06 dicembre 2016

Upgrading senza cavalli per la BRZ












Attesa per la primavera, la versione restyled della Subaru BRZ sarà disponibile soltanto nella livrea SE Lux con un lieve aumento di prezzo.  Solo modifiche di dettaglio nello stile esterno e nella dotazione dell'interno, che ai rivestimenti in Alcantara associa ora uno schermo touch da 4,2 pollici che incorpora funzioni sportive come tempi sul giro, forza frenante e rilevazioni degli accelerometri. Lo sterzo è di minor diametro come sulla cugina GT-86 e reca i comandi dell'impianto audio. Chi si aspettava un aumento di potenza rimarrà però ancora deluso: per quello occorre sempre rivolgersi ai tuner, perché la nuova BRZ riporta soltanto un nuovo settaggio delle sospensioni che aumenta la precisione di sterzo in inserimento in curva e gli elementi mobili della distribuzione alleggeriti, che consentono un (lieve) riduzione di consumo e aumentano (di poco) la rapidità a prendere i giri. Peccato perché se c'è un'auto che merita un aumento di potenza quella è proprio la BRZ (o la GT-86). Continuiamo a sperare o ci diamo per vinti?

Grande complication













Sulla logica degli yankee ci sarebbe molto da dire, basta guardare ai risultati delle ultime elezioni. Ma dove raggiungono vertici davvero inarrivabili è nel campo delle elaborazioni, ove si accomunano da un lato tuner eccellenti e dall'altro preparatori un po', diciamo, sovietici, nel senso della complicazione e della ridondanza, a volte, del loro lavoro. E' il caso del Dream Giveaway Garage, che è solito organizzare vendite di beneficenza offrendo in palio le sue vetture elaborate. In questo caso si tratta di una Dodge Challenger SRT Hellcat X, indubbiamente la più animale delle muscle car a stelle e strisce, che di serie (quella senza la X) tira fuori dal suo 6.2 litri sovralimentato con compressore volumetrico 717 ponies e 882 Nm. Beh, l'elaborazione aggiunge "solo" un centinaio di cavalli e porta il totale a 816 CV e 1085 Nm. Forte incremento di coppia, quindi, ma meno brillante il lavoro sulla potenza, visto il dato di partenza. Il fatto è che per ottenere l'obiettivo hanno aggiunto due turbo, che soffiano nell'aspirazione del volumetrico. Per non disintegrare quest'ultimo, quindi, la pressione fornita dalle giranti dev'essere bassa e così si spiegano i proporzionalmente ridotti vantaggi di tutta la macchinosa storia. In ogni caso mica roba da buttare, anche se il comportamento osservabile dai video non mi sembra esattamente quello di una schiodatombini; saranno veri i dati dichiarati? Ma mi tocca un'autocritica. Per parlare senza lingua biforcuta occorrerebbe provarla, 'sta X, no?

05 dicembre 2016

Tesla assume





La più esclusiva azienda americana costruttrice di automobili elettriche espande la sua attività in Europa. E per questo ha pianificato l'assunzione di 500 persone in diverse nazioni del Vecchio Continente. Tra cui l'Italia, in cui però le posizioni previste sono più che altro commerciali e non tecniche. La decisione origina dall'acquisizione in Germania della Grohmann Engineering, azienda specializzata in robot per la costruzione degli accumulatori. Il Paese centrale sarà l'Olanda, sede del coordinamento principale; nel resto del continente saranno invece distribuite le altre mansioni. Per info e candidature, consultate il sito della Casa californiana. Potrebbe essere l'occasione giusta, anche se per esperienza personale consiglio sempre cautela con le azienda a stelle e strisce.

Korama by VW









Questo è il commercial australiano della Volkswagen per il nuovo Amarok. Come si vede nel video, è stato realizzato applicando una copertura in vetroresina sulla carrozzeria del pickup di serie, ottenendo così Korama, il cui effetto è quello alla Mad Max (film girato da quelle parti) di un veicolo post-cataclismico capace di affrontare gli sterrati come acqua fresca. Anche l'interno è stato camuffato con coperture applicate alla plancia. I sedili però sono racing, meglio della serie, quindi. Nella più recente dinamica comportamentale VW, mi viene però un dubbio. Trattandosi di un Diesel, non è che il camuffo e l'ambientazione australiana servono a sottolineare ancor più il distacco dai motori a gasolio?

