23 luglio 2019

100 anni di Citroen: un occhio al passato per costruire il futuro




















Nel corso di un recente evento parigino dedicato alle celebrazioni sui primi 100 anni di vita del marchio, l'amministratore delegato di Citroen Linda Jackson ha parlato del futuro della Casa francese e dei concetti di nuova mobilità. Traendo spunto dallo spirito di indipendenza e originalità che da sempre contraddistingue i modelli del double chevron. Così, se da una parte l'industria dell'auto sta affrontando restrizioni sempre più severe in materia di emissioni, dall'altra le più importanti metropoli del mondo introducono divieti stringenti e chiusure al traffico per contenere l'inquinamento. Ecco perché, secondo la Jackson, le città del futuro dovranno necessariamente convertirsi alla mobilità elettrica, l'unica soluzione percorribile in ambito urbano. Non è perciò un caso che alla celebrazione fosse presente la concept Ami One, una compatta da città a zero emissioni. Perché, sempre secondo la Jackson, l'auto è uno straordinario strumento di libertà individuale che nessuna altra forma forma di mobilità "pubblica" potrà mai sostituire. L'Ami One incarna alla perfezione questo spirito indipendente, per mille ragioni: è piccola, potenzialmente economica, rispettosa dell'ambiente e sicura. Insomma per la Jackson l'auto è e sarà una presenza fondamentale nelle nostre città di domani: l'importante che sappia evolversi rispettando le nuove normative e le mutate priorità del nostro pianeta.

22 luglio 2019

Volvo richiama oltre 500 mila veicoli






Volvo richiamerà 507.000 veicoli in tutto il mondo per via di un componente meccanico difettoso che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe causare un principio d'incendio nel vano motore. La notizia arriva dalla stessa Casa svedese che dopo una serie di accurate indagini interne ha rilevato che in alcuni casi il collettore di aspirazione in plastica potrebbe fondersi creando potenzialmente una serie di problemi. I modelli oggetto del richiamo sono state prodotte tra il 2014 e il 2019 e adottano il quattro cilindri turbodiesel di due litri. Nel dettaglio si tratta di: S60, S80, S90, V40, V60, V70, V90, XC60 e XC90. Sempre secondo le dichiarazioni ufficiali, Volvo provvederà a contattare con una lettera i clienti coinvolti nel richiamo, risolvendo il problema con le opportune azioni correttive.

Destinazione Francoforte: 14 mila km a zero emissioni













Dalla Cina con la spina.... Scusate il banale bisticcio di parole ma arriva in queste ore la notizia che due prototipi di Suv elettrici dell'azienda Aiways sono partiti dalla terra della Grande Muraglia per un viaggio maratona alla volta di Francoforte, dove dovrebbero arrivare giusto in tempo per l'inaugurazione del prossimo salone dell'auto. I due prototipi si chiamano U5 e percorreranno 14.200 chilometri attraversando il deserto del Gobi, il Kazakistan, la Russia e parte dell'Europa.Secondo i portavoce dell'azienda questo viaggio permetterà ai responsabili del progetto di testare a fondo la meccanica della vettura in vista dell'entrata in produzione. Produzione che, sempre secondo Aiways, verrà avviata in Europa entro aprile 2020.



La rotta seguirà fondamentalmente la celebre via della seta utilizzata per secoli dai commercianti e dopo aver attraversato Mosca e San Pietroburgo entrerà in Europa attraverso la Finlandia, passando per Svezia, Norvegia e Danimarca prima di entrare in Germania. L'U5 ha un'autonomia di 460 km che può essere estesa a 560 km se il cliente sceglierà pacchi batteria addizionali. Le dimensioni sono quelle della Q5 e il motore elettrico, assicurano, è il più compatto di qualsiasi veicolo a zero emissioni. Buon viaggio dunque anche se personalmente qualche dubbio l'avrei, pensando ai rifornimenti che i due Suv dovranno effettuare lungo il percorso. Per quanto ne so, il deserto del Gobi, il Kazakistan e parte della Russia non mi pare pullulino di colonnine di ricarica. Magari mi sbaglio. In ogni caso arrivederci a Francoforte. Forse.

