15 ottobre 2019

Manovre a rischio con la I-Pace









Vi ricordate il test dell'alce? Sì, quello che nel 1997 mise in crisi nera la Mercedes con Classe A e smart, in pratica la prova di evitamento di un'ostacolo improvviso, che fuori dalla Scandinavia e meno aulicamente potrebbe essere semplicemente un pedone che attraversa la strada all'improvviso. Beh, a volte ritornano. Un sito spagnolo km 77, ha organizzato il test su un circuito di prova con la Jaguar I-Pace e il risultato, ben lungi comunque dal giungere al ribaltamento come nel caso citato, non è ottimale quanto a sicurezza. Qui il problema nasce dall'ESP, proprio quello che invece risolse il problema per la Classe A. In seguito alla manovra improvvisa, infatti, il controllo di stabilità interviene agendo con forza sulla ruota anteriore esterna alla prima curva percorsa dall'auto, quella di evitamento dell'ostacolo, bloccandola per qualche metro. Ciò determina però un sottosterzo che riduce l'efficacia della successiva sterzata, quella di rientro in corsia, con il rischio di un frontale, seppur offset, con chi proviene in senso contrario. Un risultato non ottimale, quindi, anche se la massa delle batterie nel pianale conferisce una notevole stabilità complessiva alla scocca, che non mostra rollio né perde aderenza al retrotreno. In effetti è proprio il peso elevato, 2.208 kg, il problema: gli pneumatici devono contrastare una notevole inerzia e le azioni dell'Esp devono essere molto incisive per determinare i momenti voluti dalla centralina di controllo. Non è quindi soltanto una questione di tarature, ma di masse in gioco. Un problema da tenere in debito conto con il salire delle prestazioni; a questo proposito sarebbe interessante esaminare i risultati del test su Tesla e Porsche.

14 ottobre 2019

E' anglo-svedese l'elettrica low cost





















La Svezia è un grande Paese con pochi abitanti ma un consolidato know how in campo auto e una naturale vicinanza allo UK. Non c'è da stupirsi quindi che progetti di automobili innovative come la Uniti One nascano in Scandinavia ma vengano realizzati in Inghilterra; nel caso specifico le sedi sono Lund e lo stabilimento di Silverstone Park, quella del GP. La Uniti One apre la strada dell'elettrico low cost dato che nel Regno Unito ne è prevista la vendita a poco più di 15.000 sterline, circa 17.000 euro al cambio odierno (comprendendo però la sovvenzione governativa). Della Uniti One sono previsti diversi livelli di allestimento: le entry-level da 12kWh hanno un'autonomia di 155 km, che salgono a 300 con l'opzione da 24kWh. La
batteria più grande può essere caricata dal 20% all'80% in 17 minuti con una colonnina da 50 kW; ne occorrono solo 9 con l'accumulatore più piccolo. La trazione viene da un motore da 68 CV che agisce sulle ruote posteriori e la vettura raggiunge i 120 km/h, mentre copre lo 0-100 in 9,9 s e lo 0-50 in 3,3; il peso è di 600 kg e lo spazio per i bagagli di 155 litri, che salgono a 760 ribaltando i sedili dietro. L'abitacolo
(che ricorda il taxi di Total Recall) accoglie tre persone con il guidatore in posizione centrale; il volante è affiancato da due touchscreen gestiti da AndroidAuto e controllano la maggior parte
delle funzioni. La direzione di marcia si
seleziona con singoli pulsanti sul cruscotto. Niente
chiave, si usa un'app sullo
smartphone. La società ha già all'attivo 3.000 ordini, bloccati con una caparra di 149 sterline, meno di 170 euro. Consegne dall'anno prossimo; speriamo non faccia la fine della Dyson car.

11 ottobre 2019

So long Dyson!







Ne ho parlato più volte e sembrava una sorta di imprinting della new age dell'automobile: l'ingresso dei produttori di elettrodomestici nell'automotive, ergo James Dyson e la sua auto elettrica.

Beh, nulla, abbiamo scherzato. Dyson ha ufficialmente chiuso ieri il suo programma di sviluppo. L'annuncio è stato fatto direttamente dal tycoon che ha ammesso la débacle dell'intero progetto pur riconoscendone innovatività e brillantezza delle soluzioni; non è stato possibile trovare una via remunerativa per realizzare l'automobile, dato che (e questo si apprende solo ora) nessuno dei possibili acquirenti/realizzatori cui l'idea è stata offerta si è fatto avanti per industrializzare la Dyson car. Ne consegue che il progetto da oltre 3 miliardi di euro verrà abbandonato e resta da vedere a quanto ammonteranno le perdite, sicuramente consistenti. Dyson ha lasciato comunque una porta aperta, affermando che è disposto a mettere sul mercato i risultati degli studi e dei progetti portati avanti nel campo di motori e accumulatori con eventuali licenze di produzione, ma si tratta di pure ipotesi.

