09 febbraio 2017

Già in giro le Model 3



 



Un annetto fa il debutto del modello, ora la notizia che in autunno inizieranno le consegne. Parlo della nuova Tesla Model 3, quella che secondo le intenzioni di Musk dovrebbe diventare la prima elettrica di massa. In effetti sembra che le cose siano andate meglio del previsto, perché ne era stato previsto l'inizio produzione a settembre, mentre già in questi giorni è stato fermato lo stabilimento di Fremont per l'attrezzatura della nuova linea di montaggio, quindi con largo anticipo. Ricordo che Tesla prevede una produzione di 500.000 vetture l'anno già nel 2018, un bel salto dalle 84.000 unità prodotte complessivamente con S e X nel 2016. I primi esemplari di pre-produzione sono già su strada per i test; confermata l'autonomia di 346 km, non di più come altre Tesla perché non sarà possibile montare su questo pianale il mega-pacco accumulatori da 100 kWh (semplicemente non ci sta). In compenso lo 0-100 rimane attorno ai 6 secondi previsti. La Model 3 è un'elettrica innovativa rispetto alla concorrenza: é lunga 4,70 m e dispone di spazio per 5 persone e i bagagli. Non è una vettura da città, ma un'automobile normale sfruttabile a tutto tondo. In più negli Usa sarà in vendita a 35.000 dollari. Qualche incentivo e il gioco è fatto; se spakka non ce n'è più per nessuno. Ma occorre un Paese con le colonnine, requerde.

08 febbraio 2017

Metti ti rubino il motore...





I tempi cambiano e così cambiano pure gli oggetti del desiderio, comprendendo nell'ambito pure i wills dei malintenzionati. Così nello stabilimento Jaguar Land Rover di Solihull, in UK, circa una settimana fa sono spariti motori per 3 milioni di sterline, in una sorta di azione commando avvenuta in due tempi. Mi spiego: il furto iniziale è avvenuto intorno alle 22.30; è stata un'azione lampo, appena 6 minuti per riempire un Tir con i motori imballati e pronti alla spedizione, appartenenti alle gamme Range Rover Sport, Discovery, XE e F-Pace. Due ore dopo altro ingresso dello stesso Tir e altro carico. Il fatto incredibile è che nessuno se ne sia accorto, perché ovviamente lo stabilimento non era certo vuoto ma regolarmente in funzione e l'autocarro ha superato tutti i controlli di sicurezza, essendo munito di quella che appariva una regolare autorizzazione. Si sospetta una complicità interna e la polizia del West Midlands è alla ricerca del Tir, che pare non si sia allontanato molto dalla fabbrica. Certo che non è facile portarli al mercato su una bancarella, i motori. Mi domando quindi chi sia il committente e come pensa di piazzarli, visto che i numeri di matricola li farebbero subito individuare. Jaguar Land Rover, in ogni caso, ha offerto una ricompensa a chi dia informazioni utili al ritrovamento della refurtiva.

Tutti in moto?













Non è più una novità dato il debutto all'ultimo CES, ma la strada seguita dalla Honda per realizzare l'Honda Riding Assist, in soldoni la moto che sta in equilibrio da sola, introduce una interessante primizia nella tecnologia dei mezzi di trasporto. Sinora l'unico sistema paragonabile era quello del Segway (ora NineBot), la biga (o la monoruota) elettrica, che però impiega un complesso sistema a giroscopi per ottenere il self-balancing. Honda è ricorsa invece a un sistema più semplice: modificare automaticamente l'inclinazione della forcella e dotare la moto di un sistema steer-by-wire. In questo modo il baricentro può essere modificato con continuità e l'equilibrio è garantito anche senza la stabilizzazione dell'effetto giroscopico prodotto dalle ruote. Il fatto che poi la moto possa seguirti come un cagnolino è un mero gadget, oltre ad implicare l'uso di un motore elettrico. Ma l'elemento di rottura rispetto all'esistente è che l'Honda Riding Assist agisce anche in movimento, sdogana l'uso della moto anche per i più insicuri e rende di fatto superati i tre ruote che sono comparsi in ambito prettamente urbano. Con questa tecnologia la moto è stabile sempre, sia a bassa sia ad alta velocità e diventa così un mezzo più utilizzabile in ogni condizione, non solo urbana. Sarebbe possibile ipotizzare anche una copertura antipioggia per la due ruote, poiché l'eventuale impedimento della carenatura nei movimenti del driver sarebbe compensato dagli automatismi mantenendo stabilità e sicurezza. Si discute da tempo dell'uso urbano delle auto e dello spreco del muovere oltre una tonnellata di massa per spostare la settantina di chili (in media) di un individuo. Beh, forse Honda ha messo la prima pietra sulla strada di una mobilità personale ad ampio spettro, facile, realizzabile e non fantascientifica.