19 luglio 2019

L’attesissima super-Suv di Ferrari





Sono ormai anni che si sente parlare di un SUV Ferrari firmato dagli uomini del team di Maranello. Un lungo tira e molla tra conferme e smentite che al momento prevederebbe, salvo ripensamenti, la presentazione di questa vettura entro la fine di quest’anno, magari già al salone di Francoforte. Un prodotto che divide gli appassionati del marchio in due fazioni opposte: da una parte i puristi che difendono la tradizione e dall’altra c'è chi approva il progetto perché contribuirebbe al progresso e all'affermazione del marchio. Quel che è certo è che sarebbe una grande opportunità per ampliare il ventaglio di clienti del cavallino. Una strategia già messa in atto da altri produttori di auto sportive e che garantisce un aumento del fatturato.




Questo render esclusivo di Autothrill è un tentativo di ipotizzare il possibile aspetto del primo SUV  Ferrari. E’ facile prevedere che la GT4 fornirà la meccanica donante e il cuore pulsante: niente V12, si punterà tutto sul V8 turbo (chiaramente sotto al cofano anteriore) di 3,9 litri con una potenza superiore ai 600 CV. Come la shooting-brake adotta il sistema 4RM-S che abbina la trazione integrale alle quattro ruote sterzanti, un metodo essenziale per massimizzare le prestazioni in sicurezza e regalare maggiore agilità ad un’auto che supererà certo i 4,70 metri di lunghezza. Al trio tutto italiano Lamborghini Urus, Alfa Romeo Stelvio e Maserati Levante Trofeo si aggiungerà finalmente una quarta “super-suv”. L’abbiamo chiamata SF-600 e proba



bilmente farà dimenticare i mesi passati ad attenderla già al primo sguardo. O ancora meglio, al primo affondo di gas.

Ecco la nuova Corvette Stingray a motore posteriore


























Nelle scorse settimane autothrill ne ha parlato dettagliatamente anticipando anche attraverso un render esclusivo le forme e le caratteristiche della nuova Corvette a motore centrale posteriore. Ora finalmente la Casa americana ha diffuso le prime immagini e caratteristiche. Si chiamerà Corvette Stingray (un nome caro agli amanti del genere) e verrà venduta in America al più tardi alla fine di quest'anno con prezzi a partire da meno di 60 mila dollari, circa 56 mila euro. La nuova disposizione meccanica ovviamente ribalta i concetti delle precedenti Corvette; a un cofano anteriore lungo e appuntito la nuova Stingray contrappone un corpo vettura all'europea con una scocca più compatta e con un posto guida decisamente più avanzato. Il risultato è gradevole, grazie a un design aggressivo e muscoloso che permette di intuire subito le potenzialità della supercar Made in Usa e che tra l'altro dispone di un tettuccio removibile alloggiabile nell'apposito spazio posteriore.




Al momento del lancio le Stingray disporranno di un'evoluzione del V8 alloggiato sotto il bel cofano in vetro trasparente: si tratta di un 6,2 litri a iniezione diretta denominato LT2. Ha basamento e testate in lega leggera e eroga 495 cavalli nella configurazione con scarichi standard. Esiste un pacchetto opzionale con valvole di scarico by pass che ovviamente regala qualche cavallo in più, oltre che un sound molto più coinvolgente. Secondo Chevrolet, la Stingray passerà da 0 a 100 km/h in meno di 3 secondi, avrà un cambio automatico a doppia frizione a otto rapporti. Sei invece le modalità di guida disponibili per esaltare al massimo le doti della vettura in grado, assicurano, di passare con disinvoltura dal traffico cittadino ai circuiti più impegnativi e stressanti per la meccanica. L'abitacolo è accogliente e ben curato e il sistema di infotainment di ultima generazione concentra le sue mille funzioni sul display centrale a otto pollici. Ulteriori dettagli, sottolinea il presidente di GM Mark Reuss, saranno disponibili a ridosso della presentazione dinamica e della successiva commercializzazione. Non resta che attendere.





