Sappiamo che in Germania la polizia usa per le pattuglie anche auto molto prestazionali, sia quelle confiscate per crimini vari, sia quelle date in comodato da diversi costruttori per farsi pubblicità; succede anche in Italia, no? Ma qualche marchio non ha mai fatto parte del club e mi riferisco a quelli americani, quantomeno per ciò che riguarda le muscle car. Così questa Ford Mustang GT Polizei style è decisamente curiosa. E' stata commissionata dalla VDAT, l'associazione dei tuner tedeschi e sponsorizzata tra gli altri dal ministero dei trasporti nell'ambito della campagna "Tune it! Safe!" per sensibilizzare sul tuning sicuro (!?) ma anche per far partecipare equipaggi della polizia alle manifestazioni del settore, piuttosto popolari in Germania. Realizzata dalla Wolf Racing, ha il V8 di 5 litri da 440 CV, cerchi da 20 pollici, sospensioni ad assetto variabile e un look più cattivo grazie alle appendici aerodinamiche anteriori e posteriori, oltre a uno scarico più libero. Difficile però sia usata negli inseguimenti: i poliziotti tedeschi hanno anche delle Porsche, sicuramente più adatte allo scopo.
02 dicembre 2016
American Polizei
Sappiamo che in Germania la polizia usa per le pattuglie anche auto molto prestazionali, sia quelle confiscate per crimini vari, sia quelle date in comodato da diversi costruttori per farsi pubblicità; succede anche in Italia, no? Ma qualche marchio non ha mai fatto parte del club e mi riferisco a quelli americani, quantomeno per ciò che riguarda le muscle car. Così questa Ford Mustang GT Polizei style è decisamente curiosa. E' stata commissionata dalla VDAT, l'associazione dei tuner tedeschi e sponsorizzata tra gli altri dal ministero dei trasporti nell'ambito della campagna "Tune it! Safe!" per sensibilizzare sul tuning sicuro (!?) ma anche per far partecipare equipaggi della polizia alle manifestazioni del settore, piuttosto popolari in Germania. Realizzata dalla Wolf Racing, ha il V8 di 5 litri da 440 CV, cerchi da 20 pollici, sospensioni ad assetto variabile e un look più cattivo grazie alle appendici aerodinamiche anteriori e posteriori, oltre a uno scarico più libero. Difficile però sia usata negli inseguimenti: i poliziotti tedeschi hanno anche delle Porsche, sicuramente più adatte allo scopo.
La nuova Camry a Detroit
La Toyota Camry, praticamente sconosciuta in Europa, è stata lungamente una delle auto più vendute in Usa e tuttora se la cava piuttosto bene: l'anno scorso ne sono state immatricolate 429.185, a dispetto della tendenza di Suv e Crossover a far fuori il mercato. A Detroit, che ormai occhieggia tra poco più di un mese, Toyota porterà la nuova versione dell'auto, di cui ha diffuso un teaser. Il profilo a linee tese sembra rifarsi alla concept Mirai del 2014, non proprio un prodigio di bellezza ma certamente innovativa. La Camry comunque è da sempre apprezzata per qualità costruttiva e robustezza, due doti care agli yankee che con ogni probabilità decreteranno il successo di vendite anche per questa nuova versione.
01 dicembre 2016
AMG E63 S 4MATIC+
Le scadenze tecnologiche per un marchio sono ordinate secondo
i tempi di sviluppo; quelle dei nuovi modelli seguono invece maggiormente le
evoluzioni del mercato. Così accade che la messa a punto di un nuovo motore
ultraperformante non corrisponda al montaggio dello stesso su una GT ma avvenga
invece su una berlina, o meglio su una limousine. E’ quello che è accaduto alla
Mercedes con la presentazione delle nuove AMG E 63 4MATIC+ e AMG E 63 S
4MATIC+, dove la S vale 41 CV, la differenza tra 571 e 612, la cavalleria delle
due vetture. Sul bel tracciato di Portimao, in Portogallo, ci è stata presentata proprio la S, la più potente Classe E di
tutti i tempi. Che debutta con un corpo vettura decisamente impegnativo, un
peso di 1.890 kg, un passo di 2.939 mm, una lunghezza che sfiora i 5 metri. Si
direbbe una scelta sbagliata, un azzardo destinato unicamente ai rettilinei Usa
per partenze a razzo e niente più. Invece è stata una vera e propria sfida
tecnologica, un traguardo impegnativo raggiunto, però, pienamente.
