21 aprile 2017
Audi e-tron Sportback: tutta luce e comunicazione
Al salone di Shanghai che si è appena aperto Audi ha presentato la e-tron Sportback concept, seconda elettrica di futura serie della propria produzione avanti. La vettura mostra una linea da Suv coupé a quattro porte ed è previsto vada in produzione nel 2019, a fronte della prima e-tron di serie del gruppo già sul mercato dall'anno prossimo. La struttura del pianale è quella che sarà standardizzata e prevede il pacco batterie collocato nel pianale (anche di qui la preferenza stilistica per le Suv, dotate di pianale più alto e quindi atto allo scopo), insieme al sistema di raffreddamento a liquido necessario per attuare le ricariche ad alta intensità che nei piani VW saranno l'elemento chiave per rendere possibile l'utilizzo pratico delle auto elettriche. Anche il sistema di propulsione basato su due motori, uno anteriore e uno posteriore in modo da attuare anche la trazione integrale, dovrebbe diventare uno standard: potenza complessiva di 320 kW (435 CV) e autonomia di 500 km. All'interno il festival dell'infotainment, con ampi schermi touch collocati anche nelle porte e una consolle centrale flottante. La chicca è costituita comunque dalle luci, che sono a matrice Led e dispongono del gadget di poter proiettare sull'asfalto scritte o simboli per comunicare al mondo feeeling e umore, un po' il concetto delle luci della Mercedes F 015 autonoma presentata 2 anni fa al CES. Il festival dell'egocentrismo insomma, con buona pace di psicologi e sociologi. Eh, decisamente il concetto di auto sta cambiando. Ma sinceramente non so se sia in meglio.
19 aprile 2017
Mercedes-AMG A45 4MATIC
Se dici AMG ti aspetti d'istinto un V8, una
supervitaminizzata da 4 o 5 litri; al minimo 3, pensandoci bene. Da tempo però
il marchio di Affalterbach ha inaugurato una serie meno corposa e altrettanto
tosta, quella con i 4 cilindri duemila. All'esordio i cavalli erano 360, ma si
sa che ai tedeschi piace esagerare e ora il 4 in linea ne pompa ben 381,
facendo della A45 4Matic l'auto con il motore di serie più potente al mondo. Un
record che trova riscontro in prestazioni eccellenti, che ho avuto modo di
verificare in un test all'Hungaroring, il circuito di F1 ungherese vicino a
Budapest.
Si parte dal centro della capitale, dove il traffico è ordinato ma
intenso e richiede una briglia molto tirata al turbo twinscroll. Facile,
selezionando la modalità comfort, che ti sgrana le 7 marce del doppia frizione
morbidamente, mentre le sospensioni ti fanno solo sentire le asperità, ma senza
alcun sobbalzo; sai che ci sono ma ci voli sopra tranquillo. Notevole, perché
basta passare in Sport o Sport+ e immediatamente ti senti il principe (vabbè,
sarebbe la principessa...) sul pisello. Finalmente siamo fuori città e
imbocchiamo l'autostrada, ma anche all'Est si sono accorti di quanto sia
redditizia la velocità e occorre stare molto cauti con il gas. Anche perché la
A 45 è pronta a sgroppare come un cavallo selvaggio, sensibilissima anche alle
minime pressioni del gas e pronta a spararti sopra i 180 in un attimo. Quindi
una breve tirata solo per prendere le misure: sì, è proprio una AMG.
In
circuito le cose cambiano e finalmente la A 45 si trova nell'ambiente giusto.
Sono previsti (solo) quattro giri dietro una GT guidata da un pilota DTM e
d'acchito pensiamo l'abbiano fatto per far «abbassare le orecchie» a tutti. E
invece no, la GT serve perché le A 45 fanno tremendamente sul serio in
circuito. Selezionata la modalità Race, con le sospensioni granitiche e il
cambio che sale e scala velocissimo, seguire le traiettorie della lepre è un
vero piacere, mentre il due litri arriva alla zona rossa del contagiri in un
lampo con un sound da auto da corsa, dentro e soprattutto fuori (quindi attenti
in città!). La tenuta è sicura e il controllo
di stabilità ha una modalità sport che consente moderati sbandamenti.
Escludendolo l'assetto varia con molta rapidità, ma mediamente la vettura è
bilanciata e sensibile a sterzo e gas, con i quali la metti dove vuoi. Agile e
nervosa sullo stretto, sul veloce rimane in traiettoria e se ne esce lo fa con
progressività, sulle quattro ruote. Perfetta anche per chi non è proprio un professionista; ma non bisogna farsi trarre in inganno perché le velocità di percorrenza sono molto elevate e se si esce si picchia duro. I freni
sono potenti e dopo ore di uso intenso (eravamo in molti) non mostrano cali
vistosi di efficienza; il pedale è dosabile e soltanto sotto sforzo compare
qualche vibrazione.
