12 febbraio 2019
L'India elettrica parte dal pubblico
Ci sono Paesi dei quali qui in Europa si percepiscono tradizioni e conservativismo, ma sfugge invece la spinta al cambiamento. E' il caso dell'India, che se da un lato è indubbiamente uno degli stati a più alta diffusione di motori a gasolio privi di dispositivi anti-inquinamento (scelti per il basso consumo), dall'altro prosegue sulla strada dell'elettrificazione, che per ora si concentra sul trasporto pubblico. In almeno quattro grandi città infatti, Delhi, Hyderabad, Sabarimala e Luknow sono stati inaugurati servizi di autobus a trazione elettrica. Il più recente è proprio quello di Luknow, che è ora dotata di 40 mezzi realizzata dalla Tata e di una stazione di ricarica veloce installata nel deposito. Gli autobus, denominati Ultra 9m AC Electric, hanno un'autonomia di 150 km e sono dotati di un pacco batterie litio-ione che prevede un sistema di raffreddamento a liquido capace di mantenerlo entro l'ottimale range di tempertura di funzionamento anche in clima tropicale. I veicoli sono dotati di climatizzazione e sospensioni ad aria e dispongono di un singolo motore elettrico capace di una potenza di picco di 333 CV e continua di 197. Tata ha già all'attivo contratti di fornitura per 255 autobus elettrici con sei compagnie di trasporto pubblico e sta sviluppando un minibus adatto al trasporto interurbano.
11 febbraio 2019
Ah, les français!
Una volta si diceva che quello che distingue l'uomo dagli animali è l'intelligenza. Una volta, perché oggi si può dire manchino i presupposti per una verifica sul campo. Traslando l'argomento nel nostro campo, quello delle quattro ruote, potremmo almeno tracciare una linea tra chi fa una castroneria colossale ma a seguito di verifiche e prove scientifiche si ravvede e chi invece prosegue sulla sua strada inossidabile a ogni critica, incurante di provocare disastri che peseranno per anni su economia e capacità produttiva. E se gli enti locali italiettani stanno sicuramente nella seconda categoria, i nostri nemici francesi (almeno secondo alcuni) hanno mostrato invece di appartenere al novero di chi usa il cervello e, se sbaglia, ci ripensa. Ecco dunque la marcia indietro di Parigi sul divieto di circolazione ai motori a gasolio, quantomeno per i più recenti Euro 6D TEMP, che il ministero dell'economia sta cercando addirittura di far classificare con il bollino viola, quello che secondo il Crit'Air, la recente normativa anti-inquinamento d'Oltralpe, individua i veicoli meno inquinanti in assoluto dopo quelli elettrici. Una scelta dettata sia dall'evidenza scientifica dei fatti quanto dalla necessità di evitare tracolli a un'industria che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, ma soprattutto guardando al futuro, dato che il motore Diesel è quello che produce meno CO2. Che dite, speriamo nel contagio transalpino?
La VW ID è in dirittura d'arrivo
VW va avanti con il rinnovo sostanziale della sua gamma e i primi modelli della nuova serie ID sono stati ufficialmente ripresi nel corso dei test stradali in corso in Sudafrica. Lo stile è quello della concept ID Neo del 2016 e la produzione dovrebbe iniziare nel corso del 2019. L'auto è più convenzionale del prototipo nelle scelte produttive, come confermato da specchietti e porte tradizionali, mentre le dimensioni sono grosso modo quelle di una Golf, ma con un'abitabilità maggiore dato il minor ingombro dell'unità motrice posta al retrotreno. VW prevede che il prezzo di mercato della ID sarà paragonabile a quello di una Golf Diesel con equipaggiamento ricco, quindi attorno ai 33-35.000 euro.