02 dicembre 2016

American Polizei















Sappiamo che in Germania la polizia usa per le pattuglie anche auto molto prestazionali, sia quelle confiscate per crimini vari, sia quelle date in comodato da diversi costruttori per farsi pubblicità; succede anche in Italia, no? Ma qualche marchio non ha mai fatto parte del club e mi riferisco a quelli americani, quantomeno per ciò che riguarda le muscle car. Così questa Ford Mustang GT Polizei style è decisamente curiosa. E' stata commissionata dalla VDAT, l'associazione dei tuner tedeschi e sponsorizzata tra gli altri dal ministero dei trasporti nell'ambito della campagna "Tune it! Safe!" per sensibilizzare sul tuning sicuro (!?) ma anche per far partecipare equipaggi della polizia alle manifestazioni del settore, piuttosto popolari in Germania. Realizzata dalla Wolf Racing, ha il V8 di 5 litri da 440 CV, cerchi da 20 pollici, sospensioni ad assetto variabile e un look più cattivo grazie alle appendici aerodinamiche anteriori e posteriori, oltre a uno scarico più libero. Difficile però sia usata negli inseguimenti: i poliziotti tedeschi hanno anche delle Porsche, sicuramente più adatte allo scopo.

La nuova Camry a Detroit





La Toyota Camry, praticamente sconosciuta in Europa, è stata lungamente una delle auto più vendute in Usa e tuttora se la cava piuttosto bene: l'anno scorso ne sono state immatricolate 429.185, a dispetto della tendenza di Suv e Crossover a far fuori il mercato. A Detroit, che ormai occhieggia tra poco più di un mese, Toyota porterà la nuova versione dell'auto, di cui ha diffuso un teaser. Il profilo a linee tese sembra rifarsi alla concept Mirai del 2014, non proprio un prodigio di bellezza ma certamente innovativa. La Camry comunque è da sempre apprezzata per qualità costruttiva e robustezza, due doti care agli yankee che con ogni probabilità decreteranno il successo di vendite anche per questa nuova versione.

01 dicembre 2016

AMG E63 S 4MATIC+















































Le scadenze tecnologiche per un marchio sono ordinate secondo
i tempi di sviluppo; quelle dei nuovi modelli seguono invece maggiormente le
evoluzioni del mercato. Così accade che la messa a punto di un nuovo motore
ultraperformante non corrisponda al montaggio dello stesso su una GT ma avvenga
invece su una berlina, o meglio su una limousine. E’ quello che è accaduto alla
Mercedes con la presentazione delle nuove AMG E 63 4MATIC+ e AMG E 63 S
4MATIC+, dove la S vale 41 CV, la differenza tra 571 e 612, la cavalleria delle
due vetture. Sul bel tracciato di Portimao, in Portogallo, ci è stata presentata proprio la S, la più potente Classe E di
tutti i tempi. Che debutta con un corpo vettura decisamente impegnativo, un
peso di 1.890 kg, un passo di 2.939 mm, una lunghezza che sfiora i 5 metri. Si
direbbe una scelta sbagliata, un azzardo destinato unicamente ai rettilinei Usa
per partenze a razzo e niente più. Invece è stata una vera e propria sfida
tecnologica, un traguardo impegnativo raggiunto, però, pienamente.




Vista da fuori è l’equilibrata ultima serie della E, nemmeno troppo
caratterizzata. Aggressiva il giusto, le prese d’aria anteriori  “avvolte” dagli spoiler, i cerchi neri da 20" con il
dado centrale (optional però, di serie sono da 19), le minigonne ben integrate, la coda con il piccolo spoiler sul
cofano e l’estrattore che incorpora i quattro scarichi rettangolari. Se la
incontri per strada potresti anche non accorgerti che è una AMG, certo, se non
ne senti il rombo. Perché quello la identifica subito come una super-cattiva,
pieno, possente, specie se premi il tastino sulla consolle centrale. Dentro
eleganza e sport vanno a braccetto. Ottimi i sedili sportivi, meglio ancora
quelli racing opzionali ampiamente regolabili per accogliere, soprattutto
trattenere, perché ce n’è bisogno, credetemi. L'interno, con la plancia sottolineata dal filo di led blu-viola è funzionale ma complesso negli azionamenti e data la mole di regolazioni possibili, è meglio prendersi un po' di tempo per leggere il manuale e imparare così ogni taratura possibile. Tra tasti, Comand e pulsanti sul volante (molto bello e sportivo con la parte squadrata in basso) si rischia di perdersi un po'. Comunque per divertirsi non occorre andare tanto per il sottile, perché le regolazioni fondamentali sono concentrate in un cursore oscillante che permette di scegliere le funzioni dinamiche preselezionate: Comfort, Sport, Sport Plus e Race; il nome suggerisce la funzione. La plancia è occupata pressoché interamente da due enormi schermi di cui quello davanti a pilota funge da cruscotto con tre possibili visualizzazioni; nella Sport c'è persino l'accelerometro, oltre a temperature di olio motore e cambio, potenza e coppia, pressione di sovralimentazione, temperatura e pressione degli pneumatici. In più, con l'ottimo head up display si può pure prendere il tempo sul giro.

Credo di aver detto abbastanza del contorno, passiamo all'arrosto.



