16 settembre 2019
Le elettriche non bastano
Che le elettriche siano una bolla di sapone non è solo mia opinione. Al salone di Francoforte l'ad del gruppo Peugeot Tavares ha detto chiaramente che lo sviluppo elettrico è una diretta conseguenza della nuova legislazione europea in materia di emissioni, ma non basta nemmeno a mitigare il problema CO2. La domanda di auto elettriche da parte del mercato resta minimale a causa dei problemi di autonomia e ricarica, oltre al prezzo elevato che le relega in un ambito di nicchia a non più dell'1,5% del totale EU. Contemporaneamente il risultato della pressione anti-Diesel a favore delle auto a benzina si estrinseca nella crescita a 120,4 g/km nella media europea di emissione, un incremento di 2 g, ponendo fine così a un decennio di discesa dei valori. Non dimentichiamo comunque che l'auto è responsabile solo per il 30% delle emissioni di gas serra. Il continuo inasprimento delle norme su questo settore non modifica significativamente il quadro generale se non si agisce anche altrove, ma sembra che alla UE non lo sappiano e si continua a colpire il capro espiatorio battendo la gracassa a favore di una opinione pubblica disorientata.
In effetti a Brussel sembrano sordi e la risposta da parte del parlamento in aprile è stata quella di un inasprimento dei limiti per il 2030, con un ulteriore taglio del 37,5% dei valori ammessi, fissati attorno a 60 g/km. La faccenda potrebbe avere conseguenze drammatiche per tutto il mondo automotive in termini di margini e dunque di occupazione. Herbert Diess, ad del gruppo VW, che con la sua scelta elettrica guida attualmente quella che sembra sempre più essere una svolta obbligata ma priva di senso della realtà, ha detto che dal 2025 persino la up! diventerà antieconomica da produrre. E la prospettiva di avere il 50% delle proprie auto a zero emissioni nel prossimo decennio è poco credibile operativamente.
Si stima che l'investimento in infrastruttura debba portare per il 2030 ad almeno 2 milioni 800mila punti di ricarica sul territorio dell'Unione, a fronte dei meno di 145.000 attuali, peraltro collocati tutti tra Germania, Francia, Olanda e UK. Un investimento colossale del quale la UE per ora non si occupa e a sostegno del quale, per larga parte dei Paesi membri, mancano le risorse. L'unica nazione (extra UE) con il 45% di auto elettriche è la Norvegia, ma il reddito pro-capite di quei cittadini è più che doppio rispetto alla media europea e ancor più rispetto ai Paesi mediterranei.
Se dovrà spettare ai singoli prendersi carico in ambito economico della svolta a emissioni zero non si capisce quindi perché si debbano mantenere le strutture istituzionali europee e non al loro posto a drenare ancor più risorse che sarebbero utili per svolgere tali compiti in un contorno più efficace. La svolta elettrica richiede dunque una scelta di campo epocale, che richiede a sua volta una presa di coscienza profonda e decisioni difficili ma (forse) necessarie. Certo, ma solo se vogliamo fare sul serio.
Cura ricostituente per il V8 AMG
Dopo avere messo mano ai suoi 4 cilindri facendo loro raggiungere la più elevata potenza specifica per motori di produzione, AMG mette ora le mani sui suoi magnifici V8. Si tratta di interventi meno radicali di quelli messi a frutto sui fratelli minori, che dovrebbero vedere la luce con le Black Series della GT, le versioni tradizionalmente più cattive delle sportive della stella. La potenza dell'otto cilindri biturbo di 4 litri dovrebbe così superare i 700 CV, ristabilendo le proporzioni con le concorrenti Porsche GT2 RS e McLaren 720S. Le modifiche riguardano pistoni e taratura dei turbocompressori, mentre la vettura avrà sospensioni regolabili ma comunque rigide e con una taratura specifica per l'uso su pista e usufruirà di un alleggerimento grazie all'impiego di elementi in fibra di carbonio, mentre l'aerodinamica sarà adeguata alla nuova velocità massima, che dovrebbe superare di slancio i 318 orari dell'attuale R. Lo sviluppo delle versioni pure a benzina scorre in parallelo a quello della prossima elettrica del marchio, che dovrebbe vedere la luce entro qualche anno sulla scorta dell'esperienza fatta dal 2013 con la SLS Electric Drive. AMG assicura però che non è previsto il passaggio completo alle auto a batteria: i motori a combustione resteranno sempre parte integrante del dna di Affalterbach.
