Non è affatto vero che il passaggio alle elettriche migliori le condizioni ambientali. Nessuna riduzione nella CO2 emessa, mentre nuovi tipi di inquinamento andranno ad aggiungersi al conto esistente.
Che l'ambiente sia inquinato lo sappiamo tutti; di chi sia però la colpa è oggetto di discussioni. Attribuirlo all'Uomo con impeto da tragedia greca non muove di un millimetro la situazione, anche perché il genere umano si trova da sempre in trend evolutivo e l'unico modo attualmente conosciuto di implementare l'evoluzione si chiama tecnologia.
Colpa della tecnologia dunque, che per quanto evolva non riesce a farlo in sintonia con l'ambiente. Ma come potrebbe essere altrimenti, visto che tutte le nostre esigenze sono in contrasto con il mondo che ci circonda. Nessuno accettererebbe di passare l'inverno alla stessa temperatura dell'ambiente esterno, nessuno (beh qualcuno c'è, a dire il vero) vorrebbe muoversi alla velocità del proprio passo o al massimo a quella di un cavallo, nessuno deciderebbe di tornare agli schiavi come alternativa all'uso dei motori.
Quindi ogni variante suggerita dalla lobby di turno non fa che spostare
il destinatario delle modifiche ambientali, magari inaugurando il trend
negativo in un settore ancora risparmiato dalle conseguenze delle
tecnologie in uso al momento
E' esattamente quello che sta succedendo
con il passaggio alle auto elettriche. Se dal punto di vista delle
unità di trazione la semplificazione e la maggiore efficienza sono
tangibili, analizzando la procedura di costruzione delle batterie, o
meglio la reperibilità delle risorse a essa necessaria, si scopre tutto
un nuovo mondo di inquinamento e devastazione ambientale.
Solo che non si vede, almeno dalle nostre parti, perché, come per la produzione di CO
2 , si delocalizza il luogo in cui si fanno i danni; nello specifico le miniere estrattive delle materie prime per gli accumulatori.
La premessa che i veicoli a batteria siano migliori per l'ambiente è
dunque minata dalle segnalazioni di gravi danni ambientali. Le miniere di litio
richiedono circa
9 milioni e mezzo di litri d'acqua per produrre una
singola tonnellata di materiale e contaminano le
vicine fonti. Nella miniera di Ganzizhou Rongda, in Tibet questo ha decimato la fauna locale e reso
tossici i pozzi di acqua potabile nelle vicinanze.
Anche l'estrazione del nichel non è priva di rischi; il metallo proveniente dai solfuri dà luogo a
grandi rilasci di anidride solforosa, fortemente cancerogena, mentre i materiali di scarto sono scaricati direttamente nei corsi d'acqua,
rovinando i fiumi e decimando le barriere coralline. La situazione è peggiorata così tanto che nel 2017 nelle Filippine sono state
chiusi oltre una dozzina di impianti per i problemi ambientali.
E
ci sono altre cattive notizie con il cobalto. L'esposizione prolungata alle polveri è
estremamente pericolosa per le persone e causa malattie polmonari. Inoltre la Repubblica
Democratica del Congo, primo esportatore, tende a
utilizzare bambini lavoratori per estrarlo dal suolo. Si
presume che decine di migliaia di bambini lavorino quotidianamente nelle
miniere di cobalto, secondo Amnesty International. Infine, come se tutto ciò non
bastasse, sono emerse nuove preoccupazioni riguardo alla ricchezza di
uranio della regione. Sono stati registrati livelli
di radioattività allarmanti in alcune regioni minerarie e dato che come al
solito i rifiuti finiscono per essere scaricati nei corsi d'acqua la contaminazione radioattiva diventa un fenomeno crescente.
Quindi smettiamola con il claim delle auto elettriche rispettose dell'ambiente. Semplicemente non è vero e prima ce ne rendiamo conto, meglio è.