, dispone 
un sistema di protezione halo simile a quello della F1, realizzato però in acciaio anziché in carbonio; due roll bar rigidi, nascosti sotto gli spoiler aerodinamici, completano la dotazione di sicurezza.


Piccoli deflettori guidano il flusso d'aria sopra le teste di conducente e passeggero, ma i caschi resano comunque obbligatori; AMG li offre abbinati a un sistema di comunicazione associabile agli smartphone. Un telo dedicato protegge l'abitacolo dagli elementi.


La PureSpeed ​​sui basa sulla SL 63, con il V8 biturbo da 4,0 litri e 585 CV e la trazione integrale. La trasmissione si basa sul cambio automatico a 9 velocità AMG, privo di convertitore in favore di una frizione a bagno d'olio. Sterzatura posteriore, sospensioni attive con
sollevamento delle anteriori per evitare collisioni del sottoscocca e freni carboceramici fanno parte della dotazione di serie; cerchi da 21".


All'interno finiture su misura e un orologio personalizzato IWC; il sistema audio è un Burmester a 15 altoparlanti e sulla console centrale c'è una placca con il numero di produzione del veicolo.

Mercedes non ha diffuso il prezzo della vettura.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...