L'erogazione di coppia è spalmata molto bene su tutti i
regimi e i 475 Nm tra 2.250 e 5.000 giri si sentono sempre, con un'erogazione
lineare e possente. La curva di coppia piatta ti permette anche di sbagliare marcia mantenendo una salita di giri molto rapida; l'impressione è quella di disporre di un motore di
cilindrata assai superiore e, soprattutto, non si avverte alcun ritardo di
risposta. I 100 metri con partenza da fermo vengono coperti in 4,5 secondi,
mentre la velocità massima di 250 km/h (che con il Driver Package opzionale
sale a 270) si raggiunge in un lampo. Alla AMG hanno fatto centro un'altra
volta e questa nuova A 45 sarà l'auto da
battere nella sua categoria. Difetti? Forse la selezione del cambio a doppia
frizione in modalità sport, che tende a tenere il motore inutilmente su di giri
se lasciata agire in automatico. Ma si tratta di poca cosa in rapporto alle
prestazioni eccellenti dell'auto.
09 aprile 2017
Sinergia animale
Come definireste voi l'installazione del V8 6.2 sovralimentato da 717 CV e 882 Nm della Dodge Challenger (e della Charger) Hellcat su una Jeep? Esagerata? Fuori di testa? Iperanimale? Roger, vanno tutti bene; sono adatti a configurare l'oggetto, ossia la Grand Cherokee Trackhawk. Nessuna riduzione di potenza: i ponies sono tutti lì e scalpitano sulle 4 ruote grazie a una trasmissione integrale permanente rivista con albero tutto nuovo e modifiche al ripartitore, irrobustito con ingranaggi in acciaio speciale e una doppia catena al posto di quella singola, mentre l'assale posteriore è completamente nuovo. La vettura, che sarà presentata al NY Auto Show che apre il 14 aprile prossimo, è la Jeep più potente e prestazionale di sempre, con uno 0-60 mph (96 km/h) in 3,56 secondi, il classico quarto di miglio (402,25 m) in 11,6 e una velocità massima di 180 mph, pari a 290 km/h. Paura? beh, comprensibile con un bestione da oltre 2,5 tonnellate: Ma i freni sono Brembo con dischi da 40 cm e pinze a 6 pistoncini, capaci di fermare anche un 747, tanto che la Casa dà il 60-0 in meno di 35 m. Mantenute le cinque modalità di guida della SRT, Auto, Sport, Track, Snow e Tow; riguardo quest'ultima, però, nonostante il maggior vigore la capacità di traino è la stessa della Grand Cherokee standard con il V8 5.7, pari a 3.266 kg. Niente movimentazione container, quindi. L'ultima chicca riguarda una pratica assai diffusa negli States, il valet parking, cioè il ragazzo che quando arrivi al ristorante prende le chiavi della tua auto, la porta al parcheggio e te la riporta quando te ne vai. Un lavoro svolto tipicamente da chi le auto così le sogna di notte e che potrebbe essere preda dello spirito animale che alloggia sotto il cofano, facendo danni. L'auto è munita di un valet mode azionabile solo dal proprietario che spompa il V8 al livello del V6 e toglie ogni velleità da schiodatombini. Tanto per stare sicuri.
07 aprile 2017
Nasce a Monza il custom Usa
Dalle custom british a quelle italiane. Dal gruppo monzese Cavauto nasce infatti MILITEM, una struttura capace di personalizzare ed elaborare con estrema attenzione al dettaglio ogni genere di vetture Usa, allo scopo di giungere a prodotti iconici e d'impatto come questa Jeep Wrangler, disponibile sia con il V6 da 284 CV e 347 Nm sia con il turbodiesel da 200 CV e 460 Nm. Il nuovo centro creativo italiano della
customizzazione in stile US, ha il suo cuore in un dedicato team di R&D composto
da ingegneri, tecnici elettronici e artigiani. Nel laboratorio di Erba
vengono studiati e sviluppati progetti e personalizzazioni che vanno da modifiche
sull’aerodinamica a interventi sul motore, comprendendo anche realizzazioni sportive,
passando dagli interni realizzati su misura e artigianalmente a speciali verniciature e a tecniche di wrapping di ultima generazione. Nella sede del partner californiano
si tengono e definiscono invece i rapporti con le case fornitrici di componentistica,
anche per lo studio di parti speciali. MILITEM ha la sua prima “vetrina”
nello showroom di Monza e i suoi prodotti rispondono, dal punto di vista tecnico, qualitativo e creativo a
un’esigenza del mercato automotive, rispettando sempre e comunque le
vigenti norme di omologazione europea. Le prossime realizzazioni dell’American
Tailor Made di MILITEM saranno una rivisitazione della Chevy Nova
del ’70, coupé, dotata del V8 LS7 2015 in alluminio da 7000 cc e 512 CV e di cambio manuale Tremec TR6060, una one off di un
Chevrolet 454 pickup del 1990 e una serie di personalizzazioni del Dodge RAM
1500 e della Chevrolet Camaro 2017.