Le stesse ipotesi che attendono a livello occupazionale molti dei 500 addetti assunti per la startup, la maggior parte dei quali si trova in Gran Bretagna e non ha a propria disposizione un terreno fertile visto l'incombere della Brexit a fine mese.

Fanatismo e perdita del senso della realtà





Non mi occupo di politica e non intendo farlo nemmeno oggi. Non entrerò quindi nel merito delle scelte che hanno portato al decreto che stanzia (scarsi) fondi per l'ambiente, ma desidero fare un commento sulla logica che a quanto pare vi sta alla base.



Pare (perché in Italia le cose sono sempre mobili e fino all'ultimo momento possono cambiare), pare dunque sia previsto un contributo fino a 1.500 euro per chi decida di rottamare la sua auto inquinante, tipo una Euro 3 Diesel. Poco, ma è qualcosa. Ma la sorpresa viene su cosa sia concesso fare con quel denaro: abbonamenti a mezzi pubblici o acquisto di biciclette, anche elettriche (sempre pare, bontà loro). Ah, dimenticavo. Tutto questo solo per chi abita in zona inquinate. Quindi se per disgrazia o per una generosa corrente d'aria costante (il cambiamento climatico può dare sorprese)  l'aria del tuo comune si ripulisce, nisba.



Non ho parole. Secondo chi ha impostato la norma, un'auto pur vecchia ma, penso, visto che la usi ancora, funzionante, è equivalente a una bicicletta. A parte il numero di persone a bordo, la protezione dagli agenti atmosferici, la velocità di spostamento, il paragone mi sembra psichiatrico. Non hai soldi per cambiarla con una elettrica la tua macchina? Beh, visto che sei un pezzente vai a piedi (pardon con i mezzi pubblici), oppure in bici. Ti abbiamo dato un'alternativa valida. Facile farsi i 40 km che ti separano da posto di lavoro pedalando o cambiando 4 autobus (tipicamente Euro 0) all'andata e al ritorno, un'alternativa virtuosa. Lo fai per l'ambiente, devi essere felice. Se poi per prendere il mezzo ti tocca spendere il triplo di quanto spendevi l'anno prima perché hanno aumentato oltremodo i costi o aggiunto in modo coatto servizi che a te non servono ma devi pagare lo stesso stesso non importa. E' per il pianeta.



E, sempre per il pianeta, ci sono rumors dell'attribuzione del premio Nobel per la pace a Greta Thunberg.



Dove sono gli extraterrestri? Vorrei fare una domanda di asilo ambientale da loro.

10 ottobre 2019

La prima Suv compatta di Cadillac























La Cavauto, importatore italiano del marchio, ha presentato a Milano la nuova Cadillac XT4, Suv compatta “premium" che sancisce il debutto del marchio americano in un segmento di mercato in costante crescita. Le vendite inizieranno dalla prossima primavera. Lunga 4 metri e 60 cm ha linee in stile yankee con interni spaziosi e ben dotati, mentre la meccanica si distingue per la presenza di un nuovo 2 litri td da 174 CV e 381 Nm di coppia sviluppato a Torino nel centro della GM Global Propulsion System. Nel secondo semestre del 2020 sarà disponibile anche la versione con motore 2 litri turbo a benzina, già in vendita negli Stati Uniti. Due gli allestimenti previsti per l'Italia: la Launch Edition e la Launch Edition Sport. Nel primo caso si tratta di una trazione anteriore con cerchi da 18 pollici, griglia frontale cromata, barre sul tetto e interni in pelle. La seconda si differenzia per i cerchi in lega da 20 pollici; volante sportivo; pedaliera in alluminio e fari anteriori a LED. La Launch Edition Sport è disponibile con trazione anteriore o integrale AWD, mentre nella dotazione ci sono  per il controllo adattivo della velocità, con funzione stop & go, e l’head-up display a colori. Di serie i più importanti sistemi ADAS di sicurezza: riconoscimento della segnaletica stradale, sistema di mantenimento della carreggiata,  segnalazione acustica attraversamento pedoni, frenata assistita, sedile guidatore con dispositivo Safety Alert (in caso di pericolo il sedile vibra nella direzione dalla quale proviene il pericolo stesso). Quanto al comfort ci sono sedili anteriori e posteriori riscaldabili automaticamente; volante riscaldabile e un nuovo sistema di controllo tattile per la selezione e l’utilizzo dei sistemi infotainment. Entrambe le versioni sono dotate di telecamera con visione a 360°, sistemi di ausilio al parcheggio in parallelo e perpendicolare, sistema di infotainment e assistenza Cadillac User Experience con navigazione 3D integrata. La garanzia è di 3 anni o 100.000 km. In Italia i prezzi di Cadillac XT4 Launch Edition e Cadillac XT4 Launch Edition Sport partono, rispettivamente, da 44.990 euro e 49.290 euro. Buona fortuna dunque a questa new entry che si troverà a fronteggiare rivali del calibro di Audi, BMW,  Mercedes e Volvo. Un compito non proprio facile anche pensando all'offerta delle rivali che si stanno attrezzando per la massiccia offensiva a cui stiamo assistendo in chiave ibrida e elettrica. Offerta che, al momento, manca del tutto alla Cadillac.