Prima l'upgrade della standard
Alla Toyota sono strani. Prima ci mettono anni per far debuttare un'auto sulla quale c'è attesa poi, praticamente prima che il modello sia in vendita, ne presentano l'upgrade. Parlo della Supra, della quale sono già in circolo le foto della versione TRD, la sigla del preparatore semi-ufficiale Usa che attualmente sta andando forte e lavora addirittura con Gazoo Racing, visto che è stata presentata una GR Supra Performance Line concept TRD. Le modifiche riguardano però soltanto aerodinamica e parti esterne, come si vede dall'ultima foto, mentre sul motore, quello BMW, non c'è nulla di diverso. Con ogni probabilità la Casa di Monaco non ha dato il permesso per le modifiche su una sua unità e soprattutto non intende concedere alla sorella in jont venture della Z4 la primogenitura che spetta alle M. Il risultato estetico della TRD comunque non è male; aspettiamo di vedere se questo modello arriverà anche in Europa, magari insieme alla vettura standard.
08 febbraio 2019
La prima volta di Seat
Poteva VW venir meno alla secolare politica di share dei modelli tra i diversi brand? Domanda retorica, perché anche nel passaggio alla mobilità elettrica la tradizionale politica commerciale teutone sarà mantenuta. Ne è prova la ventura auto elettrica di Seat, che debutterà prima del salone di Ginevra, reralizzata sulla scocca modulare MEB che in pratica è il clone spagnolo della ID Hatch di VW. Il range sarà di 500 km, lo stesso della/e sorella/e, e la vettura sembra precederà nel lancio la Mii elettrica che sinora pareva destinata a celebrare il battesimo a batteria di Seat. Seguirà in sequenza una Suv elettrica a dare maggior corpo alla nuova gamma del marchio.
Il rinnovo Subaru parte da Chicago
Subaru lancia al salone di Chicago la nuova Legacy in versione berlina, che prelude alla Outback prossima ventura. Giunta alla settima generazione, la solida auto giapponese è costruita sulla recente piattaforma modulare sviluppata dalla Casa e gode negli States del successo per le doti di robustezza e affidabilità che in Europa è latente. Non ha certo un look che spakka, ma l'andamento delle linee è armonico e la lunghezza è aumentata, come l'abitabilità. Le maggiori novità sono però nell'abitacolo, con la plancia completamente ridisegnata con un monitor centrale touch da 11,6 pollici (opzionale, quello standard è da 7") posto in posizione verticale che riassume moltissime funzioni della vettura, tanto che patrecchi comandi sono di fatto spariti dalla plancia. Piena compatibilità con Apple CarPlay e Android auto, oltre alla consueta camionata di controlli e assistenze alla guida, capitanate dal sistema EyeSight a telecamere stereo, che in certe versioni include anche un riconoscimento visivo del conducente con l'automatica selezione delle sue preferenze. I motori disponibili sono due, riedizioni dell'inossidabile boxer nella versione di maggior cilindrata: un 2.5 aspirato da 185 CV a 5.800 giri e 239 Nm a 4.800 e un 2.4 turbo ottentuto riducendo la corsa del 2.5 a 86 mm che eroga 264 CV a 5.600 giri con coppia massima di 376 Nm costanti da 2.000 a 4.800 giri. Ovvia la presenza della trazione integrale, così come quella del cambio a variazione continua Lineatronic.
07 febbraio 2019
Squadra che vince non si cambia
Basta sostituire la parola auto a squadra e si ottiene il concetto alla base della rinnovata Audi TT RS, che compie 10 anni. Dal 2009 la potenza del suo 5 in linea di 2,5 litri è cresciuta da 340 agli attuali 400 CV, mentre la coppia ha raggiunto i 480 Nm. Per dovere di cronaca bisogna però dire che il tetto prestazionale è stato raggiunto già due anni fa, segno che l'evoluzione di questo propulsore è terminata. Valori comunque da V8, che determinano prestazioni da supercar: lo 0-100 si copre infatti in soli 3,7 s, mentre la velocità massima raggiunge i 280 km/h (sbloccaggio a pagamento). Audi ha aggiornato il modello con piccoli dettagli al frontale (splitter, caladra nera, fari led) e alla coda, con il nuovo alettone e l'estrattore sotto il paraurti. Un'auto bella da guidare, ma che rivela ormai tutta l'età di un progetto che, pur brillante, ha fatto il suo tempo. Speriamo che la sostituta, che prima o poi prenderà il suo posto, non sia l'ennesima elettrica più bella e più superba che pria.
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