Sotto il cofano c'è l'ultima e più prestazionale versione dell'ultimo V8 di AMG: 612 CV tra 5.750 e 6.500 giri e 850 Nm tra 2.500 e 4.500. Rispetto a quello della GT c'è un diverso sistema di ventilazione dei due turbo, che sono per la prima volta twin scroll e uniti a condotti separati per annullare il lag di risposta. Ci sono poi lo start&stop e la deattivazione di 4 cilindri se la potenza richiesta è ridotta; il sistema funziona in modo del tutto inavvertibile e l'unico segnale della sua presenza è una spia sul cruscotto (solo in modalità Comfort). Basta un'occhiata a potenza e coppia per capire che siamo di fronte a un assoluto: sono 154 CV/litro con la coppia di un TIR. Senza la trazione integrale non sarebbe possibile trasferirli a terra se non con continue furiose sgommate. Ed ecco perciò la 4MATIC+ Performance AMG, che insieme al cambio SPEEDSHIFT MCT AMG a 9 marce riesce a "scaricare" tutto 'sto ben di dio a terra. La trasmissione è un prodigio di compattezza ed efficienza, mentre il cambio adotta una frizione multidisco in bagno d'olio al posto del convertitore; nessun bisogno di incrementi di coppia in partenza visti i valori in gioco. Sospensioni ad aria a regolazione elettronica e sterzo parametrico completano il quadro, con il condimento dei freni davanti da 390 mm con pinze a 6 pistoncini e dischi in  composito; a richiesta quelli carboceramici. Per non stressare troppo quelli al retrotreno con la moda delle "frenatine" per fare le veci di un autobloccante è stato adottato poi un vero differenziale posteriore di questo tipo, ma a controllo elettronico. 



Una lieve pressione sul bottone e la bestia prende vita. Il treno delle poderose onde sonore è inesorabilmente spezzato dai turbo, ma i tecnici hanno fatto un ottimo lavoro di ricostruzione e il V8 ruggisce comme il faut, ma più da motore da corsa che da pompone Usa. Provo subito il launch control. E' più facile di prima, basta premere con il piede sinistro sul freno e contemporaneamente affondare con il destro sul gas; il motore sale attorno ai 4.000 e resta lì, ma puoi variare un po' il regime tirando i paddle. Poi via il freno e in 3,4 secondi hai passato i 100. In una decina sei oltre i 200 e in un batter d'occhio ti domandi come mai la macchina si sia piantata. Con il tachimetro a 260, incidentalmente, perché è autolimitata. In opzione la puoi avere, ancora autolimitata, a 290. Sì, perché se la fai sgroppare libera e bella arriva a 332, ma non è ufficiale, non lo potrei dire. In ogni caso guidare la E63 è libidine pura; non ti accorgi assolutamente del peso, delle dimensioni. La inserisci in curva con lo sterzo preciso come un orologio svizzero sei in corda in un baleno, poi pigi sul gas in qualunque marcia ed esci come sparato da un cannone. Nove rapporti sono decisamente sovrabbondanti con questa coppia. Con quelle accelerazioni e quelle frenate ti fa quasi girare la testa e continui a sorridere come uno scemo, mentre ti senti Flash tanto gli altri sono fermi



Poi arrivi in pista. E la pista è quella di Portimao, nel sud del Portogallo. Un tracciato molto bello e impegnativo, con curve che chiudono, salite, discese e staccatona a fine rettilineo. E pensi che lì si vedranno i limiti derivanti dal peso, dal passo. Beh niente di tutto ciò. La E63 gira come un missile con una trazione straordinaria, tanto che anche staccando tutto (ESP e controllo di trazione, intendo) la spia dello slittamento si accende solo qualche volta, mentre l'auto rimane sempre controllabile. Da non crederci. Alla fine del secondo turno di prove comincia a piovere e mi viene un sano timore reverenziale, con tanta coppia sotto il piede destro. Invece niente, la AMG va come un ossessa lo stesso, con una trazione incredibile, mai vista in una vettura di serie. Il reparto trasmissione è assolutamente eccezionale. suddivide la coppia istante per istante su ciascuna ruota e ottimizza la trazione in modo decisamente innovativo, un software eccellente che stabilisce il nuovo benchmark del segmento. Ti sembra di guidare un'auto di un metro più corta e molto più leggera, non hai nemmeno lo spostamento laterale dovuto al peso. La pioggia va e viene, così quando esco dal circuito, bombato di adrenalina come una gazzella inseguita da un leone decido di provare l'ultima chicca di questa auto, la funzione drift. Occorre smanettare con i settaggi, mettendo in Race e disinserendo l'Esp, poi la coppia va tutta alle ruote posteriori, fino a circa 130 km/h. Poi un po' del vigore viene inviato comunque all'avantreno, ma solo per stabilizzare l'auto. Ma credeteci, 130 sono più che sufficienti per farsi male e per capire quanto sia essenziale per la relativa facilità di guida della E 63 la sua straordinaria trazione integrale. 



E' sera, siamo tornati in albergo e mi sono fatto una doccia. Ma il sorriso è ancora lì, un po' ebete. E' l'effetto E63, che dà subito assuefazione.






Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...