Vista da fuori è l’equilibrata ultima serie della E, nemmeno troppo
caratterizzata. Aggressiva il giusto, le prese d’aria anteriori “avvolte” dagli spoiler, i cerchi neri da 20" con il
dado centrale (optional però, di serie sono da 19), le minigonne ben integrate, la coda con il piccolo spoiler sul
cofano e l’estrattore che incorpora i quattro scarichi rettangolari. Se la
incontri per strada potresti anche non accorgerti che è una AMG, certo, se non
ne senti il rombo. Perché quello la identifica subito come una super-cattiva,
pieno, possente, specie se premi il tastino sulla consolle centrale. Dentro
eleganza e sport vanno a braccetto. Ottimi i sedili sportivi, meglio ancora
quelli racing opzionali ampiamente regolabili per accogliere, soprattutto
trattenere, perché ce n’è bisogno, credetemi. L'interno, con la plancia sottolineata dal filo di led blu-viola è funzionale ma complesso negli azionamenti e data la mole di regolazioni possibili, è meglio prendersi un po' di tempo per leggere il manuale e imparare così ogni taratura possibile. Tra tasti, Comand e pulsanti sul volante (molto bello e sportivo con la parte squadrata in basso) si rischia di perdersi un po'. Comunque per divertirsi non occorre andare tanto per il sottile, perché le regolazioni fondamentali sono concentrate in un cursore oscillante che permette di scegliere le funzioni dinamiche preselezionate: Comfort, Sport, Sport Plus e Race; il nome suggerisce la funzione. La plancia è occupata pressoché interamente da due enormi schermi di cui quello davanti a pilota funge da cruscotto con tre possibili visualizzazioni; nella Sport c'è persino l'accelerometro, oltre a temperature di olio motore e cambio, potenza e coppia, pressione di sovralimentazione, temperatura e pressione degli pneumatici. In più, con l'ottimo head up display si può pure prendere il tempo sul giro.
Credo di aver detto abbastanza del contorno, passiamo all'arrosto.
Sotto il cofano c'è l'ultima e più prestazionale versione dell'ultimo V8 di AMG: 612 CV tra 5.750 e 6.500 giri e 850 Nm tra 2.500 e 4.500. Rispetto a quello della GT c'è un diverso sistema di ventilazione dei due turbo, che sono per la prima volta twin scroll e uniti a condotti separati per annullare il lag di risposta. Ci sono poi lo start&stop e la deattivazione di 4 cilindri se la potenza richiesta è ridotta; il sistema funziona in modo del tutto inavvertibile e l'unico segnale della sua presenza è una spia sul cruscotto (solo in modalità Comfort). Basta un'occhiata a potenza e coppia per capire che siamo di fronte a un assoluto: sono 154 CV/litro con la coppia di un TIR. Senza la trazione integrale non sarebbe possibile trasferirli a terra se non con continue furiose sgommate. Ed ecco perciò la 4MATIC+ Performance AMG, che insieme al cambio SPEEDSHIFT MCT AMG a 9 marce riesce a "scaricare" tutto 'sto ben di dio a terra. La trasmissione è un prodigio di compattezza ed efficienza, mentre il cambio adotta una frizione multidisco in bagno d'olio al posto del convertitore; nessun bisogno di incrementi di coppia in partenza visti i valori in gioco. Sospensioni ad aria a regolazione elettronica e sterzo parametrico completano il quadro, con il condimento dei freni davanti da 390 mm con pinze a 6 pistoncini e dischi in composito; a richiesta quelli carboceramici. Per non stressare troppo quelli al retrotreno con la moda delle "frenatine" per fare le veci di un autobloccante è stato adottato poi un vero differenziale posteriore di questo tipo, ma a controllo elettronico.