13 settembre 2019
Suonovelox
Tra le norme del codice della strada spesso disattese c'è quella relativa al rumore prodotto dal mezzo, che deve sempre rientrare nei parametri di omologazione anche dopo anni d'uso. Una volta sulle auto erano le marmitte a dare forfait, ma da quando si usano quelle in accaio inox la maggior parte non produce più fracasso o almeno non involontariamente, a parte certe supersportive (italiane comprese). Il desiderio animale di far rumore è legato all'infanzia, quando si metteva una carta da gioco sulla bicicletta per simulare un motorino e in teoria dovrebbe scemare con la crescita. Ma capita anche che la specie involva puttosto che evolvere ed eccoci a chi gode nel mostrare acusticamente quel che in altri campi langue. Tutto ciò con le auto.
Con le moto è invece più diffuso sostituire la marmitta originale con una che magari non ti dà nemmeno un cavallo in più, ma in compenso gratifica il tuo ego non sviluppato; pratica comune in tutta Europa. Ma in Francia, Paese con il triste primato del numero di autovelox sul territorio, hanno deciso di mungere anche questo settore: ecco perciò l'installazione a Villeneuve-le-Roi, comune nei dintorni del principale aeroporto parigino, del primo suonovelox, dispositivo che sanziona i fracassoni.
Una serie di microfoni individua il suono eccessivo, lo segue e registra una traccia di movimento che individua con precisione il responsabile. Poi foto e solita trafila degli autovelox, con la multa che arriva a casa. Secondo Didier Gonzales, sindaco del paesino francese, il rumore avvelena l'ambiente urbano tanto quanto le emissioni e occorre porvi rimedio. Non mi sento di dargli torto; d'altronde l'idea è brillante e, fatto non secondario, apre un nuovo cespite per le aministrazioni del Vecchio continente. Attendiamoci dunque una diffusione virale del suonovelox, quindi occhio alla marmitta.
12 settembre 2019
Fiat 500X Sport, quel pizzico di brio che non guasta mai
La gamma della Fiat 500X cresce con la nuova versione Sport presentata in queste ore alla stampa italiana. Le sue credenziali dicono che si posiziona al top della gamma 500 X grazie al motore FireFly Turbo 1,3 litri che eroga 150 CV di potenza e 270 Nm di coppia. Un pacchetto votato al dinamismo cui si abbinano il differente setting delle sospensioni, l'assetto più basso, la diversa taratura dello sterzo e i nuovi cerchi da 19" con pneumatici 225/40. La livrea in tinta Rosso Seduzione accentua l'indole dinamica di questo modello che si distingue tra l'altro per i dettagli grigio titanio quali le maniglie o gli inserti sul paraurti anteriore, mentre non mancano le minigonne, gli archi sui passaruota in tinta carrozzeria e il doppio terminale di scarico cromato. Qualche modifica in chiave quasi racing anche negli interni Velocità massima prossima ai 200 km/h e 9,1 secondi nello scatto da 0 a 100. Prezzi a partire da 24.250 euro e primi esemplari già in consegna. Meno male che a Torino, qualche volta, si ricordano ancora delle proprie radici rispolverando un pizzico di sana sportività anche per il marchio Fiat. Un tempo erano operazioni quasi di routine....