17 luglio 2019

Ian Callum apre il suo centro stile in Inghilterra






Dopo la lunga e fortunata parentesi con la Jaguar, il designer Ian Callum si lancia in una nuova sfida, annunciando la creazione di una società indipendente che prende il suo nome e che si occuperà ovviamente di stile e design non solo in ambito automobilistico. L'azienda ha sede a Warwick non lontano dal centro stile di Jaguar dove Callum ha firmato le più recenti vetture inglesi: il team comprende 18 designer ed esperti in sport motoristici, arte, lifestyle e altro ancora.Gli altri tre cofondatori della società sono Davide Fairbarn che recentemente ha firmato la Lightweight E-Type a trazione elettrica, il responsabile della parte ingegneristica Adam Donfrancesco (un ex di Aston Martin) e il direttore commerciale Tom Bird che tra l'altro ha seguito il brand Jaguar nel film Spectre della saga di James Bond. Buona fortuna quindi a Ian Callum con un solo rammarico: una volta il crocevia del design passava sempre dall'Italia grazie a un gruppo formidabile di aziende e designer. Ora sono rimasti "solo" un manipolo di designer di spessore mondiale, ma nessuna presenza aziendale significativa. Crisi a parte, c'è qualche responsabile per questo "sfacelo"? Io qualche idea l'avrei....

Lotus Evija; 2000 CV alla spina..


































Oggi Lotus finalmente ha mostrato al mondo la sua ultima creazione, la Evija. Una raffinata supercar da quasi 2000 CV (no, non è un errore si parla di 2000 CV veri) dal costo proibitivo: più o meno 2 milioni di euro. La produzione annunciata è di 130 esemplari.



La Evija sarà l'auto di serie più potente al mondo ed è la prima vera sfida di Lotus dopo l'acquisizione da parte della cinese Geely. Ma non solo è anche la supercar più raffinata mai prodotta dal marchio inglese: per Lotus è insomma una sfida da giocare su più fronti per tentare l'ingresso nel mondo dorato delle hypercar. Ovviamente, come impone la tecnologia attuale, anche la Evija si affida a un sistema elettrico particolarmente potente (sotto la carrozzeria si trovano infatti quattro motori elettrici) e ospita un pacco batterie da 70 chilowattora, mentre il telaio monoscocca è in fibra di carbonio, materiale che ha permesso di contenere il peso entro i 1.670 kg. L'autonomia dichiarata è di circa 400 chilometri in condizioni di guida normali. Il pacco batterie sviluppato da Lotus con l'azienda Williams Advanced Engineering è compatibile con una futura rete di ricarica da 800 kilowatt; al momento può comunque essere ricaricato in 18 minuti utilizzando un punto di ricarica da 350 kilowatt.



La Evija promette prestazioni al fulmicotone: meno di tre secondi per passare da 0 a 100 e una velocità massima dichiarata di oltre 320 km/h. Nel dettaglio ogni motore è collegato a ogni singola ruota e tutti e quattro lavorano in sincrono  grazie alla complessa elettronica che gestisce trazione e coppia di ogni ruota in tempo reale. Nell'abitacolo molto racing spiccano i comandi per le cinque modalità di guida: Range, City, Tour, Sport e Track. Con la Evija, Lotus e i nuovi proprietari della Geely lanciano il guanto di sfida, che in ogni caso non rimarrà un gesto isolato, dal momento che il board della Geely ha confermato che tra non molto verrà inaugurato a Wuhan in Cina uno stabilimento dedicato alla produzione di Lotus "normali", compreso il Suv che sarebbe in fase di progettazione avanzata.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...