01 luglio 2019

Lunga vita alla benzina, parola di BMW





La diatriba sull'elettrico ha essenzialmente origini legislative, lo sappiamo. Nel senso che nessuno si sognerebbe di cambiare radicalmente di sua sponte la linea costruttiva. Il perché è ovvio: costi altissimi e messa in discussione delle posizioni di mercato acquisite, un doppio thrill da far tremare i polsi anche ai protagonisti. Ma poiché la UE ha deciso di ridurre la CO2 emessa dalle auto e contemporaneamente di criminalizzare l'unico motore endotermico virtuoso da questo punto di vista, il Diesel, non c'è storia, bisogna seguire nuove strade. Sinora le Case hanno tenuto la bocca chiusa sull'argomento, ma Klaus Froelich, membro del board BMW ha vuotato il sacco. Le auto elettriche sono più costose da produrre e nel prossimo futuro i prezzi delle materie prime impiegate cresceranno, rendendole ancora meno convenienti. D'altro canto è impossibile non ottemperare alle norme di legge, quindi uno sviluppo ci sarà, ma esclusivamente legato ai vincoli amministrativi. Così in Cina l'espansione sarà maggiore, mentre in USA e in Europa la maggiore diffusione avverrà con tecnologie ibride. Il motore a combustione è comunque ben lungi dall'aver terminato la sua parabola: secondo Froelich sopravviverà nel mercato generalista per i prossimi 30 anni, mentre per il Diesel prevede una minore sopravvivenza, attorno a 20 anni. A questo riguardo conta la genesi delle scelte produttive di BMW: la Casa ha seguito infatti a suo tempo la riscoperta della soluzione fatta da altri e non ha mai puntato esclusivamente sul gasolio, adeguandosi piuttosto alla richiesta di mercato. Questo pur realizzando masterpiece come il motore quadriturbo delle M50. Quindi mollare il Diesel sarà nelle cose, mentre i motori a benzina, in particolare quelli prestazionali, fanno parte del profondo dna del marchio. Così se da un lato i V12 suoneranno il de profundis, i V8 e i 6L, ibridizzati, hanno ancora un ampio margine per il prossimo futuro.

Stangata CO2 sulle auto brit





A dispetto delle opinioni positive di Rawdon Glover, sembra proprio che la Brexit, o per meglio dire, la hard Brexit, che appare sempre più la soluzione di distacco più probabile tra UK e UE, sarà fonte di notevoli problemi economici per i costruttori presenti sul suolo britannico. Il problema, una volta di più, sta nelle emissioni. La Ue infatti applica nei confronti delle Case comunitarie una politica di flessibilità sul limite dei 95 g/km di CO2 che entrerà in vigore nel 2021. Si tratta di un limite di gamma, pesato sull'intera produzione, che viene modulato con uno sguardo ai diversi mercati per ridurne l'impatto economico diretto sulle diverse Case. Tutto ciò non vale però per chi risulti extracomunitario, condizione cui ogni Casa brit andrebbe incontro nel caso di uscita senza accordo. Saranno dunque applicate pesanti sanzioni a ciascun costruttore, il cui importo potrebbe arrivare addirittura a 10 miliardi di sterline. La questione appare sempre più rilevante e incredibilmente pare che finora non sia assurta all'attenzione dei diversi manager locali, afferma un portavoce della SMMT, la società dei costruttori automobilistici britannici, ma assuma di ora in ora contorni sempre più preoccupanti per la redditività reale delle diverse aziende. Alla base del computo negativo c'è la valutazione di gamma effettuata solamente sul mercato UK, che non consente perciò un bilanciamento più ampio come per i membri della UE. La campagna anti-Diesel recentemente attecchita anche in Albione peggiora le cose per la nota propensione dei benzina a produrre più CO2, mentre le soluzioni cittadine, elettriche o ibride non sono in grado di compensare efficacemente le maggiori emissioni delle Suv, le vetture più richieste dal mercato. Si prospetta dunque un futuro a tinte fosche per ogni produttore sul suolo britannico, ulteriore stimolo alla migrazione verso i Paesi comunitari.

Torna la Mitsu Evo





Secondo alcune fonti giapponesi, la Mitsubishi starebbe pianificando un ritorno in grande stile nel mondo delle sportive rispolverando uno dei suoi più grandi successi del passato, la Lancer Evolution, modello iconico per la Casa giapponese e che dal 1992, anno del suo esordio, ha raccolto successo e gloria in tutto il mondo. Nonostante ci siano ancora pochi dettagli, autothrill vi propone un render sul possibile aspetto della hot hatch della Mitsu. Si tratterebbe di un’evoluzione stilistica della Evolution X prodotta fino al 2016 e condividerebbe diversi elementi meccanici con la Megane RS (Mitsubishi ora fa parte del gruppo Renault-Nissan), asd iniziare dal 2 litri sovralimentato con cambio a doppia frizione e trazione integrale sviluppata dalla stessa Mitsubishi. Attualmente il quattro cilindri francese eroga 300 CV: per la Lancer avrebbero previsto un ulteriore step per innalzare la potenza fin quasi alla soglia dei 350 CV. Difficile al momento ottenere maggiori informazioni, pur se lo stesso presidente di Mitsubishi, Osamu Masuku, ha confermato che nelle intenzioni del board c’è anche l’obiettivo di riportare la Casa giapponese nelle posizioni che un tempo le appartenevano nel mondo delle sportive.

