La transizione ecologica è sempre più all'insegna di un inquietante distacco dal mondo reale. E proprio in campo auto le contraddizioni sono più evidenti.
A furia di parlare di metaverso sembra che ormai il mondo abbia perso il senso della realtà. Solo così si spiega (malafede e lobbismo a parte) l'incessante propaganda di tecnici e politici che si affanna a disegnare un mondo ideale che esiste solo sui server dei provider, quelli che, tra l'altro, sono i maggiori assorbitori di energia elettrica del pianeta.
Così accade che solo pochi giorni dopo l'annuncio da parte del CARB, California Air Resources Board, del piano per vietare i motori a combustione interna entro il 2035, il governatore Gavin Newsom dichiari lo stato di emergenza per il sovraccarico della rete elettrica. Ai californiani viene ora chiesto di razionare il loro consumo di energia e nello specifico ai proprietari di BEV di astenersi dal caricarli.
E' del tutto ovvio come si sia di fronte a un assurdo. Gli ambiziosi obiettivi energetici dello stato iniziano a sembrare insostenibili con l'ultima ondata di caldo. Mega siccità significa meno megawatt, ha detto il governatore in riferimento ai recenti problemi con l'energia idroelettrica. Ma nessuno sembra offrire soluzioni valide a quello che in definitiva è un problema di pianificazione delle infrastrutture. Incoraggiando le persone a ridurre il loro consumo di energia, la California ha meno possibilità di subire altri blackout, ma questo non è certo un buon viatico per i veicoli elettrici negli anni a venire.
L'aumento del consumo energetico globale è scontato. A meno che il mondo intero non decida di iniziare a snobbare i comfort moderni, aria condizionata, televisori, acqua calda, lavatrici, oppure decida di costruire centrali nucleari, semplicemente non ci sarà una produzione di energia sufficiente per i veicoli completamente elettrici. E di fatto il mondo potrebbe già trovarsi su una traiettoria in cui i vantaggi finanziari nel possedere un veicolo elettrico evaporeranno nei prossimi anni se i prezzi dell'elettricità non si stabilizzano subito. Con il trend in crescita dei costi dell'energia e delle batterie nessuno sano di mente vorrà comprare un'auto elettrica se ciò significa meno mobilità a costi maggiori.
Così accade che solo pochi giorni dopo l'annuncio da parte del CARB, California Air Resources Board, del piano per vietare i motori a combustione interna entro il 2035, il governatore Gavin Newsom dichiari lo stato di emergenza per il sovraccarico della rete elettrica. Ai californiani viene ora chiesto di razionare il loro consumo di energia e nello specifico ai proprietari di BEV di astenersi dal caricarli.
E' del tutto ovvio come si sia di fronte a un assurdo. Gli ambiziosi obiettivi energetici dello stato iniziano a sembrare insostenibili con l'ultima ondata di caldo. Mega siccità significa meno megawatt, ha detto il governatore in riferimento ai recenti problemi con l'energia idroelettrica. Ma nessuno sembra offrire soluzioni valide a quello che in definitiva è un problema di pianificazione delle infrastrutture. Incoraggiando le persone a ridurre il loro consumo di energia, la California ha meno possibilità di subire altri blackout, ma questo non è certo un buon viatico per i veicoli elettrici negli anni a venire.
L'aumento del consumo energetico globale è scontato. A meno che il mondo intero non decida di iniziare a snobbare i comfort moderni, aria condizionata, televisori, acqua calda, lavatrici, oppure decida di costruire centrali nucleari, semplicemente non ci sarà una produzione di energia sufficiente per i veicoli completamente elettrici. E di fatto il mondo potrebbe già trovarsi su una traiettoria in cui i vantaggi finanziari nel possedere un veicolo elettrico evaporeranno nei prossimi anni se i prezzi dell'elettricità non si stabilizzano subito. Con il trend in crescita dei costi dell'energia e delle batterie nessuno sano di mente vorrà comprare un'auto elettrica se ciò significa meno mobilità a costi maggiori.
La California, ma anche tutti gli stati occidentali, devono assolutamente capire come gestire questo problema prima della pretesa diffusione dei BEV. In caso contrario ci sarà la débacle di un'industria automobilistica che apparentemente ha messo tutti suoi atout sull'elettrico, ma potrebbe anche tramontare l'orizzonte di qualsiasi vantaggio ambientale concreto.



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