Una lieve pressione sul bottone e la bestia prende vita. Il treno delle poderose onde sonore è inesorabilmente spezzato dai turbo, ma i tecnici hanno fatto un ottimo lavoro di ricostruzione e il V8 ruggisce comme il faut, ma più da motore da corsa che da pompone Usa. Provo subito il launch control. E' più facile di prima, basta premere con il piede sinistro sul freno e contemporaneamente affondare con il destro sul gas; il motore sale attorno ai 4.000 e resta lì, ma puoi variare un po' il regime tirando i paddle. Poi via il freno e in 3,4 secondi hai passato i 100. In una decina sei oltre i 200 e in un batter d'occhio ti domandi come mai la macchina si sia piantata. Con il tachimetro a 260, incidentalmente, perché è autolimitata. In opzione la puoi avere, ancora autolimitata, a 290. Sì, perché se la fai sgroppare libera e bella arriva a 332, ma non è ufficiale, non lo potrei dire. In ogni caso guidare la E63 è libidine pura; non ti accorgi assolutamente del peso, delle dimensioni. La inserisci in curva con lo sterzo preciso come un orologio svizzero sei in corda in un baleno, poi pigi sul gas in qualunque marcia ed esci come sparato da un cannone. Nove rapporti sono decisamente sovrabbondanti con questa coppia. Con quelle accelerazioni e quelle frenate ti fa quasi girare la testa e continui a sorridere come uno scemo, mentre ti senti Flash tanto gli altri sono fermi.
Poi arrivi in pista. E la pista è quella di Portimao, nel sud del Portogallo. Un tracciato molto bello e impegnativo, con curve che chiudono, salite, discese e staccatona a fine rettilineo. E pensi che lì si vedranno i limiti derivanti dal peso, dal passo. Beh niente di tutto ciò. La E63 gira come un missile con una trazione straordinaria, tanto che anche staccando tutto (ESP e controllo di trazione, intendo) la spia dello slittamento si accende solo qualche volta, mentre l'auto rimane sempre controllabile. Da non crederci. Alla fine del secondo turno di prove comincia a piovere e mi viene un sano timore reverenziale, con tanta coppia sotto il piede destro. Invece niente, la AMG va come un ossessa lo stesso, con una trazione incredibile, mai vista in una vettura di serie. Il reparto trasmissione è assolutamente eccezionale. suddivide la coppia istante per istante su ciascuna ruota e ottimizza la trazione in modo decisamente innovativo, un software eccellente che stabilisce il nuovo benchmark del segmento. Ti sembra di guidare un'auto di un metro più corta e molto più leggera, non hai nemmeno lo spostamento laterale dovuto al peso. La pioggia va e viene, così quando esco dal circuito, bombato di adrenalina come una gazzella inseguita da un leone decido di provare l'ultima chicca di questa auto, la funzione drift. Occorre smanettare con i settaggi, mettendo in Race e disinserendo l'Esp, poi la coppia va tutta alle ruote posteriori, fino a circa 130 km/h. Poi un po' del vigore viene inviato comunque all'avantreno, ma solo per stabilizzare l'auto. Ma credeteci, 130 sono più che sufficienti per farsi male e per capire quanto sia essenziale per la relativa facilità di guida della E 63 la sua straordinaria trazione integrale.
E' sera, siamo tornati in albergo e mi sono fatto una doccia. Ma il sorriso è ancora lì, un po' ebete. E' l'effetto E63, che dà subito assuefazione.
28 novembre 2016
Toyota vuole un posto nell'Olimpo delle superport
Gazoo Racing è la scuderia sportiva di Toyota e copre molteplici settori, dai rally al campionato Endurance. Accanto all'attività principale, però, realizza anche elaborazioni ufficiali sulle vetture stradali del gruppo, che vengono vendute con due brand: GRMN (Gazoo Racing Masters of Nurbürgring) e G's. Questa attività è attualmente limitata, ma Koei Saga, responsabile della divisione motori di Toyota e della stessa Gazoo, pensa sia ora di potenziare il settore delle elaborazioni per farlo diventare un vero e proprio marchio, capace di sfidare i due leader indiscussi del settore, ovvero AMG e M. Con buona pace della partnership con BMW e quindi pure M, Gazoo sta quindi pianificando edizioni cattive delle attuali e prossime sportive Toyota e Lexus, a partire dalla GT-86 GRMN Sports FR Concept per arrivare alla futura Supra. Restando nel presente, le prossime novità potrebbero nascere da questa edizione limitata della coupé Toyobaru del 2012, che adotta turbo e volumetrico assieme per portare la potenza del 2 litri boxer a 315 CV, mentre per ciò che attiene la Supra non è ancora dato sapere se e quando Gazoo sarà autorizzata a intervenire sul progetto. Ricordo però che la Lexus IS F era una vera bestia; i presupposti per qualcosa di buono, quindi, ci sono.