Il record dei richiami è GM
Il richiamo delle vetture è un evento non così raro, una eventualità costosa per le Case ma che da un lato consolida anche la loro immagine. Inoltre è spesso una scelta obbligata poiché occorre seguire le indicazioni dei diversi enti di controllo. Ma il recente richiamo in corso da GM negli Usa ha dimensioni davvero colossali: i veicoli interessati sono infatti addirittura 3,46 milioni, tra Cadillac Escalade, Chevrolet Silverado, Chevrolet
Suburban, Chevrolet Tahoe, GMC Sierra e GMC Yukon prodotti tra il 2014 e il 2018. Il problema riguarda il servofreno a depressione ed è emerso a seguito dell'incidente di una coppia nel 2018, che ha avviato un 'inchiesta da parte dell'NHTSA, l'ente americano che sovrintende alla sicurezza dei trasporti. In particolare, la pompa del vuoto perde efficienza e quindi riduce l'azione di servoassistenza, con la necessità di applicare una pressione molto maggiore sul pedale per ottenere lo stesso rallentamento a servo funzionante. Nella maggior parte dei casi il calo di efficienza è segnalato dall'accendersi di una spia, ma resta un potenziale pericolo. GM sta quindi facendo partire le lettere di richiamo e non è stata stabilita una data di fine campagna, che credo comunque durerà a lungo vista la sterminata mole di veicoli interessati.
La XC40 completa la gamma plug-in
Con l'introduzione della XC40 T5 Twin Engine, la gamma Volvo è tutta (anche) ibrida plug-in. Il gruppo propulsore è costituito infatti da un millecinque a 3 cilindri e da un motore elettrico, per un totale di 266 CV. L'auto accelera da 0 a 100 km/h in 7,3 s e raggiunge una velocità massima di 204 km/h, in evidente deroga all'annunciata regola dei 180 orari in vigore dall'anno prossimo. L'alimentazione elettrica proviene da un accumulatore al litio da 10,7 kWh che garantisce un'autonomia a zero emissioni fino a 46 km e richiede per la ricarica completa da 3,5 a 6 ore da una presa domestica e 2,5 ore da una colonnina ad alta intensità, mica poco tutto sommato per fare così poca strada. Quattro versioni, R-Design, R-Design Pro, Inscription e Inscription Pro, sul mercato dal 2020. In canna anche un modello elettrico puro, con autonomia prevista in 400 km.
Audi RS 6 Avant: mio papà va più veloce del tuo...
Che non si tratti di una familiare come le altre, lo si capisce osservando il frontale: minaccioso, cattivo e con una tale quantità di spoiler e prese d'aria da far pensare più al mondo delle corse che a quello della classica allegra famigliola in gita nei weekend sulle nostre autostrade intasate. No, questa è un'Audi Avant strapotente ed esagerata in tutto: è la nuova RS 6 che promette sfracelli, forte del V8 che scalpita sotto il cofano anteriore. Ha una cilindrata di 4 litri, è sovralimentato e ha una potenza di 600 CV con una coppia da far "saltare" le otturazioni ai vostri denti: 800 Nm. Metallo prezioso insomma che, secondo Audi, vi porta da 0 a 200 km/h in 12 secondi (3,6 nello 0 - 100) e velocità massime di 280 o 305 km/h con i pacchetti Dynamic o Dynamic Plus, altrimenti la soglia è limitata a 250 km/h. Al motore è abbinato un sistema ibrido leggero a 48 V che, all'occorrenza, disattiva quattro cilindri per ridurre i consumi. Trazione rigorosamente integrale e sospensioni pneumatiche. Un pacchetto per palati fini che si accompagna a dotazioni super complete e finiture impeccabili secondo la miglior tradizione teutonica. In vendita dall'inizio del prossimo anno, avrà un listino che partirà da circa 120 mila euro. In un periodo di recessione come quello che stiamo vivendo, mi sembra l'auto perfetta. O no?
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