05 agosto 2019

I consumi della ID.R





Il recente record al Ring conquistato dalla VW ID.R è solo un anello nella gigantesca campagna di lancio dei veicoli elettrici del marchio tedesco, che si concretizzerà con la presentazione della ID.3 a Francoforte. Un record è realizzato in condizioni estreme, che in genere non coincidono con quelle di massimo rendimento, ma Volkswagen ha voluto comunque evidenziare che il consumo della ID.R durante il giro è stato di 24,7 kWh, secondo loro inferiore a qualunque altro sistema di propulsione. La cosa mi ha incuriosito e così ho fatto qualche calcolo, non vi tedierò con i passaggi ma evidenzio solo i risultati. Il giro sul Ring comprende il nuovo e il vecchio tracciato, per un totale di 25,95 km. Prendendo per buono il dato diffuso da VW fanno 0,951 kWh/km. Tanto per restare nel settore ho provato a fare una valutazione sui consumi della Formula E. I circuiti cittadini hanno lunghezza tra 2 e 3 km e le vetture sono equipaggiate con batterie della capacità di 54 kWh. A fine gara le autonomie sono prossime allo zero, quindi, vista la durata di 45 minuti più un giro per gara per un totale mediamente attorno a 90 km, possiamo considerare l'uso completo della carica, con un consumo (sempre in media) di 0,6 kWh/km. Parecchio più basso della ID.R, quindi, che assorbe circa il 60% in più.



Ma veniamo al tema scottante, ergo il confronto, sempre sul Ring, con una sportiva tradizionale. In pista, per quanto possa sembrare assurdo, i motori a benzina hanno un rendimento più alto che nel traffico, perché lavorano a farfalla spalancata e nel range ottimale di giri. In queste condizioni, in maniera piuttosto conservativa possiamo ritenere che da un litro di benzina si ottengano 3 kWh, ma a dire il vero con le benzine da pista il contenuto energetico è più elevato. Ma vanno bene i 3 kWh. Così, per semplificare, se poniamo un consumo medio di 3 km/l sul tracciato di 25,95 km, fanno 8,65 l che magicamente moltiplicato per i 3 kWh  di prima danno esattamente 25,95 kWh per un giro, ossia 1 kWh/km. Il vantaggio della ID.R rispetto, giusto per fare un esempio, alla Porsche 919 Evo, è quindi attorno al 5%. Niente  per cui battere la grancassa, perciò, anche se la 919 è il frutto di una centenaria evoluzione e la ID.R una new entry. Tutto dipende dall'angolo di visuale, no?

02 agosto 2019

Monterey: il trionfo del Made in Italy




















In occasione della settimana dedicata alle auto da sogno nella prestigiosa rassegna di Monterey in California (metà agosto), 1.000 auto italiane sfileranno davanti agli appassionati di tutto il mondo per celebrare gli anniversari di diversi modelli storici. L'evento si chiama "Concorso Italiano" e vedrà sfilare vetture che hanno fatto la storia delle quattro ruote, come la Ferrari Dino 246 GT, l'Iso Lele, l'Abarth e la De Tomaso. Modelli e marchi che negli ultimi 70 anni hanno rappresentato il gusto e la competenza italiana nel mondo raggiungendo livelli di assoluta eccellenza. Come è appunto il caso della Dino disegnata da Leonardo Fioravanti: festeggia il 50mo anniversario ed è stata la prima Ferrari di serie con meno di 12 cilindri. All'evento di Monterey non mancherà l'Alfa Romeo presente con tre icone del passato, la Giulietta e Giulietta Spider del 1955 e la Junior Zagato, che festeggia anch'essa il 50° anniversario. Uno spettacolo eccezionale per qualità e quantità degli esemplari esposti e che si intona alla perfezione con lo spirito esclusivo e unico che da sempre anima la rassegna di Monterey.






L'occulto della connessione





Non essere connessi oggi è visto come un vero e proprio handicap. Al di là della dipendenza vera e propria, quella che ti fa attraversare la strada senza guardare o, sull'altro versante, ti fa metter sotto qualcuno perché la chat conta di più, l'evoluzione dei sistemi che ci assistono nella vita quotidiana va verso l'integrazione sempre più spinta con il sistema di connessione reciproca. Si tratta di argomenti di primaria importanza: per esempio l'home banking sta passando in massa all'accesso tramite app sul cellulare e se non ce l'hai devi pagare di più, o addirittura rinunciare al servizio. E dato che l'auto resta un primario mezzo di trasporto (sorry per gli amministratori integralisti che ci affliggono, ma tant'è) l'accesso a internet in vettura dilaga. Ma, a dispetto di quanto vi possano prospettare alla concessionaria, it isn't for free, si paga. E si paga non solo per la scheda inserita sull'auto, ma anche per le interfacce utente. E' il caso di BMW, che per dotare di Apple CarPlay il mezzo chiede negli Usa 80 $ all'anno. Per ora è l'unica, gli altri costruttori non chiedono nulla. Ma è un pericoloso precedente, perché apre di fatto alla speculazione su un servizio che in realtà dovrebbe al limite essere pagato in quanto software e non come abbonamento. Tra gli yankee è probabile che la gran parte degli acquisti avvenga con leasing o comunque rateazioni, quindi gli 80 dollari spariscono nei bollettini. Ma visto dall'Europa, resta il fatto che con la dotazione sempre più generalizzata di Apple CarPlay e Android Auto anche sulle utilitarie low cost, in diversi potrebbero pensare a recuperare qualche margine di utile con il software. E non è sano come meccanismo evolutivo.