Più cavalli per la Exige
Lotus attraversa un periodo felice. Per la prima volta da molti anni ha ottenuto un utile operativo (ad dixit) e il suo futuro potrebbe riprendere sulla strada dell'innovazione, attitudine che fa parte più tipicamente del Dna della società sorella di engineering ma che a parte qualche inconsistenza delle idee sviluppate (motori a due tempi, range extender, freni in alluminio) si vede anche nei nuovi modelli. Certo, rimangono in corso tutte le questioni inerenti la proprietà Proton, come dicevo la settimana scorsa, ma nel frattempo Lotus va avanti e presenta la Exige Sport 380, la più prestazionale vettura stradale mai prodotta. Il motore adottato proviene (come ormai solito) da Toyota: un V6 di 3.5 litri sovralimentato con compressore che eroga 380 CV a 6.700 giri con coppia massima di 410 Nm a 5.000, che consente un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e una velocità massima di 286 km/h. Non è stato intaccato il tradizionale argomento della leggerezza, il peso della Exige va infatti da 1.066 a 1.100 kg e, insieme all'accentramento delle masse, garantisce un'agilità e una prontezza da caccia intercettore, da sempre le migliori doti delle Lotus. Trazione ovviamente posteriore attraverso un cambio manuale a 6 marce standard (la leva con gli azionamenti a vista è sempre un bel pezzo di meccanica), ma c'è anche un automatico pure a 6 marce con i paddle al volante. Ampio uso di carbonio e tradizionale spartanità dell'interno sono collaterali della vettura, che adotta cerchi forgiati con pneumatici 215/45 17 all'avantreno e 265/35 18 dietro, freni con pinze AP a 4 pistoncini e per ridurre ulteriormente le masse, una batteria al litio. Prezzo consigliato 89.900 euro, disponibile dal 2017.
22 novembre 2016
Takeover cinese per Lotus?
Il marchio Lotus fa decisamente parte della storia dell'automobile e, con alti e bassi, periodicamente se ne parla per i rari (veri) nuovi modelli, ma anche per le assenze ai saloni, come a Francoforte l'anno scorso. Il brand fa capo a un marchio malese, la Proton, azienda cui si può applicare l'espressione idiomatica inglese "big in Japan", nel senso che fuori dal Far east i suoi prodotti sono bellamente sconosciuti. Orbene, Proton è da tempo in crisi e cerca partner per uscire dalle pastoie di un confronto troppo stridente con i produttori cinesi, con i quali condivide (e non dev'essere facile) il mercato. A tale scopo ha bandito una sporta di gara al contrario per selezionare l'azienda eletta a sobbarcarsi debiti e problemi tecnologici del marchio secondo una curiosa ma tipica abitudine malese a fare "le belle signorine". E qui rientra alla grande Lotus, che pur piena di debiti e con grandi difficoltà produttive rimane sempre un blasone di cui farsi belli, cosa che notoriamente ai cinesi piace molto. Dai 15 partner selezionati inizialmente siamo scesi attualmente a tre e Proton rifiuta di ammettere si tratti di aziende cinesi, ma dalle dichiarazioni di Ahmad Kenali, Ceo dell'azienda e uomo di fiducia della finanziaria DRB-Hicom che detiene il 100% delle quote azionarie del gruppo, la conclusione delle trattative potrebbe essere alle porte. Con l'eventuale cessione del brand inglese.
Nestlé e il metano liquido
Si direbbe che il mondo del food e quello dei trasporti siano assai lontani in un'ottica di business, ovviamente al di là del mero concetto di sfruttamento della logistica per la distribuzione capillare dei prodotti. E invece no, perché Nestlè, insieme a Iveco (e qui la presenza ci sta) è stata tra i main sponsor del progetto della prima stazione di rifornimento di gas naturale compresso e liquefatto, collocata a Gera Lario, in provincia di Como e inaugurata ieri. Un'iniziativa che consente l'impiego di autocarri alimentati a metano anche su lunghe distanze, dato che la maggior concentrazione del gas liquefatto permette autonomie fino a 1.500 km con serbatoi più piccoli. A dire il vero intravedo qualche ulteriore problema di sicurezza in caso di incidente, vista la temperatura di -162°C del gas che potrebbe cristallizzare i malcapitati a tiro, ma certamente un passo avanti nella direzione di eliminare i Diesel (specie quelli vecchi) dal trasporto. Bene, siamo tutti felici e contentoni. Ma non sarà mica che Nestlè ha intenzione di entrare anche nel settore carburanti?
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