Questo video proviene direttamente dalla McLaren e documenta quanto avanti sia sempre stata questa piccola Casa, capace di sfornare straordinari prodotti. 25 anni fa veniva presentata la F1, forse la prima vera hypercar e al tempo il suo motore V12 con potenza da 627 a 680 cavalli a seconda delle versioni era capace di spingerla ben oltre i 300 orari, nonostante la presenza di un limitatore. McLaren, però, non era del tutto sicura della effettiva velocità massima raggiungibile, perché quella dichiarata era frutto di calcoli. Così nel 1988, 6 anni dopo il debutto della F1, affidò ad Andy Wallace, collaudato e vincente pilota di auto sport, il compito di spingerla a fondo sul tracciato tedesco di Ehra- Lessien, quello di proprietà VW atto a raggiungere velocità assurde grazie al rettilineo di 8,5 km. Sull'osso, soprannome della pista data la forma, appunto da osso con i due tornantoni che raccordano il rettilineo, la leggera auto inglese priva di limitatore raggiunse in due passaggi prima i 387 e poi i 391 km/h, di qui la media omologata di 386,7 km/h e il record mondiale di velocità per auto di produzione, imbattuto sino al 2005 a opera della Bugatti Veyron. Per la cronaca, il record McLaren è tuttora imbattuto nella categoria delle vetture dotate di motore aspirato. Il video è la testimonianza dell'evento, del tutto genuino e molto veritiero nella descrizione da parte di Andy delle difficoltà dovute all'instabilità della leggera auto, 1.139 kg, a quelle velocità. Enjoy.
29 gennaio 2017
L'assoluto di McLaren
Questo video proviene direttamente dalla McLaren e documenta quanto avanti sia sempre stata questa piccola Casa, capace di sfornare straordinari prodotti. 25 anni fa veniva presentata la F1, forse la prima vera hypercar e al tempo il suo motore V12 con potenza da 627 a 680 cavalli a seconda delle versioni era capace di spingerla ben oltre i 300 orari, nonostante la presenza di un limitatore. McLaren, però, non era del tutto sicura della effettiva velocità massima raggiungibile, perché quella dichiarata era frutto di calcoli. Così nel 1988, 6 anni dopo il debutto della F1, affidò ad Andy Wallace, collaudato e vincente pilota di auto sport, il compito di spingerla a fondo sul tracciato tedesco di Ehra- Lessien, quello di proprietà VW atto a raggiungere velocità assurde grazie al rettilineo di 8,5 km. Sull'osso, soprannome della pista data la forma, appunto da osso con i due tornantoni che raccordano il rettilineo, la leggera auto inglese priva di limitatore raggiunse in due passaggi prima i 387 e poi i 391 km/h, di qui la media omologata di 386,7 km/h e il record mondiale di velocità per auto di produzione, imbattuto sino al 2005 a opera della Bugatti Veyron. Per la cronaca, il record McLaren è tuttora imbattuto nella categoria delle vetture dotate di motore aspirato. Il video è la testimonianza dell'evento, del tutto genuino e molto veritiero nella descrizione da parte di Andy delle difficoltà dovute all'instabilità della leggera auto, 1.139 kg, a quelle velocità. Enjoy.
27 gennaio 2017
La nuova McLaren che sostituisce la 650S
Grazie a lamborghiniks, alias Kris Singh, utente di Instagram in quel di Palm Beach, California, ecco la prima foto senza camuffature della nuova McLaren 720S, dove il numero sta per la potenza estratta dall'ormai solito V8 biturbo ad albero piatto da 3.8 litri, ergo la sostituta della 650S. La vedremo anche da altre angolazioni al salone di Ginevra, in marzo. Per il momento, enjoy.
Big troubles per l'auto Usa
Le decisioni di The Donald riguardo l'economia potrebbero avere pesanti ripercussioni sul mondo dell'automobile. L'uscita dall'accordo Trans-Pacifico, la prossima rinegoziazione del NAFTA, l'accordo con Canada e Messico per il libero scambio, e il muro che intende costruire proprio verso quest'ultimo possono infatti tradursi in una vera débacle per l'industria dell'auto yankee, che ha delocalizzato le produzioni proprio in base alla facilità di transito. Dato per scontato che il Messico non pagherà il muro, sorta di imposizione nazista che non può essere accettata da alcun Paese civile, la prevista tassa del 20% sulle merci provenienti da oltre frontiera penalizzerà sì il governo messicano, ma anche le auto di là provenienti. E per reimpiantare le fabbriche in Usa occorrono soldi, molti. Molti di più di quelli derivanti dalla riduzione delle tasse sulle imprese a un'aliquota tra il 15 e il 20% prospettata dal tycoon. Di qui la cautela mostrata dai ceo delle tre interessate dopo il colloquio con il presidente. E anche il successo di borsa che ha visto lo sfondamento storico di quota 20.000 dell'indice Dow Jones sarà tutto da confermare se i dazi cominceranno a metterli anche gli altri Paesi. L'Europa per prima che, al di là dell'abituale attitudine al ruolo di scendiletto che gli inglesi manifestano nei confronti degli Usa, attuata per avere l'autorizzazione a comportarsi da paradiso fiscale senza entrare in alcuna black list, con gli albionici lontani (o almeno si spera) dalla possibilità di influenzare le regole dell'Unione, potrebbe reagire parimenti a dazi imposti sui propri prodotti. Non avrei mai creduto di condividere le idee del presidente cinese Xi Jinping ma devo dire che approvo il suo discorso a Davos e che non si possa tornare oggi alle rozze politiche economiche di cinquant'anni fa. Nemmeno per tener fede a promesse elettorali.