28 giugno 2019

Signori in carrozza





Ma non era mica la città pronto elettrica? Milano, quella delle Olimpiadi, quella europea, quella all'avanguardia nella messa al bando dei combustibili per autotrazione, da ieri è sotto blackout a macchia di leopardo. Colpa del caldo, dicono, colpa dei troppi impianti di aria condizionata. Eh, beh, certo. Uno il condizionatore lo compra per lasciarlo spento, non fa uno grinza. La stessa logica, d'altronde, applicata alle auto: le compri per non distruggere l'economia, poi devi pagare tasse e balzelli compreso il parcheggio a sorteggio, ma devi pure tenerle ferme. Altrimenti inquinano. Meglio le auto elettriche, quelle sì che risolvono. Ma davvero qualcuno sa di cosa stia parlando? Se non c'è nemmeno la corrente per far funzionare i condizionatori, come potrà esserci quella  per ricaricare migliaia di auto elettriche, una sola delle quali, tanto per ribadirlo ai non esperti, assorbe tanta energia quanto una decina di climatizzatori e per almeno 8 ore. Qui non è solo malafede, è pericolosa insipienza. Se la linea del futuro la devono tracciare questi signori, ci ritroveremo come nell'800, tutti a piedi tranne i signori in carrozza.

Mega crisi o mega guadagni?





Alzi la mano chi ha capito quando lo UK se ne andrà dalla UE. Tra governi caduti, possibili ulteriori referendum ed enormi questioni economiche ancora in ballo, la Brexit non è ancora all'orizzonte. Ma se almeno l'antico spirito brit non è andato perduto, una decisione presa dal parlamento (su referendum) da quelle parti si rispetta e pur con rinvii e acrimonie, il distacco avverrà. Dal coro di istituti bancari, società di trading e aziende produttive che stanno esaminando con attenzione lo status per decidere se, quando e come andarsene dal suolo del Regno Unito, sorge però una voce in counterpoint, quella di Rawdon Glover direttore vendite di Jaguar-Land Rover in loco. Secondo il nostro l'uscita del paese dall'Europa sarà un vantaggio per l'azienda, poiché a suo parere il costo della mano d'opera potrebbe addirittura scendere, rendendo così il territorio inglese sede attraente per le manifatture. Un'opinione senza dubbio carica di ioni positivi ma d'altronde poco supportata da statistiche e analisi, tanto che l'ad Ralf Speth ritiene possibile un aggravio di costi di 60 milioni di sterline al giorno in caso di Brexit no-deal, il caso peggiore che tuttavia sembra sempre più inevitabile. Se aggiungiamo al conto i 4.500 licenziandi dal gruppo, si direbbe che Glover abbia davvero una odd opinion. Che sappia qualcosa che l'ad non sa?

Il trattore più veloce del mondo













Agli inglesi piacciono i motori. E non intendo solo auto o moto, ma più in generale tutto ciò che ha un movimento meccanico, vedi i record di Honda UK con i tagliaerba. Così anche le aziende produttrici di macchine movimento terra si danno da fare per stabilire record di velocità. In questo caso è la JCB, che sulla pista dell'aeroporto di Elvington nello Yorkshire ha stabilito il nuovo primato di settore raggiungendo i 166 km/h. Il veicolo impiegato è un trattore dotato di un motore turbodiesel di 7,2 litri di cilindrata che eroga 1.000 CV, con una coppia massima di 2.500 Nm. Grazie a tanta birra le prestazioni sono notevoli, ma larga parte del risultato è merito della Williams Advanced Engineering, società legata al team di F1, che ha studiato accuratamente l'aerodinamica del bestione per trasformarlo da muro verticale a qualcosa di più penetrante. Ricadute sulle vendite del primato? Mah, ho i miei dubbi, a parte forse il fanatico protagonista del secondo video che usa il trattore in autostrada. Ma i partecipanti si sono divertiti alla grande.

27 giugno 2019

Ford annuncia tagli






Tempi duri in casa Ford. E' di oggi la notizia che Ford USA darà un taglio netto a tutte le sue attività produttive europee. Una decisione che comporterà il licenziamento del 20% della forza lavoro in vista dei profondi cambiamenti in atto nel mondo dell'auto.La ristrutturazione vedrà coinvolti ben 18 stabilimenti in Europa con riduzione del personale che si protrarranno fino alla fine del 2020. Nazioni come Germania, Russia, e Inghilterra saranno quelle più colpite dai tagli per un totale di circa 12.000 unità e in una nota diffusa dalla stessa Ford si sottolinea come decisioni di questo tipo siano molto difficili da prendere anche se sono indispensabili per la sopravvivenza del marchio. Da sottolineare anche che negli ultimi mesi le vendite di Ford in Inghilterra sono scese drasticamente anche a causa delle vicende e delle incertezze legate alla Brexit. Per Ford Europe insomma si prospettano tempi difficili, nonostante il recente accordo con la Volkswagen.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...