Più Mini della MINI
David Brown Automotive è un costruttore artigianale britannico che realizza copie di modelli mitici del passato e non si vede come potrebbe altrimenti visto il nome del proprietario (DB, Aston Martin...). Al recente salone di Ginevra la Speedback GT, omaggio alla Aston Martin DB5, ha fatto la sua bella figura con la sua linea elegante e rétro, ma si tratta di un'auto da 495.000 sterline, decisamente un prodotto di nicchia. E questa Mini Remastered non è certo un'altra storia, dato che DBA non intende darsi alla produzione di serie. Per realizzare ogni Mini, infatti, occorrono più di 1.000 ore di lavoro, necessarie a completare i raffinati interni, mentre la vettura nasce su una scocca completamente nuova, ammorbidita stilisticamente agli estremi per rendere più gradevole l'impatto visivo. Il motore eroga il 50% di potenza in più rispetto all'originale, ma non si specifica a quale originale si faccia riferimento e data l'ampia gamma di motorizzazioni presente ai tempi sulla vettura siamo nell'ambito delle ipotesi. Come solo ipotesi si possono fare sul prezzo, dato che DBA ha comunicato che farà sapere i dettagli più in là. Comunque sono previste due versioni della Mini, la Inspired by Café Racers e e la Inspired by Monte Carlo, entrambi con gi stessi raffinati interni. Beh, visto che la MINI Rocketman sembra si sia persa per strada, gli entusiasti dell'icona originale hanno una chance, ma dovranno prepararsi a un esborso considerevole.
06 aprile 2017
Nissan leader nell'elettrico
E' una strada impervia quella percorsa dalle auto elettriche, ma qualcosa inizia a muoversi. Ne è indice il successo di Nissan, attualmente leader di vendite in Italia con 845 veicoli, pari alla quota del 42% del mercato. Piccoli numeri, certo, ma indicativi di una crescita che ha riscontro nelle 478 LEAF e nei 367 e-NV200 (i commercali), che hanno raggiunto, rispettivamente, una quota del 31,8 e 72,8% del mercato relativo. Quindi l'ambito delle elettriche comincia a delinearsi e se la politica di installazione delle colonnine prosegue potrebbe rivelarsi la chiave di volta per le aree urbane, avviando inoltre il circolo virtuoso delle economie di scala che potrebbero rapidamente (come in Cina) a un sensibile abbassamento dei prezzi e quindi alla maggiore appetibilità da parte della clientela. A questo proposito, Nissan ha installato a oggi 22 colonnine di ricarica CHAdeMO (quelle a corrente continua) e intende proseguire nell'arduo compito di fornire almeno micro-ambiti in cui la circolazione elettrica sia ragionevolmente possibile. A monte di tutto, però, sta la cronica fame di introiti delle amministrazioni: la vicenda americana di 3 anni fa insegna. Una brace può essere spenta rapidamente con una secchiata di accise.
Tesla cresce, Alfa langue
Il successo dei marchi dipende dalle politiche di supporto e dalla lungimiranza di chi le guida. Questo è ciò che si deduce dalla notizia Reuters che, raggiungendo un valore di borsa di 49 miliardi di dollari, Tesla sia ormai la seconda Casa costruttrice Usa. Una valutazione di stampo finanziario, certo, ma che fa riscontro al successo di vendite del primo trimestre, dove il marchio ha piazzato 25.000 auto sul mercato. Senza dubbio poche in rapporto, per esempio, alle 150.000 Ford vendute nel solo mese di marzo. Ma il fatto è che le Tesla sono hard to sell: sono costose, difficili (data la penuria di centraline pure in America) e lunghe da ricaricare, con un valore di rivendita del tutto aleatorio. Quindi il fatto che l'azienda di Musk ne abbia collocate 25.000 dà il polso di un'azienda visionaria, che ha un piano per il futuro e che con la imminente Model 3 con ogni probabilità farà il botto anche dal punto di vista commerciale.
Stride dunque il paragone con Alfa Romeo, il più prestigioso marchio di FCA, ridotta a rincorrere obiettivi puramente teorici. Teorici come il successo di vendite della Giulia, il cui stock di invenduto nei piazzali di Cassino ha raggiunto a inizio anno le 15.000 unità a fronte di una produzione 2016 di 25.000. A poco è servito il puntare del marketing sulle flotte; gennaio sono state meno di 2.000 le Giulia vendute in tutta Europa, segno che ormai l'apprezzamento acritico di di un marchio è storia del passato, mentre il presente confronta, valuta e tira linee di convenienza e affidabilità. Questione di manico dunque? Probabilmente sì, perché rilanci e riqualificazioni richiedono si imbocchi un lungo percorso, che deve miscelare l'orgoglio del brand all'umiltà che deriva dall'essere consci di come la scarsa qualità dei prodotti passati abbia ridotto l'appetibilità di quelli attuali.
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