Sembra che la Brexit produca effetti del tutto diversi a seconda del costruttore coinvolto. Così, se Honda molla Swindon, BMW si dichiara interessata all'acquisto dello stabilimento. La Casa tedesca sarebbe infatti intenzionata a spostare in loco alcuni modelli, tra cui principalmente la produzione aggiuntiva della X1 seguendo l'ottima accoglienza del mercato per la linea. L'impianto nel Wiltshire ha inoltre un elevato livello di automazione, il che consentirebbe con costi globali relativamente contenuti il riassetto della BMW in UK, che si rumoreggia potrebbe fare a meno di una quota di forza lavoro locale. Lo scorso anno BMW tra serie 1, 2 X1, X2 e MINI ha venduto oltre 685.000 auto realizzate sulla piattaforma UKL1 a montaggio trasversale del motore e la concentrazione produttiva in un sito già avviato ed efficiente potrebbe ridurre i costi. Anche se occorre valutare l'impatto dei dazi in caso di hard Brexit. Ma forse i tedeschi sanno qualcosa di cui ancora noi non siamo a conoscenza.
27 marzo 2019
Mors tua, vita mea
Sembra che la Brexit produca effetti del tutto diversi a seconda del costruttore coinvolto. Così, se Honda molla Swindon, BMW si dichiara interessata all'acquisto dello stabilimento. La Casa tedesca sarebbe infatti intenzionata a spostare in loco alcuni modelli, tra cui principalmente la produzione aggiuntiva della X1 seguendo l'ottima accoglienza del mercato per la linea. L'impianto nel Wiltshire ha inoltre un elevato livello di automazione, il che consentirebbe con costi globali relativamente contenuti il riassetto della BMW in UK, che si rumoreggia potrebbe fare a meno di una quota di forza lavoro locale. Lo scorso anno BMW tra serie 1, 2 X1, X2 e MINI ha venduto oltre 685.000 auto realizzate sulla piattaforma UKL1 a montaggio trasversale del motore e la concentrazione produttiva in un sito già avviato ed efficiente potrebbe ridurre i costi. Anche se occorre valutare l'impatto dei dazi in caso di hard Brexit. Ma forse i tedeschi sanno qualcosa di cui ancora noi non siamo a conoscenza.
Megasemaforo dalla Cina
Attualmente pare la Cina si stia concentrando sulla viabilità, da sempre punto critico per il popolatissimo stato asiatico. Per fare il paio con la via della seta, quindi, su scala più ristretta ma fonte di problemi quotidiani è stato sviluppato un nuovo tipo di segnalazione semaforica, che prevede oltre alla classica lanterna che anche il palo e il sostegno rizzonatle si illuminino in sync. L'esperimento è in corso a Kunshan, una provincia dellarea orintale dello Jiangsu e per gli automobilisti sarà difficile d'ora in poi dire di non aver visto con chiarezza il colore del semaforo. Sarebbe utile anche da noi? Mah, credo che le violazioni dalla nostre parti siano più che intenzionali; quindi quanto visibile sia un semaforo è secondario.
La più veloce è di nuovo a stelle e strisce
I record di velocità, sfide un po' d'antan su piste e laghi salati. Per la cronaca, attualmente il primato assoluto terrestre appartiene al Thrust SSC con 1.227,98 km/h, mentre quello su asfalto alla Koenigsegg Agera, con 445,63 km/h. Ma se i valori assoluti sono per la gloria, quelli stradali rientrano nel marketing, perché avere vagonate di soldi non ti fa diventare un asceta e i tuoi istinti e le tue voglie sono quelle di tutti; quindi avere l'auto più conta. Di qui la sfida continua per il primato, che ora annovera un ulteriore competitor: la MK2 Motorsport, tuner texano che ha preso una Ford GT del 2006 e ha modificato il suo V8 da 5,4 litri con l'aggiunta di turbo e iniezione di ossido di azoto per raggiungere così la potenza di 2.535 CV. Grazie a tutto ciò l'auto ha superato le 300 miglia orarie, per la precisione 300,4, pari a 483,34 km/h. Tecnicamente si tratta di un'auto stradale a tutti gli effetti e non ci sono notizie di una collaborazione con Michelin, attualmente l'unica a produrre gomme capaci di reggere oltre i 400 orari senza disintegrarsi dopo il primo tentativo. Resta dunque la curiostà dei particolari, che non sono ancora stati diramati. Il video infatti si riferisce agli spari sul classico quarto di miglio, dove, a dire il vero, la lentezza delle cambiate non lascia presagire tempi strabilianti. Ma per l'indomito spirito yankee quel che conta è che il record sia tornato a casa e se è stato fatto con un'auto artigianale ancora meglio.