Musk e l'amore per le talpe









C'è chi fa i soldi poi se li gode e basta. Ci sono invece altri che nonostante abbiano raggiunto il successo non smettono di cercare nuove strade, nuova sfide; gente insomma che rimane creativa a vita. E questo è decisamente il caso di Elon Musk, che dopo aver spakkato con PayPal ci ha dato dentro con Tesla, poi con SpaceX e da un po' si è concentrato su Hyperloop. Ma il vulcanico tycoon non ha pace e sta già pensando a un altro progetto. Dovete sapere che ultimamente ha sviluppato una certa passione per i tunnel; ha così acquistato una macchina per scavarli (una cosuccia!) e la sta usando nel sottosuolo californiano sotto il quartier generale di SpaceX per connettere le diverse sedi e i laboratori della società evitando il demenziale traffico di Los Angeles. Ma i tunnel sono lenti a realizzarsi e tutto sommato noiosi, così Musk ha pensato di integrare gallerie e Hyperloop per connettere nel sottosuolo distanze minori e a minor velocità rispetto a quelle del sistema superveloce a navicelle. E ha pubblicato su Twitter una foto della talpa e una di un tunnel già pronto, commentando che ci potrebbero essere già evoluzioni sul tema. Sotto la megalopoli ci sono già dei tunnel, quelli metropolitani, ma convertirli all'uso in pressione per Hyperloop sarebbe troppo costoso, senza contare che si bloccherebbe il funzionamento del sistema pubblico per anni congestionando (se possibile) ancora più il traffico. Ma l'idea integrata di un sistema Hyperloop extraurbano combinato con uno cittadino non è affatto male, anche se i capitali per realizzarla sono decisamente astronomici. Chissà che a The Donald non piaccia.

07 febbraio 2017

C-Aircross Concept, la Picasso di domani













A distanza di un mese le anticipazioni per Ginevra si accavallano e questa riguarda Citroën. Si tratta della nuova C-Aircross, che debutta al salone in veste di concept. La vettura sembra la risposta del gruppo alla Nissan Juke e nasce sulla scocca della C3; sarà quindi verosimilmente la base stilistica per la sostituzione dell'attuale C3 Picasso. Citroën dichiara come il design sia stato sviluppato con attenzione all'aerodinamica e alla sicurezza degli occupanti, mentre sia esternamente sia nell'abitacolo il mix di colori e forme deve dare una sensazione di rilassamento e comfort. Sempre in quest'ottica, all'interno sono presenti tutte le features del Citroen Advanced Comfort®concepito per fornire un living confortevole e connesso agli occupanti; il tutto all'insegna della luce, che penetra dalle numerose superfici vetrate. I gruppi motori saranno quelli già presenti ora in gamma, mentre l'adozione del Grip Control permetterà alla C-Aircross anche una certa agilità nell'off road moderato.

Il virus V6 contagia la Corvette





Altra novità attesa da tempo è la nuova Corvette, nuova davvero perché stavolta il motore trasloca dall'abituale collocazione nel cofano anteriore al centro della scocca. La C8 è in fase di sviluppo assai avanzato, dato il debutto previsto per il prossimo salone di Detroit, e sono state colte alcune ZR1, le versioni più corsaiole, durante i test invernali. Ma la novità è sia le orecchie dei fotografi autori degli scatti, sia rumors GM parlano dell'installazione di un V6 al posto del V8 ad aste e bilanceri di prammatica, lo stesso virus Ford, dunque (vedi GT). Si dice anche che lo sviluppo del V8 ad albero piatto da 3 litri (come i motori Ferrari e McLaren) non sia abortito, ma che il montaggio di quel propulsore sia previsto soltanto per alcuni mercati, tipicamente quelli europei e su versioni speciali. Insomma Chevy evolve ma allo stesso tempo risparmia e tutte le storie sulla scelta di un V6 per ridurre emissioni e pesi sono bullshit, come dicono gli yankee: la verità è che lo sviluppo di un nuovo V8, specie se molto sportivo, è molto costoso, che la concorrenza incalza e che per rientrare nei costi occorre dosare con molta parsimonia le novità, dato che le Corvette non sono propriamente un prodotto di massa.

Colta in un video la nuova Mercedes-Maybach G650

















Era noto che il sub-brand Maybach avrebbe ampliato la sua gamma alle Suv e più o meno tutte le anticipazioni raccontavano di una scocca GLS, modificata secondo i dettami del lusso estremo che caratterizza il marchio un tempo a sé stante e ora all'estremo superiore della gamma Mercedes. E invece no. Questo video , proveniente dal sito russo automailru, mostra infatti la prima Suv di Maybach, che si chiama G650 e, com'è evidente, è stata realizzata sulla scocca di una Geländewagen, la più tosta delle Mercedes, l'unica vera fuoristrada. Il fatto che lo scoop venga dalla Russia la dice lunga su quello che sarà il mercato di questa G650, vista la passione dei magnati di quel Paese per le fuoristrada lussuose. Qui la carrozzeria è stata rivista in chiave inizio '900, con il tettuccio in tela che copre soltanto la coda, un'architettura chiamata landaulet, mentre, basandosi sulle sigle, sotto il cofano pulsa il V12 biturbo AMG da 630 CV e 1.001 Nm. Nessun dato tecnico per ora, ma tutta la trasmissione è quella della G500, adattata all'incremento di coppia e potenza. La vedremo al salone di Ginevra.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...