Mild hybrid la prossima GTI
VW ha rivelato alcune info tecniche riguardo la prossima Golf GTI, ottava edizione della never ending series che tuttora riscuote grande successo. L'auto, attesa per il 2020, dovrebbe adottare ancora il 4 cilindri turbo a benzina da 265 CV, nell'edizione dunque che equipaggia attualmente la Clubsport, ma con il sistema di sovralimentazione completamente rivisto. L'espansione del gruppo verso elettriche e ibride fa sì infatti che si diffonda l'adozione di un circuito elettrico da 48 V, che consente quindi l'uso di starter/generatori integrati nel cambio. Un po' la stessa soluzione adottata da Mercedes per i nuovi motori a benzina, dove la funzione di boost è svolta (anche) dal motore elettrico. Da notare che basta aggiungere una (piccola) batteria e l'auto si trasforma in ibrida plug-in. Il turbo, poi, potrebbe essere assistito da un motore elettrico per garantire sovrappressione anche a regimi molto bassi ed estendere il plateau di coppia massima nell'arco di regimi di uso comune. Si parla addirittura di una sostituzione tout court del turbo con un compressore elettrico, ma personalmente ho dei dubbi sull'effettivo guadagno della soluzione in termini termodinamici: tutta l'energia dei gas di scarico andrebbe dispersa a fronte del consumo addizionale di energia da parte del compressore elettrico. La stessa situazione dei volumetrici, insomma, che non sono mai stati campioni di efficienza. Ma VW ci ha abituato a soluzioni tecnicamente audaci, vedi il V5, quindi non do' nulla per scontato.
24 gennaio 2017
Spesa con l'auto?
In Europa è presente soltanto in UK, ma Walmart è la più grande società di supermercati al mondo con punti vendita in Sud America, Africa, Asia e, ovviamente, una presenza capillare negli States. Vendono di tutto e tra poco anche le auto. Un accordo con la società di franchise AutoNation, infatti, dal prossimo aprile permetterà alla catena di sviluppare inizialmente in Florida il programma CarSaver, che coinvolge gli store AutoNation entro le 15 miglia di distanza dal punto Walmart interessato. Ma perché andare al super e non rivolgersi direttamente alla concessionaria? Semplice, perché Walmart ti garantisce uno sconto di 3.000 $ sulla vettura prescelta se l'appuntamento con la concessionaria avviene tramite un contatto acquisito mediante la struttura esistente nel supermercato. Dalle nostre parti è difficile capire la logica di questo tipo di marketing Usa, ma il fatto è che per loro è importante far affluire la gente negli autosaloni; la parlantina e le doti di convincimento dei vendiori fanno poi il resto, statistiche alla mano. Un retaggio degli anni '60? Piuttosto una realtà dell'America più prodonda che non è mai cambiata, tutto sommato proprio quella cui fa riferimento The Donald.
Una Mitsu media a Ginevra
Dopo l'ingresso nel gruppo Renault-Nssan, Mitsubishi ha ritrovato la vitalità e anticipa con questo teaser una vettura che si colloca dimensionalmente tra la ASX e la Outlander, Suv ovviamente. La foto permette di evidenziare quella che si può ritenere una maggiore attenzione al design rispetto al passato, con riferimenti alla concept XR-PHEV del 2013 e, vista la lunghezza attorno ai 4 metri e mezzo, l'appartenenza alla stessa categoria della Nissan Qashqai risulta evidente. Sinergia di gruppo, quindi? Could be, ma nel prodotto Mitsu forse potrebbe esserci maggiore attenzione alle versioni 4WD, offerte comunque in opzione rispetto a una base a trazione anteriore. Motori turbo a benzina e Diesel, mentre con i cambi la Casa si sbizzarrisce: disponibili infatti soluzioni manuali, automatiche (a 8 marce) e CVT. La vedremo a Ginevra.
Bye Bye Bernie
Quasi quarant'anni. Tanto è durato l'impero di Bernie Ecclestone, indiscusso protagonista economico della F1. E' stato infatti ufficializzato ieri il passaggio della quota di controllo della società che gestisce la F1 al gigante Usa Liberty Media, che fin dallo scorso settembre aveva manifestato l'intenzione all'acquisto. Al posto del vecchio Bernie, l'ex capo di 21st Century Fox, (una volta era 20th, remember?) Chase Carey; braccio operativo del motorsport sarà invece Ross Brawn. L'operazione ha comportato un esborso di 8 miliardi di dollari, la pensione di un Ecclestone ormai ottantasettenne. Ora Brawn si occuperà delle questioni tecniche e regolamentari, mentre Carey sarà occupato dai lucrosi risvolti economici relativi ai diversi contratti, pubblicitari e non che ruotano attorno al circus miliardario. Indubbio che il britannico, nella tradizione dell'antico spirito che diede i natali ai corsari ai pirati in quel Paese, abbia realizzato nel tempo una fortissima crescita dei profitti, facendo affari d'oro con i diversi attori dell'area interessata. Forse lo sport non ha però avuto la prevalenza, vista la noia delle gare odierne, ingessate in regolamenti poco entusiasmanti dal punto di vista della spettacolarità. Le cose cambieranno con Liberty? Mah, certamente la società vorrà rientrare quanto prima dell'investimento, quindi non è da attendersi a breve una prevalenza diversa da quella finanziaria.
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