09 ottobre 2019

I nuovi sedili a liquido di Tesla





Una volta erano dotazione esclusiva dell'alto di gamma, poi si sono diffusi anche su vetture di minor costo. Parlo della climatizzazione dei sedili, di riscaldamento e ventilazione. Non sono due sistemi connessi tra loro: il primo è infatti attuato in genere mediante resistenze elettriche annegate tra seduta e schienale, mentre il secondo richiede condotti che inviino l'aria dall'interno verso l'esterno del sedile, ove può fuoriuscire dai fori sul rivestimento. L'efficienza di quest'ultimo, in particolare, è piuttosto ridotta, perché innanzitutto l'aria non passa dove il corpo preme sul sedile oltre al fatto che il gradiente di temperatura non può che essere ridotto, anche usando aria proveniente dal climatizzatore, dato il limitato coefficiente di scambio termico.



Tesla ha presentato invece una serie di brevetti per un nuovo e assai più efficace sistema di climatizzazione dei sedili, che agisce tramite la circolazione di un liquido attraverso tubazioni interne all'imbottitura e garantisce maggiore efficacia sia nell'aumento sia nell'abbassamento della temperatura. Il sistema è ovviamente assai più complesso, anche perché richiede protezioni antiforatura per le tubazioni e forse anche un impianto specifico, ma potrebbe davvero cambiare il concetto di comfort in auto, prevedendo la possibilità di una vettura climatizzata nel suo complesso già prima di salirci. Resta da capire se il progetto implichi o meno uno scambio di ruoli con il circuito di riscaldamento/raffreddamento degli accumulatori, cosa che rappresenterebbe una brillante implementazione ingegneristica e potrebbe evitare l'aggravio di peso di un circuito separato. Resta comunque un'idea brillante e nuova, che potremmo vedersi diffondere rapidamente anche presso altro costruttori.

Un altro passo alpino per Alfa









Ah il Tonale, ci sono andato a sciare per tutta la mia giovinezza dato che avevamo una casa a Ponte di Legno. Continuando la filosofia dei passi alpini, dunque, la nuova Suv media Alfa Romeo si chiamerà così e possiamo vederla in anteprima perché le sue immagini sono sfuggite (ad arte) da una linea di pre-produzione. Nel design definitivo ci sono modifiche rispetto alla concept mostrata a Ginevra. Nella parte anteriore la divisione tra cofano e paraurti è cresciuta adattandosi ai fari più convenzionali; anche il lunotto è cresciuto di dimensione, mentre i gruppi ottici posteriori sono più spessi. Le proporzioni complessive rimangono però le stesse. Si pone sul segmento di BMW X1 e Audi Q3, sarà la prima Alfa a offrire tecnologia ibrida plug-in e dovrebbe aiutare il marchio a raggiungere l'ambizioso obiettivo di vendita di 400.000 vetture l'anno (nel 2018 circa 150.000 !!). Il marketing punta molto su quest'auto, ma una politica di presentazioni nel vuoto non aiuta a dare corpo a un brand che invece di interesse a spot necessiterebbe di un rilancio corposo di modelli e capitale. Alfa non ha fornito dettagli sulla potenza del sistema, ma il PHEV Renegade rivelato a Ginevra dalla consociata Jeep presentava un propulsore da 240 CV, quindi il trasferimento di tecnologia dovrebbe prevedere questo gruppo con una probabile trazione anteriore. La presentazione ufficiale dovrebbe avvenire a metà 2020, con le prime consegne per fine anno; la gamma motori dovrebbe comprendere anche modelli con motore Diesel.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...