Una Mègane Fabergè









Parallelo da gioielliere per l'ultima versione della sportiva francese, che nella livrea RS Trophy-R è in vendita alla cifra stratosferica di 72.000 €. Sì, va bene, ne faranno solo 500; OK è la versione commemorativa del record al Ring del maggio scorso che ha spodestato la Honda Civic Type R dal podio. Ma settantaduemila euro sono davvero tanti per una derivata dall'auto di famiglia. Ovviamente al motore da 300 CV si associano particolari molto corsaioli come i cerchi alleggeriti da 19" e l'aerodinamica ottimizzata, con una riduzione di peso rispetto alle comuni RS che arriva a 130 kg. Le modifiche in effetti sono molte e costose, partire dal turbo con i cuscinetti ceramici per arrivare all'assetto da pista con ammortizzatori regolabili e al differenziale autobloccante meccanico. Nel frattempo la Tropy-R, che sarà in vendita prima di fine anno, ha stabilito un nuovo record, stavolta a Spa-Francorchamps, in occasione di una gara del campionato Formula Renault Eurocup. Sono certo che l'auto dia sensazioni forti e sincere e so che i tecnici Renault lavorano molto bene in questo campo, ma con 4.000 euro in più ti prendi una M3...

Alpina B7, l'ammiraglia supercar

















Velocità massima dichiarata dal costruttore: 330 km/h. Numeri da supercar, da vera GT pronta per demolire il record del Nürburgring. E invece no. E' una "semplice" berlina Serie 7 ipervitaminizzata da Alpina, il tuner ufficiale di Bmw. Si chiama B7 e sotto l'imponente carrozzeria dell'ammiraglia di Monaco (oltre 5 metri di lunghezza) si nasconde un'evoluzione curata dallo stesso preparatore del V8 di 4,4 litri da 600 CV e con cambio automatico a otto rapporti velocizzato nella gestione per garantire passaggi di marcia molto più rapidi. La trazione integrale xDrive è in pratica quella di serie, al pari del sistema a quattro ruote sterzanti. Accelerazione da 0 a 100 in circa 3,3 secondi. La vettura poggia su cerchi in lega Alpina da 20", optional quelli da 21". Nell'abitacolo ci sono rivestimenti in pelle pregiata griffati Alpina e una serie di badge distintivi. Il listino dell'Alpina B7 partirà da circa  135.000 euro, optional esclusi. A voi la scelta: o una villetta (piccola, è ovvio) in collina o una fiammante B7 per andare a cena dal vostro amico che al posto dell'Alpina ha acquistato la villetta....

01 agosto 2019

Monterey, l'asta delle meraviglie













Nel caso non abbiate ancora deciso cosa fare a ferragosto, autothrill vi rammenta che a partire da venerdì 16 si terrà a Monterey in California la consueta asta di Sotheby's, un appuntamento imperdibile per tutti i più ricchi collezionisti di auto del mondo. Una delle regine annunciate dell'edizione 2019 è questa meravigliosa Ford GT40 che vedete nelle immagini. E' l'ottavo dei 12 esemplari realizzati dalla Casa americana, oltre che il primo dei cinque roadster costruiti. Le stime calcolano che questa vettura verrà battuta tra i 7 e i 9 milioni di dollari. Ovviamente questa GT Roadster telaio numero GT/108 ha una bella storia alle spalle. Uscita dalla fabbrica nel marzo del 1965 venne quasi subito spedita in California per entrare nel garage di Carroll Shelby (un autentico mito dell'automobilismo a stelle e strisce) che la curò amorevolmente per moltissimi anni.



Per la cronaca la vettura più cara mai battuta nella storia delle aste è, guardacaso, una Ferrari. E' successo lo scorso anno sempre a Monterey quando una 250 GTO del 1962 è passata di mano per la modica cifra di 48.405.000 dollari. Chi l'ha acquistata? Mistero...

La prossima sportiva di Honda









Sono certo che lo sappiate già: Acura è la Honda America e storicamente ha fatto da battistrada a molte primizie del marchio. E' stato così per la NSX, oggetto di un  lancio che per durata compete con quello della Range Evoque, e la storia potrebbe ripetersi con la Type S Concept, della quale Honda ha diffuso un teaser e la cui presentazione è prevista alla Monterey Car Week che si tiene nella omonima località californiana a partire dall'11 agosto. Si tratta di un'auto di dimensioni medie della serie TL di Acura, il modello che costituisce in pratica la Accord per gli States e che in questa versione sportiva vorrebbe andare a competere con BMW M 340i e Audi S4. Berlina a 4 porte con brio, quindi, con il cofano che nasconde un V6 turbo derivato dalla NSX, 4 scarichi, estrattore e spoiler. Dalle nostre parti Honda ha mollato il colpo da tempo su questo segmento ma, come spesso accade, il mercato Usa anticipa le tendenze europee e da un po' la domanda di Suv da quelle parti ha mostrato qualche cedimento, con gli accenni di un ritorno di fiamma per le carrozzerie più tradizionali. Mai dire mai, quindi, anche se prima delle cattive sarebbe meglio pensare alle auto da famiglia.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...