26 marzo 2019
BMW e Toyota, alleanza rivista in chiave drift
BMW e Toyota hanno sviluppato assieme Z4 e Supra, bravi. Se però 340 CV sono sufficienti nel mood dell'Elica azzurra, risultano ahimé pochini se si considera che i jap chiamano Supra anche le versioni da corsa. Dev'essere stata questa l'ispirazione che ha spinto un fabbricante di cerchi come Alcar a realizzare la DOTZ Misano, che unisce la scocca di una Z4 coupé (quella vecchia) al 2JZ-GTE, il vecchio 6 in linea biturbo della Supra. Nell'ultima versione il motore erogava però solo 325 cavalli, parecchi per l'epoca d'origine, ma pochi in rapporto alle abitudini attuali. Un bel tuning ha spinto i ponies fino a 608 e reso l'auto una perfetta drifter, come mostra il video. Certo è una vettura dimostrativa per vendere i cerchi, estrema e forse anche un tantino difficile da omologare. Ma rimane comunque una bella bestia.
Tesla hackerata, Model 3 guadagnata
L'hacker (e parlo del o dei singoli, non dei team di stato arruolati per lo spionaggio) è una sorta di anarchico del secondo millennio che si ribella al sistema ma nel contempo finisce per fare proprio i suoi interessi. Non si tratta di tirare in ballo i poteri forti, ma di valutare quanto gli attacchi ai vari apparati siano kafkianamente funzionali al loro sviluppo. I programmi sono strutturalmente semplici, sequenze di operazioni da eseguire. Il fatto è che di sequenze ce sono miliardi, tante da perderci la testa. Ma se il nerd di turno risolve un cubo di Rubik può anche trovare il filo di Arianna della security del programma e crakkarlo, cioè dargli nuove direttive. Lo sanno bene i responsabili delle nuove tecnologie, che tanto dipendono dal digitale e dalla connessione, ormai veicolo elettivo dei contagi. Quindi si organizzano hacking event, dove i migliori del campo si sfidano a entrare in sistemi chiusi e protetti; è il caso di Pwn2Own, in corso a Vancouver, Canada. E veniamo all'automobile. Anche senza guida automatica le auto più evolute sono connesse al web e presentano vulnerabilità che possono dar luogo a piccoli problemi o gravi incidenti. Eventualità non così peregrine, che i costruttori ormai debbono considerare. Poteva Tesla, sottrarsi a tutto ciò? Così quest'anno ha deciso di partecipare direttamente al Pwn2Own, insieme a giganti come Oracle, Microsoft e Google che offrivano anch'essi i loro sofwtware alla prova del nove. Il team Fluoroacetate di Amat Cama e Richard Zhu ha violato l'infotainment di una Model 3 prendendone il controllo. E Tesla quell'auto gliel'ha regalata. Tutti belli contentoni, perché trovata la falla si può tapparla. Fino alla prossima. Se la 3 vi fa gola, quindi, datevi da fare per il prossimo contest.
25 marzo 2019
Disco verde per la GT86
Riguardo le sportive alla Toyota non sembra abbiano le idee chiare. Ci hanno messo anni per far debuttare la nuova Supra per poi farne subito versioni speciali e sulla sportiva intermedia, la GT86, da anni lasciano nella nebbia il futuro sviluppo con Subaru. In Giappone, tra l'altro, la Supra è venduta anche con un quattro cilindri declinato in due potenze, 195 e 258 cavalli e l'idea che queste versioni base potessero eclissare la GT86 non è poi così peregrina. Ora però sembra (per ora) che una decisione sia stata presa: ci sarà una seconda edizione della vettura, che manterrà i gruppi meccanici Subaru. La scelta in questo senso potrebbe cadere sul recente 2.4 litri turbo da 264 CV e 376 Nm, che renderebbe finalmente giustizia a una scocca che per le sue caratteristiche merita più degli attuali 200 CV con buco di coppia intermedio all'arco di regimi e che ha nel feeling di guida la sua dote principale. Ma è presto per gioire e prima di una conferma passerà del tempo, Supra docet.
Baleno e ali di gabbiano, mai più senza
Le portiere ad ala di gabbiano sono decisamente poco diffuse. Fanno sicuramente scena, ma ci si sbatte la testa e creano problemi di accesso nei parcheggi a schiera, nei box e in genere in tutti gli ambiti al coperto con soffitto non particolarmente alto. Dato il cinematismo più complesso e costoso per l'apertura, il loro uso è stato storicamente riservato alle sportive di razza; peraltro a essere analitici Lambo e McLaren impiegano un movimento a metà tra la vera ala di gabbiano (quella delle Mercedes 300 SL, per intenderci) e un sollevamento in verticale che riduce lo spazio laterale necessario all'apertura (ma non quello in verticale). Tutti problemi che non si sono fatti alla 360 Moting di Kollam, India, dove hanno customizzato nientemeno che una Suzuki Maruti Baleno applicandole appunto le portiere con l'apertura verso l'alto. Wow, direte voi, doppio wow dico io. Le portiere sono quelle di serie, cambia solo il cinematismo, ma sono stati modificati anche paraurti e griglia della vettura, oltre ai fari a Led e alle ruote da 17". Sotto il cofano, però, il tre cilindri 1.2 da 102 CV della RS è lo stesso; far scena con la carrozza basta e avanza.
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