Se dici AMG ti aspetti d'istinto un V8, una
supervitaminizzata da 4 o 5 litri; al minimo 3, pensandoci bene. Da tempo però
il marchio di Affalterbach ha inaugurato una serie meno corposa e altrettanto
tosta, quella con i 4 cilindri duemila. All'esordio i cavalli erano 360, ma si
sa che ai tedeschi piace esagerare e ora il 4 in linea ne pompa ben 381,
facendo della A45 4Matic l'auto con il motore di serie più potente al mondo. Un
record che trova riscontro in prestazioni eccellenti, che ho avuto modo di
verificare in un test all'Hungaroring, il circuito di F1 ungherese vicino a
Budapest.
Si parte dal centro della capitale, dove il traffico è ordinato ma
intenso e richiede una briglia molto tirata al turbo twinscroll. Facile,
selezionando la modalità comfort, che ti sgrana le 7 marce del doppia frizione
morbidamente, mentre le sospensioni ti fanno solo sentire le asperità, ma senza
alcun sobbalzo; sai che ci sono ma ci voli sopra tranquillo. Notevole, perché
basta passare in Sport o Sport+ e immediatamente ti senti il principe (vabbè,
sarebbe la principessa...) sul pisello. Finalmente siamo fuori città e
imbocchiamo l'autostrada, ma anche all'Est si sono accorti di quanto sia
redditizia la velocità e occorre stare molto cauti con il gas. Anche perché la
A 45 è pronta a sgroppare come un cavallo selvaggio, sensibilissima anche alle
minime pressioni del gas e pronta a spararti sopra i 180 in un attimo. Quindi
una breve tirata solo per prendere le misure: sì, è proprio una AMG.
In
circuito le cose cambiano e finalmente la A 45 si trova nell'ambiente giusto.
Sono previsti (solo) quattro giri dietro una GT guidata da un pilota DTM e
d'acchito pensiamo l'abbiano fatto per far «abbassare le orecchie» a tutti. E
invece no, la GT serve perché le A 45 fanno tremendamente sul serio in
circuito. Selezionata la modalità Race, con le sospensioni granitiche e il
cambio che sale e scala velocissimo, seguire le traiettorie della lepre è un
vero piacere, mentre il due litri arriva alla zona rossa del contagiri in un
lampo con un sound da auto da corsa, dentro e soprattutto fuori (quindi attenti
in città!). La tenuta è sicura e il controllo
di stabilità ha una modalità sport che consente moderati sbandamenti.
Escludendolo l'assetto varia con molta rapidità, ma mediamente la vettura è
bilanciata e sensibile a sterzo e gas, con i quali la metti dove vuoi. Agile e
nervosa sullo stretto, sul veloce rimane in traiettoria e se ne esce lo fa con
progressività, sulle quattro ruote. Perfetta anche per chi non è proprio un professionista; ma non bisogna farsi trarre in inganno perché le velocità di percorrenza sono molto elevate e se si esce si picchia duro. I freni
sono potenti e dopo ore di uso intenso (eravamo in molti) non mostrano cali
vistosi di efficienza; il pedale è dosabile e soltanto sotto sforzo compare
qualche vibrazione.
L'erogazione di coppia è spalmata molto bene su tutti i
regimi e i 475 Nm tra 2.250 e 5.000 giri si sentono sempre, con un'erogazione
lineare e possente. La curva di coppia piatta ti permette anche di sbagliare marcia mantenendo una salita di giri molto rapida; l'impressione è quella di disporre di un motore di
cilindrata assai superiore e, soprattutto, non si avverte alcun ritardo di
risposta. I 100 metri con partenza da fermo vengono coperti in 4,5 secondi,
mentre la velocità massima di 250 km/h (che con il Driver Package opzionale
sale a 270) si raggiunge in un lampo. Alla AMG hanno fatto centro un'altra
volta e questa nuova A 45 sarà l'auto da
battere nella sua categoria. Difetti? Forse la selezione del cambio a doppia
frizione in modalità sport, che tende a tenere il motore inutilmente su di giri
se lasciata agire in automatico. Ma si tratta di poca cosa in rapporto alle
prestazioni eccellenti dell'auto.


Nessun commento:
Posta un commento